Quoto quasi tutto, soprattutto la seconda parte.toolipano wrote:Dal metal classico non mi aspetto nulla ma, sinceramente, non mi ha mai interessato quindi non conosco nemmeno troppi gruppi per avere un'opinione fondata. Anche se non nascondo che alcuni album di Opeth e Porcupine Tree mi piacevano molto (quindi sono d'accordo con adamasio nel dire di non criticare a caso), siamo comunque tutti d'accordo che da loro non verrà più nulla di buono.
Gli unici gruppi metal che seguo ancora sono Isis e Mastodon e mi piacciono molto. Non sono però proprio sicuro che saranno in grado di rinnovarsi ancora. Quindi non sono molto ottimista sul futuro del metallo. Poi magari mi sbaglio e sono io che non capisco nulla di questo genere...
Metal News
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Re: Il futuro del metallo
Last edited by :adamasio: on 29 Mar 2009 18:28, edited 1 time in total.
"Signori, voi mi potete dire a casa vostra ciò che vi piace"
Re: Il futuro del metallo
Dal metal classico non ti puoi aspettare nulla perché è già scaduto da un pezzo. Restano alcuni ottimi album del passato (da selezionare e scegliere tra tanta roba inutile) ma finisce lì.
Re: Il futuro del metallo
La commistione non ancora tentata con profitto è quella con l'elettronica, forse può essere quella la via. Ma serve gente che abbia sensibilità e capacità di intrecciare le trame. O si finisce con dischi come quello recente dei Manes o altri dei Paradise Lost...
Re: Il futuro del metallo
Cynic e Nocturnus nei primi anni 90 lo hanno già fatto col death.
E non dimenticare che metal + elettronica = Rammstein il che non è di buon auspicio.
E non dimenticare che metal + elettronica = Rammstein il che non è di buon auspicio.
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Re: Il futuro del metallo
Certamente! Se c'è una qualità facilmente rilevabile del metal è la sua ampiezza, quindi potare i rami inutili è abbastanza facile quanto impegnativo per la mole enorme.
Il mio interrogativo nasceva anche da un giro su internet per vari blog metal (russi o meno..) dove una sfilza di microband sfornano uscite su uscite, e mi chiedevo chi mai le ascoltasse. Poi mi son fermato e ho detto: "Beh, in realtà quasi 10 anni fa, io.".
Constatare che il panorama è rimasto lo stesso e i grandi nomi pure (quasi in toto), mi ha fatto pensare, ancora una volta, a questa fissità pericolosa e quasi non più reversibile.
L'intreccio con l'elettronica in realtà c'è stato, ma a mio avviso non in modo sensato e azzeccato, a parte alcuni casi (per me gli italianissimi Aborym un paio di canzoni estreme/elettroniche le hanno azzeccate tutte.. poi si sono persi e ciao..).
A mio avviso però è ardua, perché scadere nel cyberismo è facilissimo, e sbagliatissimo.
Il mio interrogativo nasceva anche da un giro su internet per vari blog metal (russi o meno..) dove una sfilza di microband sfornano uscite su uscite, e mi chiedevo chi mai le ascoltasse. Poi mi son fermato e ho detto: "Beh, in realtà quasi 10 anni fa, io.".
Constatare che il panorama è rimasto lo stesso e i grandi nomi pure (quasi in toto), mi ha fatto pensare, ancora una volta, a questa fissità pericolosa e quasi non più reversibile.
L'intreccio con l'elettronica in realtà c'è stato, ma a mio avviso non in modo sensato e azzeccato, a parte alcuni casi (per me gli italianissimi Aborym un paio di canzoni estreme/elettroniche le hanno azzeccate tutte.. poi si sono persi e ciao..).
A mio avviso però è ardua, perché scadere nel cyberismo è facilissimo, e sbagliatissimo.
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Re: Il futuro del metallo
vabbé quello dei Rammstein è industrial rock
Re: Il futuro del metallo
Sì sì, ce ne sono di gruppi metal che utilizzano l'elettronica, ma nessuno vale qualcosa. Sono anni che ci provano e i risultati sono o estremamente pacchiani o estremamente tamarri o estremamente inutili. I Rammstein avranno un approccio un po' più rock ma la pesantezza è quella, pensi che possa uscire qualcosa con chitarre pesanti ed elettronica che sia più aggraziata di quello?
Citavo i Nocturnus, a sto punto The Key, 1990 > tutto quello che hanno provato a fare dopo con metal ed elettronica

Citavo i Nocturnus, a sto punto The Key, 1990 > tutto quello che hanno provato a fare dopo con metal ed elettronica

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Re: Il futuro del metallo
Concordo con te Decades.
Non c'è speranza: si cade nel pacchiano, ma proprio zarro-tamarro intendo.
Che poi è lo stesso concetto della musica avantgarde metal. o cosìddetta, che ha fallito anche essa il suo intento di rinnovare il genere, inserendo più o meno tutte le soluzioni possibili, dagli arabismi ai virtuosismi più velati alle lingue più sconosciute. (A me fra l'altro piaceva anche, poi mi son ricreduto.. e diciamo che l'imbeccata di Von & amici mi hanno anche aiutato a capire certi limiti..).
