Style & Wardrobe

tra un bicchier di vino e un coltello a serramanico
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Decades
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Re: Style & Wardrobe

Post by Decades » 03 Jun 2012 19:51

E i miei da vista sono i rb5211 come questi, blu scuro
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e non ho avuto problemi di identificazione in questi quasi due anni. Ma la cosa principale per l'hipster è fuggire il mainstream. A me piacciono gli Oasis, Kanye West, i Tool, quindi sono fuori pericolo. Ma qui giunge la grande domanda: avere gusti mainstream per un hipster è vietato, ma se un hipster ha gusti mainstream significa che nel suo ambiente non è mainstream, quindi è ancora più hipster degli hipster regolari. O erro?
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Re: Style & Wardrobe

Post by AFX » 03 Jun 2012 20:07

Ma ormai di mainstream c'è più poco. Non siamo negli anni 90. Anche quello che una volta sarebbe stato mainstream ormai è indie.
Sono rimaste poche le band come quelle che citi.

E' hipster Ezra Koenig come Sal Paradise, o anche Morrissey e Aaron Turner se vogliamo.
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Re: Style & Wardrobe

Post by Decades » 03 Jun 2012 20:19

Beh ma oggi o ieri non c'entra, sempre di musica mainstream si parla. E sorge l'ennesima domanda: ascoltare musica mainstream dei decenni precedenti, tipo Oasis o Micheal Jackson, è ancora mainstream? se non lo è più, si tratta dunque di artisti permessi nel glorioso tempio del triangolo? E a ruota, se uno vuole fare l'hipster, può accettare l'etichetta, ormai sulla bocca di tutti (e quindi mainstream) senza avere crisi di identità e implodere? Se nego l'etichetta, significa che lo sono? Chiamo Bossari e la Barale, visto che Giacobbo è probabilmente impegnato a spendere i soldi pubblici per finanziarsi il sessantasettesimo viaggio in Perù. Lo gnomo armato di ascia risolverà il mistero o farà giustizia una volta per tutte.
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Re: Style & Wardrobe

Post by AFX » 03 Jun 2012 20:43

Come non c'entra oggi o ieri... all'inizio era il jazz, oggi si è evoluto come termine e riguarda altra musica... È un altro scenario. Ci sono delle icone negative anche oggi, ma non è solo una questione di mainstream.
Fino a metà anni 2000 era un quasi culto quello dei Tool, oggi non più. Era hipsterismo pure quello, basta ripensare allo snobismo che avevamo.

Hipster è underground. Qui in Italia siamo talmente arretrati che è underground anche ciò che a Londra o NYC è commerciale. Conoscete così tante persone che in casa hanno i dischi di Kanye West? Io quelli che conosco hanno anche altra buona musica, non certo Madonna, Vasco e Eminem al massimo.

Ma non è solo questione di musica, appunto, ma anche di wardrobe. E qui la cosa si fa più delicata.
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Re: Style & Wardrobe

Post by Decades » 03 Jun 2012 20:51

C'entra perché sempre mainstream era, e l'etichetta è tutto in queste faccende, e senza etichetta si muore. A me, tutto sommato, il look vedo/non vedo dello gnomo qui sopra piace un botto. Ci sono altri video, in uno in particolare non si vede chiaramente che ha un'armatura medievale che fa molto retrò/instagram. Avevo avuto l'idea per un sito/tumblr/twitter da chiamare Hipstagram, ma mi hanno già fregato l'idea e il dominio. Maledetti.
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Re: Style & Wardrobe

Post by AFX » 03 Jun 2012 21:17

ERA, non è.
Oggi gruppi famosissimi di anni 60, 70 , 80... li conosce solo l'indie snob, l'hipster, l'ascoltatore non casuale. Certo non quello che crede che i Coldplay siano uno dei migliori gruppi della storia.

E quanto al look, pare che Wayfarer e pantaloni attillati, cappelli un minimo stravaganti e in genere vestire molto estroso e colorato sia tipico dell'hipster.

Sempre meglio che essere tristofanti o ciancaleoni, insomma.
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Re: Style & Wardrobe

Post by Lexicon » 03 Jun 2012 21:26

Conoscete così tante persone che in casa hanno i dischi di Kanye West?
Io no, ma ti assicuro che conosco chi lo apprezza e si tratta di persone che ascoltano e hanno sempre ascoltato musica commerciale, in particolare hit del momento da tamarro e rap, quello becero, per quanto ne capisco, e che oggi ascoltano dubstep.



Cmq a me gli hipster sono antipatici,li prenderei a schiaffi, come gli emo di qualche anno fa. Omologazione, finto anticonformismo. E' come essere tamarri, truzzi. Poi che c'entra, è bello che ci siano gli omologati, il mondo è vario per fortuna.

