l futuro è la fonte. Il futuro è ancora una volta Dfa. A New York quella cosa chiamata disco punk funk continua a nutrirsi di nuova linfa, sfuggendo a qualsiasi altra forma di suono. L'intrattenimento danzereccio solare e pulsante dei vecchi pionieri disco anni settanta frullato e condito in una ricetta che non smette di stupire culo e palati. Da Less Than Human ad oggi molte cose sono cambiate, ma la sostanza elettricamente cazzona è rimasta clamorosamente immutata, intatta.
Il vortice murphyano e ruffiano di "The Simple Life" apre le stanze coloratissime di "The Future Will Come", seconda opera dell'ex Six Finger Satellite John MacLean. Tutto è chiaro fin dai primissimi impulsi, la lezione fornita da James Murphy è stata abbondantemente assimilata e il futuro, per l'appunto, ora è qui. La marcia acida della title track è David Byrne seduto al laptop in qualche locale elettro-noir della grande mela. L'ansiolitica "One Day" aprirà gli ombrelloni in primavera, mentre "A New Bot" defila ogni certezza finora acquisita in un synth pop amorfo, robotico nei fraseggi intermedi, cadenzato con classe infinita.
Mettiamo le cose in chiaro: questa è materia Dfa fino al midollo, ma l'ispirazione con la quale John incastra le sue pedine è decisamente spaventosa. Non c'è tempo per pensare ai riferimenti e alle solite riflessioni metaforiche sui vari saccheggi e le scontate rapine stilistiche. Fanno parte del puzzle anche Gerry Fuchs (!!!), Nancy Whang (LCD Soundsystem) Nick Millhiser e Alex Frankel (Holy Ghost).Nel disco non ci sono pause, a parte la riflessiva "Human Disaster". "No Time" indica a tutti di muovere le chiappe e di restare zitti. "Accusations" va oltre, destabilizzando tutto il corpo con quel cocktail di esotica lounge e tribalismo funk rosa arrapato e arrapante. "Happy House" innesca un groove house drogato, dichiarando al pianeta tutto che quella cosa chiamata disco punk funk è viva più che mai.
"The Future Will Come" è una panoramica sintetica sul concetto Dfa espresso negli ultimi sei anni. Il futuro non può attendere.
Per il sottoscritto un vero capolavoro. Disco imprevedibile e sofisticatissimo, in cui ogni canzone è una gemma nel rispettivo genere di riferimento (si va dalla quasi house di "Tonight" a un synth pop rallentatissimo e drammatico in "Human Disaster"). Non gli manca niente, davvero.
disco bomba, davvero notevolissimo, in particolare per "A New Bot", che taglia come un pugnale, e "The Simple Life", mastodonte di quasi nove minuti posto in apertura che è un'invenzione melodica continua, un vero labirinto, l'esplosione di bollicine che parte a 3'19'' e una delle robe più contagiose sentite da diverso tempo a questa parte
Anche per me è una delle migliori produzioni degli ultimi tempi in questo ambito. Una sorta di "sintesi" preziosa di tante intuizioni magari disperse in dischi frammentari. Certo, gli Human League si sentono, ma - plagio specifico sottolineato da Telegram a parte - è tutto ri-miscelato in modo molto accattivante e sofisticato. Talento melodico non indifferente, aggiungerei.
ha delle melodie di ferro, canzoni con tiro che scorrono in fretta senza annoiare, bei duetti tra voce femminile-androide e maschile da crooner, un suono spesso che fa splendere i ritmi e quei synth semplici e brillanti che colorano i pezzi...
Il futuro è sempre il passato, bisogna solo vedere quale passato
In tutta sincerità, tra l'ultimo Lcd Soundsystem (roba di ormai due anni fa) e "The Future Will Come" per me c'è un abisso a favore di quest'ultimo. Ma non so quanto sia più o meno "nuovo". In realtà, è una gara a chi ricicla/mescola/cammuffa meglio. Questo qui almeno ha un'idea portante e ha delle canzoni dalla sua parte.
ecco come la penso.