La classifica dei migliori film del 2021

Ma che volete che dica? Che mi scusi per non aver stilato una classica di fine anno scorso? Non mi andava. E poi erano o robette depressive di Netflix o supereroi del cazzo o qualche revenge movie dove le donne menano come un McGregor senza un Facchinetti.

A proposito, non ritenete il pestaggio di Capitan Uncino uno degli eventi più bizzarri ed esilaranti di un altrimenti dimenticabile duemilaventuno? Voglio dire: si è ritirato Valentino Rossi ma chi ha vinto il Motomondiale? A me lo chiedete che non vedo una gara da vent’anni e in quella che ho visto già c’era Valentino Rossi e a me non fregava una beatissima fava del Motomondiale nemmeno quella volta? So solo che erano divertenti le interviste a fine gara perché sembrava di stare in una balera romagnola dove tutti si prendevano per il culo.


Ricorderemo forse questo duemilaventuno per l’esultanza composta di Bonucci o Tamberi? Due icone italiote tra la falsa modestia e il vanto sui demeriti altrui che ben ci descrivono come popolo. Altro da ricordare? Non mi pare. A parte rimembrare a tutti che siamo governati dalla prima forma di non-intelligenza artificiale il cui algoritmo ha l’unico scopo di replicare ciò che faremmo noi al loro posto.

In mezzo a questo panorama desolante, per fortuna, una cattiva notizia: il mondo del cinema non fa eccezione e anche quest’anno la classifica farà per lo più schifo. La fiducia del consumatore andrà sempre più sfumando verso la serialità (on demand) dove potrà sprecare per più tempo da un lato l’inutilità della propria esistenza e dall’altro la frammentarietà della propria coscienza e attenzione, e sarà sempre più difficile per il cinema prendersi il tempo per raccontare qualcosa che abbia tempi narrativi accettati.

Ma immagino che a voi, come a me, non interessi tutto ciò, altrimenti ora starei stilando una classifica delle migliori serie tv, cosa che potrei anche fare ma non ne ho la benché minima intenzione.

Ma prima della rigorosissima classifica rispondo a una delle tante email che ci giungono in redazione tutte con la stessa domanda: c’è quest’anno in classifica un film con Nicholas Cage? La risposta della redazione: nonostante le battute e i meme con e su Nicholas Cage ormai siano fuori tempo massimo, come ogni anno assolutamente si.



The Dig di Simon Stone
Una ricca possidente inglese è convinta che sotto ad alcuni tumuli nel suo giardino si nascondano delle talpe giganti. La realtà in questo caso sarà più banale ma comunque inaspettata. C’è Ralph Fiennes che fa l’archeologo.

The Suicide Squad di James Gunn
Non avrei voluto inserire alcun film con alcun supereroe travestito come un deficiente ma il film di Gunn è spassoso e gioca intelligentemente le sue carte.

The Power of the Dog di Jane Campion
Confesso di essermi addormentato e di essermi perso qualche salace monologo di Benedict Cumberbatch. Poco male anche se mi chiedevo come uno con la carnagione di Cumberbatch potesse sopravvivere in un ranch.

Drive my car di Ryusuke Hamaguchi
Polpettone melenso e poco dialogato senza capo ne’ coda fin troppo lungo per gli standard occidentali? Si, ma ha un capo e una coda.

Last Night in Soho di Edgar Wright
Edgar Wright riesce a intrattenere in modo visivamente interessante anche quando è evidente che da un certo punto in poi la storia è andata a puttane.

Coming Home in the Dark di James Ashcroft
Thrillerone che inizia benissimo, continua così così e poi capisci dove va a parare e non te ne frega più un cazzo. Bella atmosfera, ti prego non mi uccidere il mood.

Azor di Andreas Fontana
Questo non ricordo dove l’ho scovato ma lo rammento come un film strano ed elegante ambientato in Argentina in un periodo storico di cui a noi non frega nulla.

In the Earth di Ben Wheatley e Gaia di Jaco Bouwer
Due al prezzo di uno perché parlano dello stesso argomento declinato in modi molto diversi. Grossomodo è quello che potrebbe accaderti se ti metti con una come Greta Thurnberg.

La scelta di Anne di Audrey Diwan
Qualche anno fa uscì un film rumeno sull’argomento ancora più tetro ma l’asciutta opera della Diwan si distingue per un paio di sequenze di puro orrore.

Riders of Justice di Anders Thomas Jensen
Forse uno dei film più intelligenti dell’anno perché scardina gli stereotipi di genere per creare un dramma/commedia che parla della doppia faccia della violenza e della vendetta.

Belfast di Kenneth Branagh
‘Ce mancava er dramma neorealista in bianchennero’, direte voi. Sarà ma Kenneth Branagh racconta benissimo questa storia usando tecniche cinematografiche che sono un chiaro omaggio al passato. Bellissime interpretazioni.

The Father di Florian Zeller
Anthony Hopkins vincerà l’Oscar per questa interpretazione. Forse solo Haneke avrebbe potuto rendere la dementia più orrenda.

Dune di Denis Villeneuve
Un regista che sa fare fantascienza. Si aspetta la seconda parte per un giudizio complessivo che già così soddisfa.

Pig di Michael Sarnoski
Ecco il nostro Niky Cage. L’idea alla base del film è piuttosto risibile ma c’è qualcosa nella serietà in cui tutta la vicenda si avviluppa che fomenta anche il cuore più cinico.

No Sudden Move di Steven Soderbergh
Un gangster movie che è anche una amara riflessione sulla casualità dell’esistenza. Soderbergh è uno da studiare nelle scuole.

Beyond the Infinite Two Minutes di Junta Yamaguchi
Il miglior film dell’anno scorso che vedrete quest’anno.

Bene, siamo ai saluti: Saluti.