17 Gennaio 2016
Non spariranno di certo, i Daughter. Il titolo del successore di If You Leave mette in chiaro le intenzioni del trio londinese, determinato a proseguire la messa in musica di un mondo rarefatto e desolato, illuminato qua e là ma tenuto insieme da vocalizzi che non lasciano spazio a serenità alcuna: Elena Tonra ha modellato un altro viaggio fatto di introversione e personalissime analisi, quasi ignorando l’attesa che questa uscita ha generato al momento dell’annuncio.
Un LP che inizia evocando paesaggi e atmosfere per poi scendere sempre più nell’abisso: le iniziali “New Ways” e “Numbers” mostrano tutta l’abilità chitarristica di Haefeli, prima libero di viaggiare tra echi post e darkwave poi costretto a farsi sempre meno melodico con il passare dei minuti, assecondando gli umori viscerali della doppietta “No Care” e “Belong”: la prima un angoscioso flusso di coscienza, la seconda il punto definitivo di rottura, squarciata da un riff di chitarra in grado di rilasciare tutta la tensione accumulata fino a quel momento. Not to Disappear non sembra avere momenti davvero sereni: “Made of Stone”, in chiusura, sembra lasciar trasparire un leggero rilassamento ma nulla che possa dare vera speranza.
Un ascolto impegnativo e una violazione dei pensieri di una persona ancora non perfetta, ancora migliorabile nell’equilibrio tra muri sonori e incisività di canzoni che qua e là ancora si perdono, concentrate forse troppo verso sé stesse e troppo poco verso il piacere dell’osservatore esterno. I Daughter crescono, aggiungono un nuovo album più che meritevole e alzano nuovamente l’asticella, promettendo involontariamente cose ancora più grandi.