Quello che rimane è: un disco dei Mastodon, prendiamo anche Leviathan, avrà senso nel 2015 ? (se ha senso una domanda del genere, ovviamente)
Non c'è speranza: si cade nel pacchiano, ma proprio zarro-tamarro intendo.
Che poi è lo stesso concetto della musica avantgarde metal. o cosìddetta, che ha fallito anche essa il suo intento di rinnovare il genere, inserendo più o meno tutte le soluzioni possibili, dagli arabismi ai virtuosismi più velati alle lingue più sconosciute. (A me fra l'altro piaceva anche, poi mi son ricreduto.. e diciamo che l'imbeccata di Von & amici mi hanno anche aiutato a capire certi limiti..).
Quello che rimane è: un disco dei Mastodon, prendiamo anche Leviathan, avrà senso nel 2015 ? (se ha senso una domanda del genere, ovviamente)
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Re: Il futuro del metallo
Poi recentemente erano usciti anche i Genghis Tron che non erano di certo dei geniacci, ma tre beduini qualsiasi.
Re: Il futuro del metallo
I Rammstein fino a Reise, Reise erano grandissimi secondo me, grandissimi come lo potevano essere stati i KIss o Alice Cooper; lo erano secondo una concezione di rock molto semplice, teatrale, diretta, caciarona che può cozzare con la sensibilità di molti ascoltatori, ma ragazzi, il roccarolla è anche spettacolo e le canzoni dei Rammstein sull'impianto scenico dei Rammstein avevano il loro senso di esistere. Sono un grande estimatore della band (esclusi gli ultimi, quanti sono?, due lavori mi pare) perché secondo me rappresentavano qualcosa, un immaginario e un modo di concepire la musica che ha un suo senso, condivisibile o meno.
Sull'argomento del topic, non ricordo quando ho comprato l'ultimo disco metal né ricordo quando ho giubilato per un'uscita del genere, se escludiamo ovviamente tutte le realtà postcore/postmetal e dintorni - che spesso col metal c'entrano anche tangenzialmente, se chiedi a Steve Austin se si considera metal ti picchia per esempio.
Le figure più in vista ultimamente sono quelle che hanno contaminato o sperimentato, penso per esempio a O'Malley e i suoi mille progetti, però sono per l'appunto figure, non scene. Probabilmente la scena legata la metal più florida e attiva è quella che gira intorno al riprendere gli stilemi dei Black Sabbath, e se per dire domani uscisse un disco degli Electric Wizard con i suoni spaccosi, le canzoni viaggiose e lunghissime e il fango e la droga io giubilerei fortissimo. Ma non sarebbe un giubilare per il genere, quanto piuttosto per un singolo disco/band.
C'è il problema che parlare di metal più o meno classico (comprendendo anche il black, il death e compagnia) oggi è come parlare di punk: sono generi che hanno avuto il loro senso in un contesto storico, che sono poi stati portati avanti in qualche modo ma non hanno mai avuto l'impatto delle origini. L'ultima scena legata al metallo che abbia avuto risonanza e raison d'etre anche a livello di immaginario è stata quella black metal (per i primordi della quale io ho ancora enorme rispetto e anche affezione), ma si parla dei primi '90. Dopo pochi/qualche/tanti grandi nomi (la quantità si può discutere) ma nulla di davvero trainante. A meno, appunto, di considerare i vari Neurosis, Breach, ISIS, Mastodon, che però pur avendo elementi metal dentro non hanno quello spirito, quell'immaginario, vengono concettualmente da un altro mondo - almeno secondo me.
Sull'argomento del topic, non ricordo quando ho comprato l'ultimo disco metal né ricordo quando ho giubilato per un'uscita del genere, se escludiamo ovviamente tutte le realtà postcore/postmetal e dintorni - che spesso col metal c'entrano anche tangenzialmente, se chiedi a Steve Austin se si considera metal ti picchia per esempio.
Le figure più in vista ultimamente sono quelle che hanno contaminato o sperimentato, penso per esempio a O'Malley e i suoi mille progetti, però sono per l'appunto figure, non scene. Probabilmente la scena legata la metal più florida e attiva è quella che gira intorno al riprendere gli stilemi dei Black Sabbath, e se per dire domani uscisse un disco degli Electric Wizard con i suoni spaccosi, le canzoni viaggiose e lunghissime e il fango e la droga io giubilerei fortissimo. Ma non sarebbe un giubilare per il genere, quanto piuttosto per un singolo disco/band.
C'è il problema che parlare di metal più o meno classico (comprendendo anche il black, il death e compagnia) oggi è come parlare di punk: sono generi che hanno avuto il loro senso in un contesto storico, che sono poi stati portati avanti in qualche modo ma non hanno mai avuto l'impatto delle origini. L'ultima scena legata al metallo che abbia avuto risonanza e raison d'etre anche a livello di immaginario è stata quella black metal (per i primordi della quale io ho ancora enorme rispetto e anche affezione), ma si parla dei primi '90. Dopo pochi/qualche/tanti grandi nomi (la quantità si può discutere) ma nulla di davvero trainante. A meno, appunto, di considerare i vari Neurosis, Breach, ISIS, Mastodon, che però pur avendo elementi metal dentro non hanno quello spirito, quell'immaginario, vengono concettualmente da un altro mondo - almeno secondo me.
No matter. Try again. Fail again. Fail better.
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