Sono d'accordo in parte.AFX wrote: ↑09 Oct 2017 17:55 Il limite secondo me è anche che sono meno grandi musicisti di altri.
Il batterista è forte, gli altri, soprattutto i gemelli chitarristi, non sono fenomeni. Non sono i Wilco o i Grizzly Bear o i Pearl Jam, per dire.
Le chitarre per me lasciano molto a desiderare in questo disco. In passato almeno riuscivano a tirare fuori begli arpeggi da cui nascevano o su cui Matt costruiva le melodie. Adesso né ciò, né fanno bene il contorno alla base electro.
Il basso non è mai protagonista, non che lo debba essere, però in un disco come questo dove ci sono meno tonalità alte (leggi meno chitarre), poteva emergere di più. Invece niente.
Stiamo cercando il pelo nell'uovo, però ecco.
Le chitarre sono meno in evidenza, è vero, ma in questo disco il lavoro che fanno sullo sfondo è ottimo, ci sono arrangiamenti bellissimi. Non solo di chitarra comunque.
Sul basso invece concordo, poteva essere più ingombrante e dare di più.
In generale i National non sono musicisti al livello dei Wilco ma sono comunque bravissimi a mio avviso. Qui rischiamo di entrare in discorsi inutilissimi, però non scambierei mai loro coi Pearl Jam che hai citato per esempio: mi tengo tutta la vita i gemelli Dessner piuttosto che McCready e Gossard che sono bravi ma limitati.
Non sono quindi pienamente convinto sia un discorso di bravura e di capacità tecniche. Secondo me qui contano più la voglia, la volontà e il coraggio di mettersi più in gioco, di prendersi dei rischi grossi, ... e via dicendo. E per fare questo, quando sei a un certo livello come loro, puoi anche affidarti a dei collaboratori, se per esempio con l'elettronica arrivi fino a un certo punto. Però ci va appunto la decisione nell'intraprendere nuove strade. Per me è qui il punto.