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Re: Style & Wardrobe

Post by Decades » 03 Jun 2012 21:34

Eheh no, non vale, il ragionamento resta valido. Non stavo facendo un discorso serio (lo gnomo armato di ascia m'è testimone), però una delle cose che più mi fa sorridere è quando il tipo underground si conforma allo stile degli altri tipo underground. È un controsenso, paradossalmente capisco di più il metallaro che ha la visione limitata e quindi è normale che voglia vestirsi come i simili suoi, ma nel caso dell'indipendente la libertà tanto osannata finisce per contraddirsi da sola: non è più indipendente.

Rilassarsi e non cercare di identificarsi per forza in qualcosa dovrebbe esser scritto nella prima pagina del Manuale dell'Hipster, eppure è un principio che non riescono ad applicare a loro stessi (visto che si copiano a vicenda e vengono giustamente parodizzati a morte), il che mi divertirebbe se non stessero, con questo, uccidendo di nuovo il povero Kerouac.
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Re: Style & Wardrobe

Post by absent friend » 04 Jun 2012 00:56

eh, ma c'è una gran differenza tra l'hipster o il beatnik degli anni '50 e quello di oggi. Oggi la corruzione commerciale è stata praticamente istantanea, è viaggiata sul design minimale della apple. Allora ci ha messo quei 15 anni a farlo.

Negli anni '50 c'era una politica, un manifesto, una (contro)cultura. Cos'ha prodotto l'hipster degli anni 00/10 dal punto di vista culturale? Ok, la musica e il blog, ma poi? Dov'è il sostrato culturale paragonabile alla beat generation, chi paragoniamo a Ginsberg, Corso, Ferlinghetti, Kerouac, Borroughs? Hanno/abbiamo preso e messo sul piedistallo Foster Wallace, ma non c'è mica da stare allegri, fa parte di una generazione fa.
Quelli avevano risposto a modo loro alla fine del modernismo, la loro "generazione perduta". Questo hipsterismo invece risente ancora, proprio quando il mondo intellettuale è andato avanti, del postmodernismo, della citazione, della pervasività della popculture, di Derrida ecc. è nato vecchio. È vegetariano e attento all'ambiente come la stupida generazione X, che lo faceva in modo apatico e per mancanza di valori, mentre il beat puntava all'oriente perché sapeva che là poteva trovare il materiale per poter riempire la sua vuotezza. Fumava erba e ascoltava jazz, un genere che ha messo in crisi ben più che la musica, ma l'intera società.
Il glo-fi cos'ha messo in crisi (togliamo magari Animal collective e Neon Indian, toh)? E la witch house? E l'assurda rievocazione à la Blade Runner dell'elettronica di questi anni? Qual è il significato se non in se stesso? Vanno bene perché vanno bene, è bella musica, perché rispondono all'estetica di questa generazione, ma il paragone con il jazz è degradante.


D'altro canto, non ho nessun problema con una moda che, per moda appunto, fa guardare film e leggere libri alla gente.
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Re: Style & Wardrobe

Post by AFX » 04 Jun 2012 07:49

È vero ciò che dici, ma forse come mancano le linee guida nel rock (i generi si sono fusi a vicenda, le scene pure), anche nella letteratura mancano i filoni individuabili come in passato. Per questo magari di autori accostabili all'hipsteria moderna ce ne sono (o meglio, dovrebbe essere viceversa), ma è più dura metterli in fila uno per uno.

Hai citato Neon Indian e Animal Collective. Forse i primi due nomi che direi anche io se penso all'aspetto positivo dell'hipsterismo moderno, assieme ai Vampre Weekend.

Il beat aveva molto più da scoprire dell'hipster moderno, che guarda indietro per sentirsi avanti. La beat generation poteva guardare solo avanti. Poi non è scritto da nessuna parte che il mettere in crisi o rivoluzionare valga più che il vivere al 100% quel che si ha intorno. Ogni storia va contestualizzata. All'hipster di oggi magari basta avere la coscienza pulita. Anche perché come detto viene su avendo le spalle coperte, non ha dietro il baratro, la fame, la mestizia, la discriminazione razziale. Non gli si può fare una colpa di essere nato un paio di generazioni dopo quella originale, bianco e con una situazione economica tutto sommato stabile. La sfida è mantenercisi, e distinguersi essendo cool, non grossolani come chi ascolta i Red Hot Chili Peppers o legge Fabio Volo e crede di aver capito tutto dalla vita.

Che sia vuoto finto-anticonformismo poi lo si vedrà. Secondo me non lo è. Magari è meno attivista, ma certo più apertamente spirituale che in passato.
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