Post
by absent friend » 04 Jun 2012 00:56
eh, ma c'è una gran differenza tra l'hipster o il beatnik degli anni '50 e quello di oggi. Oggi la corruzione commerciale è stata praticamente istantanea, è viaggiata sul design minimale della apple. Allora ci ha messo quei 15 anni a farlo.
Negli anni '50 c'era una politica, un manifesto, una (contro)cultura. Cos'ha prodotto l'hipster degli anni 00/10 dal punto di vista culturale? Ok, la musica e il blog, ma poi? Dov'è il sostrato culturale paragonabile alla beat generation, chi paragoniamo a Ginsberg, Corso, Ferlinghetti, Kerouac, Borroughs? Hanno/abbiamo preso e messo sul piedistallo Foster Wallace, ma non c'è mica da stare allegri, fa parte di una generazione fa.
Quelli avevano risposto a modo loro alla fine del modernismo, la loro "generazione perduta". Questo hipsterismo invece risente ancora, proprio quando il mondo intellettuale è andato avanti, del postmodernismo, della citazione, della pervasività della popculture, di Derrida ecc. è nato vecchio. È vegetariano e attento all'ambiente come la stupida generazione X, che lo faceva in modo apatico e per mancanza di valori, mentre il beat puntava all'oriente perché sapeva che là poteva trovare il materiale per poter riempire la sua vuotezza. Fumava erba e ascoltava jazz, un genere che ha messo in crisi ben più che la musica, ma l'intera società.
Il glo-fi cos'ha messo in crisi (togliamo magari Animal collective e Neon Indian, toh)? E la witch house? E l'assurda rievocazione à la Blade Runner dell'elettronica di questi anni? Qual è il significato se non in se stesso? Vanno bene perché vanno bene, è bella musica, perché rispondono all'estetica di questa generazione, ma il paragone con il jazz è degradante.
D'altro canto, non ho nessun problema con una moda che, per moda appunto, fa guardare film e leggere libri alla gente.