The Juan Maclean

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AFX
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The Juan Maclean

Post by AFX » 10 Apr 2009 15:40

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The Future Will Come

ancora non ne abbiamo scritto ma ecco lo stesso il topic
Per chi già l'ha ascoltato e chi ancora non sa di cosa si tratta

http://www.noctamina.com/criticas/the-j ... fa-records recensione in spagnolo
"The Future Will Come" si segnala come uno dei bignamini dance meglio concepiti degli ultimi anni: disco-music inzuppata di synth-pop e profumata di electro, che va a immergersi nella vasca dell’house in un florilegio di promiscuità. Raggiungendoci con l’indispensabile freschezza che la fa suonare come qui ed ora: il mai disvelato mistero del marchio Dfa.
marco bercella

http://www.thejuanmaclean.com/

Per quanto mi riguarda, uno degli album dell'anno finora. Il migliore di electronica senza dubbio.
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Decades
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Re: The Juan Maclean

Post by Decades » 10 Apr 2009 17:22

Io invece qualche dubbio ce l'ho.
Facendo paragoni e parlando di suoni vecchi riportati in vita, preferisco di gran lunga l'approccio di Harmonic 313, quello sì è un modo insolito di riproporre cose datate. Vince invece contro il nuovo dei Depeche Mode, manco c'era bisogno di dirlo, visto che quello nel riutilizzo di vecchi synth appare solo stanco. E anche per questo un po' patetico, volendo dirla tutta.

Per quanto riguarda il lato Synth Pop, non mi sembra una novità perché, se si va a cercare, i vari Fischerspooner o IAMX negli ultimi anni hanno tirato fuori qualcosa di carino anche loro, e questo mi sembra su quei livelli, non di più. Senza contare che se devo sorbirmi una A New Bot nel 2009 vado direttamente ad ascoltarmi Computerwelt dei Kraftwerk, stessi suoni ma almeno fatto meglio. Non è questione di "riproporre cose vecchie" perché lo sapete come la penso su questo e non è un problema per me. Poi ci sento anche molti espedienti che si trovano facilmente anche in qualsiasi compilation house degli ultimi 10 anni.

A parte questo, The Simple Life è praticamente una cover di I Feel Love di Donna Summer e dura almeno 3 minuti di troppo, e la voce maschile che ogni tanto spunta è improponibile (come anche quella dei Knife), tranne in Human Disaster. Non mancano però buoni pezzi come Tonight, la titletrack (a meno della voce, appunto), Accusations (anche questa avrebbe potuto tranquillamente essere più corta), The Station, ma niente miracoli. Giusto sopra la sufficienza per ora.
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Re: The Juan Maclean

Post by :adamasio: » 10 Apr 2009 17:48

Decades, sottoscrivo tutto.

Harmoninc 313 guarda dall'alto.
Last edited by :adamasio: on 10 Apr 2009 17:48, edited 1 time in total.
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Renton
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Re: The Juan Maclean

Post by Renton » 10 Apr 2009 18:02

Per ora (quasi finito il primo ascolto) mi trovo d'accordo con i due signori qua sopra. Non mi convince a pieno. La cosa che più mi da fastidio è lo spirito disco anni '70 sotteso a varie tracce dell'album, con conseguenti suoni, beat, espedienti tipici. Preferisco le parti tendenti alla house commercialotta. Anche le voci (entrambe) non mi aggradano molto: quella femminile più per l'attitudine al coretto come in Accusations o le controvoci in The Station, quella maschile in generale non mi entusiasma.

Poi è un prodotto che si fa ascoltare abbastanza piacevolmente, ma difettoso. Ancora qualche ascolto glielo do, vediamo se cambio idea.
"Arrivo a dire che se qualcuno mi dimostrasse che José è fuori della verità, ed effettivamente risultasse che la verità è fuori di José, ebbene, io preferirei restare col José piuttosto che con la verità."

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Re: The Juan Maclean

Post by AFX » 10 Apr 2009 18:13

l futuro è la fonte. Il futuro è ancora una volta Dfa. A New York quella cosa chiamata disco punk funk continua a nutrirsi di nuova linfa, sfuggendo a qualsiasi altra forma di suono. L'intrattenimento danzereccio solare e pulsante dei vecchi pionieri disco anni settanta frullato e condito in una ricetta che non smette di stupire culo e palati. Da Less Than Human ad oggi molte cose sono cambiate, ma la sostanza elettricamente cazzona è rimasta clamorosamente immutata, intatta.

