Recensioni

Killer Be Killed – Reluctant Hero

Non risulterà imprescindibile per chi ha amato queste sonorità, ma Reluctant Hero è un prodotto post metal davvero ben confezionato, come non se ne sentivano da un po’.

Per nostro conto, visto che ci siamo spesso occupati di questa roba, siamo sostenere che questo secondo sforzo dei Killer Be Killed possa raccogliere le attenzioni di chi nell’ultimo decennio è rimasto deluso dalla piega demenziale che hanno preso i Mastodon, e di chi è rimasto orfano allo scioglimento dei Dillinger Escape Plan. In questo autentico supergruppo, sono appunto Troy Sanders (bassista e seconda voce dei primi) e Greg Puciato (vocalist dei secondi, e autore di un albo solista in questo stesso millesimo) i due che riescono a dare la maggiore impressione alla formula sonora: se in brani come “Flighty Vagabond” sembra di essere dentro a Blood Mountain, ogni volta che la velocità aumenta e il turno al microfono spetta a Puciato, le reminiscenze dei DEP si fanno evidenti.

In più, a fare colore, c’è la presenza di zio Max Cavalera – mastermind dei Sepultura, tuttavia da troppo tempo fuori dai circuiti che contano per risultare motivo di interesse principale – e, a fare da motrice, la furia di Ben Koller dei Converge. Ed è proprio la sezione ritmica a sembrare il punto di forza delle undici tracce di Reluctant Hero: funziona quando rallenta e mette in moto i ricordi di Black Sabbath, trita bene la carne quando punta al progressive metal più serio (i sette minuti di “From a Crowded Wound”), e sembra giocare di fronte al pubblico di casa quando macina dinamiche e timbri più tipicamente heavy post-core.

L’album è buono per chi crede che si possa ancora fare musica seria esplorando entro il quadrante di queste coordinate, e per chi come si diceva ha vissuto gli anni d’oro di una scena che quando non si è limitata a dimostrare forza e ignoranza, ha in realtà elevato e reso intellettuale il metallo. Tuttavia nei Killer Be Killed manca il cacio sulla amatriciana, ovvero una chitarra solista che si smarchi dalle melodie vocali e devii convinta verso la tangente, garantendo imprevedibilità e quindi carattere. I tabulati delle corde di Cavalera e Puciato non sono sufficienti. Funziona bene invece l’impianto vocale, con le tre voci che si alternano e rendono l’assalto sonoro più massiccio perché proveniente da più fronti.

A chi storcerà il naso già prima di ascoltare Reluctant Hero, dite di lasciar perdere col post metal. Non fa più per lui.

 

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