2 Novembre 2021
I Mastodon tornano finalmente alla ribalta dopo una serie di episodi che hanno diviso pubblico e critica. Dischi che avevano allontanato i fan storici, ormai cresciuti-annoiati, e convinti che il combo di Atlanta non fosse più in grado di produrre musica come ai vecchi tempi. Hushed and Grim si presenta subito come il successore spirituale di Blood Mountain (per una minoranza, quella di cui faccio parte, il loro ultimo grande LP). A partire dalle grafiche e dal ricco artbook curato nuovamente dal grande Paul Romano (appunto, come ai vecchi tempi!) si respira subito aria di casa ed è un piacere osservare i vari pannelli che lo compongono (questi ultimi ricchi di citazioni alle loro precedenti pubblicazioni).
The mountains we made in the distance
Those will stay with us
Questi versi chiudono Gigantium, possibilmente uno dei brani più toccanti che abbiano mai scritto, e sono un chiaro omaggio alla memoria del defunto Nick John (il manager della band) a cui è dedicato il doppio album.
Ancora una volta con i Mastodon ci troviamo di fronte a un disco che rimescola le carte in tavola. Maturo nelle scelte stilistiche e compositive, questo è sicuramente un lavoro indirizzato a un pubblico più esigente rispetto a quello degli ultimi tre tomi della band. I pezzi tornano finalmente ricchi di dettagli e sfumature, e durante i primi ascolti si viene spesso colti di sorpresa, tanto complessa risulta la memorizzazione dei vari passaggi. Gli arrangiamenti colpiscono anche per gli inserti dei vari ospiti, mai così variegati e affascinanti come sulla seconda metà di questo doppio LP. Brann Dailor ha raccontato di quanto Dagger possa risultare irriconoscibile come brano dei Mastodon persino per un fan incallito, se non fosse per la voce di Troy. Questi cameo arricchiscono di imprevisti il percorso, rendendolo più avvincente, e spingendoti a proseguire nell’ascolto. Basti pensare alla successiva Had It All, e non mi riferisco soltanto al meraviglioso assolo di Kim Thayil, chitarrista degli indimenticabili Soundgarden.
Su Hushed and Grim tutti i componenti sono più ispirati che mai, ma è soprattuto merito di un grande professionista come David Bottrill (Tool, Peter Gabriel, Muse nel suo curriculum) se la dinamica propria della band viene restituita alla perfezione. La qualità sonora è senza dubbio la migliore che abbia mai avuto un album della band. In questo senso è un disco che merita particolare attenzione e una modalità d’ascolto consona alla cura posta nella realizzazione del lavoro.
Il nono album della band di Atalanta (si, Call of the Mastodon merita di essere definito tale) è il disco del ritorno che stavamo aspettando. Non lasciatevelo sfuggire.