Il vortice murphyano e ruffiano di "The Simple Life" apre le stanze coloratissime di "The Future Will Come", seconda opera dell'ex Six Finger Satellite John MacLean. Tutto è chiaro fin dai primissimi impulsi, la lezione fornita da James Murphy è stata abbondantemente assimilata e il futuro, per l'appunto, ora è qui. La marcia acida della title track è David Byrne seduto al laptop in qualche locale elettro-noir della grande mela. L'ansiolitica "One Day" aprirà gli ombrelloni in primavera, mentre "A New Bot" defila ogni certezza finora acquisita in un synth pop amorfo, robotico nei fraseggi intermedi, cadenzato con classe infinita.
Mettiamo le cose in chiaro: questa è materia Dfa fino al midollo, ma l'ispirazione con la quale John incastra le sue pedine è decisamente spaventosa. Non c'è tempo per pensare ai riferimenti e alle solite riflessioni metaforiche sui vari saccheggi e le scontate rapine stilistiche. Fanno parte del puzzle anche Gerry Fuchs (!!!), Nancy Whang (LCD Soundsystem) Nick Millhiser e Alex Frankel (Holy Ghost).Nel disco non ci sono pause, a parte la riflessiva "Human Disaster". "No Time" indica a tutti di muovere le chiappe e di restare zitti. "Accusations" va oltre, destabilizzando tutto il corpo con quel cocktail di esotica lounge e tribalismo funk rosa arrapato e arrapante. "Happy House" innesca un groove house drogato, dichiarando al pianeta tutto che quella cosa chiamata disco punk funk è viva più che mai.

"The Future Will Come" è una panoramica sintetica sul concetto Dfa espresso negli ultimi sei anni. Il futuro non può attendere.
Per il sottoscritto un vero capolavoro. Disco imprevedibile e sofisticatissimo, in cui ogni canzone è una gemma nel rispettivo genere di riferimento (si va dalla quasi house di "Tonight" a un synth pop rallentatissimo e drammatico in "Human Disaster"). Non gli manca niente, davvero.
disco bomba, davvero notevolissimo, in particolare per "A New Bot", che taglia come un pugnale, e "The Simple Life", mastodonte di quasi nove minuti posto in apertura che è un'invenzione melodica continua, un vero labirinto, l'esplosione di bollicine che parte a 3'19'' e una delle robe più contagiose sentite da diverso tempo a questa parte
Anche per me è una delle migliori produzioni degli ultimi tempi in questo ambito. Una sorta di "sintesi" preziosa di tante intuizioni magari disperse in dischi frammentari. Certo, gli Human League si sentono, ma - plagio specifico sottolineato da Telegram a parte - è tutto ri-miscelato in modo molto accattivante e sofisticato. Talento melodico non indifferente, aggiungerei.
ha delle melodie di ferro, canzoni con tiro che scorrono in fretta senza annoiare, bei duetti tra voce femminile-androide e maschile da crooner, un suono spesso che fa splendere i ritmi e quei synth semplici e brillanti che colorano i pezzi...
Il futuro è sempre il passato, bisogna solo vedere quale passato
In tutta sincerità, tra l'ultimo Lcd Soundsystem (roba di ormai due anni fa) e "The Future Will Come" per me c'è un abisso a favore di quest'ultimo. Ma non so quanto sia più o meno "nuovo". In realtà, è una gara a chi ricicla/mescola/cammuffa meglio. Questo qui almeno ha un'idea portante e ha delle canzoni dalla sua parte.
ecco come la penso.
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Re: The Juan Maclean

Post by Shaun » 10 Apr 2009 19:19

A me piace questo, fin dal primo ascolto mi ha convinto.
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Comely

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Re: The Juan Maclean

Post by wounder » 10 Apr 2009 23:50

Un ascolto completo e attento glielo devo ancora concedere. A breve lo farò.
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Re: The Juan Maclean

Post by :adamasio: » 11 Apr 2009 01:32

Rimango abbastanza fermo sul mio parere scettico

cadenzato con classe infinita
uhhm..
Disco imprevedibile e sofisticatissimo, in cui ogni canzone è una gemma nel rispettivo genere di riferimento
Questa poi, chiunque l´abbia detta, é proprio una cieca esagerazione.

È un disco che si assesta su cordinate medie, non oltre il 7, matematicamente parlando.
Vedo margini di crescita limitati, oltretutto.
A mio avviso la top song é One Day.

Per essere pessimista, poi: se questo é il futuro... Alpitour? AHIAHIAHIAI!!!
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Re: The Juan Maclean

Post by Shaun » 13 Apr 2009 19:27

Questo non fa che crescere, sinceramente.
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Comely

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Re: The Juan Maclean

Post by :adamasio: » 13 Apr 2009 19:53

Io piú faccio attenzione alle piccole cose, piú lo trovo un disco medio e basta.

Prendete l´ultima canzone, Happy House: questa sarebbe house rilevante? riprende un modello-tipo che andava di moda piú di 7 o 8 anni fa, con quel piano a ribattere che é un archeleogismo totale; poi la canzone si ascolta volentieri, ma su, quanti ricicli, e non tutti venuti bene.

Poi sul fatto che One Day sia una gran canzone, concordo.

Ripeto: se questo é il futuro.. evviva i Gang Gang Dance, ma sul serio!!
Last edited by :adamasio: on 13 Apr 2009 19:54, edited 1 time in total.
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