già già...JAZZ!

a 360° su musica e cultura pop
User avatar
AFX
Amministratore
Posts: 45755
Joined: 02 Jan 2009 17:05
Contact:

Re: già già...JAZZ!

Post by AFX » 13 Dec 2013 01:06

Azrael1793 wrote:Mi sa tanto di clichè ma devo chiederlo, si avvicina Natale e devo fare un regalo con poco o pochissimo ad un adulto un pizzico ciancaleoni ma aperto alle cose "buone", col rock non ci provo perché ad un certo punto suppongo entrino in ballo questioni anagrafiche che vanificano certi tentativi. In breve un cd bello, o magari qualche raccolta veramente notevole (non robba da supermercato). Mi affido alla vostra sapientia.
troppo generico però così, serve qualche indizio in più per non rispondere Kind of Blue o A Love Supreme


Enrico manifestati
DoYouRealize

follow me on Twitter

User avatar
absent friend
Moderatore Globale
Posts: 4480
Joined: 03 Jan 2009 12:34

Re: già già...JAZZ!

Post by absent friend » 13 Dec 2013 10:42

In attesa che Enrico si manifesti

(afx non leggere, potresti sentirti male)
[spoiler]Se è cianca, pat metheny - bright size life lo manderà in brodo di giuggiole. Lui è l'animale guida di ogni chitarrista cianca.
I metallari che ascoltano i DT, quando vogliono fare i colti e "io ascolto tutto" dicono "io ascolto anche jazz, tipo Pat Metheny".
S'è fatto fare sta merda di chitarra perché quella normale dice che non gli bastava
Image
Però dai, nelle interviste sembra un bravo uaglione, nonostante dei capelli inosservabili.

Detto questo, sticazzi, bright size life è un gran disco. Un classico.


e il personaggio è un peso massimo capace di passare dal blues al free jazz furibondo di Song X con Ornette Coleman.[/spoiler]

Ma questa persona i classici li conosce già?
Visione, una distanza ci divide
rym last.fm anobii blog

User avatar
Azrael1793
Posts: 1024
Joined: 07 Jan 2012 01:43

Re: già già...JAZZ!

Post by Azrael1793 » 13 Dec 2013 10:58

Con precisione non saprei. O meglio sono quasi sicuro che conosca il lato mainstream e più accessibile, almeno così capisco dagli altri generi. Per dire (mio padre) aveva 18 anni quando uscì unknown pleasures e non lo conosceva. Ora avendo me in casa che lo sto portando sulla retta via si è staccato da certi tristoni dei suoi anni, lo si sente anche dire "basta co pink floyd e genesis" quindi lo considero aperto al nuovo. In più questo regalo vorrei avesse un minimo di intento pedagogico, quindi se mi dite che A love supreme è il disco da prendere io lo faccio. Se poi non riesco a decidermi vedrò se c'è qualche raccolta ben fatta di neil young altrove e risolvo così
"Not Knowing What Is And Is Not
Knowing, I Knew Not"
Twittah

User avatar
WCephei
Posts: 931
Joined: 03 Oct 2013 15:12

Re: già già...JAZZ!

Post by WCephei » 25 Sep 2014 18:24

sto rileggendo tutto il topic,quotando l'adamasio del 2009: "è arrivato il tempo del jazz" :D
l'approccio sarà simile a quello riservato alla "classica". E' arrivato il momento di tuffarsi in questo mondo. Non si può morire senza aver ascoltato jazz, troppo importante, sarebbe come non aver fatto storia o geografia a scuola. Si può farne a meno ma si perde troppo..

So che sarà doloroso,ci ho provato in passato senza successo. Ai tempi ho apprezzato kind of blue,qualche disco dei weather report,
C'è da dire che c'è ne per tutti i gusti,dal jazz-pop di norah jones (se si può definire tale) alla fusion cianca più spinta tipo chick corea (corna :D )
Nel mio caso vorrei concentrarmi sul jazz classico,non so come si chiama...
Questa volta farò un ascolto emotivo,"passivo",mi lascerò trasportare completamente. Più che di note bisogna abituarsi a percepire i colori,Il jazz è veramente ciò che di più viscerale ed istintivo possa esserci. L'improvvisazione la fa da padrone.
Conoscenza musicale non indispensabile,ma se c'è si può aggiungere altra carne al fuoco.
(Puoi gustarti una partita di calcio anche senza sapere cos'è il fuorigioco,ma se lo sai allora puoi notare perchè la difesa è alta,perchè l'avversario gioca in un certo modo ecc.. scusate il paragone :D )
Ma è così per ogni campo culturale. Ci sono cose che noti solo se sai apprezzare i dettagli,sapere cosa sta facendo il musicista,cosa avrebbe potuto fare ma invece ha fatto.

D'accordo con chi scriveva qualche anno fa su questo topic: approfondire il contesto delle opere,confrontare gli artisti,notare le differenze e le somiglianze,prestare attenzione a come si sposano gli strumenti tra loro,concentrarsi sul particolare ma anche sul sound complessivo.
Questo vale per ogni genere musicale,ma con il jazz trova una sua esasperazione. L'ascolto diventa colto non perchè bisogna conoscere le scale,l'armonia ecc...ma perchè diventa un ascolto poliedrico.

Good Luck a chiunque decida di provarci, don't give up :D
per sintetizzare: trovare un compromesso tra un ascolto più analitico e uno "da divano" senza pretese,rilassato,beato :^^:
Last edited by WCephei on 25 Sep 2014 18:50, edited 1 time in total.

User avatar
:adamasio:
Posts: 8210
Joined: 18 Jan 2009 03:29

Re: già già...JAZZ!

Post by :adamasio: » 15 Mar 2015 21:23

Io di jazz non capisco un cazz, peró questa mi fa sballare:

Last edited by Decades on 17 Mar 2015 12:40, edited 1 time in total.
"Signori, voi mi potete dire a casa vostra ciò che vi piace"

User avatar
WCephei
Posts: 931
Joined: 03 Oct 2013 15:12

Re: già già...JAZZ!

Post by WCephei » 05 Apr 2015 00:07

ringrazio Beppe Fenoglio per avermi illuminato,stavo leggendo un suo romanzo (Primavera di Bellezza), e all'improvviso un dialogo in mezzo ad un contesto stranissimo:
l'importante non è chiedersi se ci piace Duke Ellington
ma la domanda da farsi è
"Come ti piace Duke Ellington?" :ph34r:

è una domanda geniale perchè sposta l'attenzione su il modo in cui ascolti jazz, praticamente la fruizione diventa personalizzata. Il jazz è fatto di impressioni non di dati oggettivi!
Non c'è nessuno che ti può dire come ascoltarlo,nè come capirlo, dimmi solo "cosa ne pensi",cosa ti colpisce!

Ho ancora dubbi sul reale significato di quella domanda, è troppo significativa per essere un errore di battitura e nel romanzo è posizionata strategicamente. Per la cronaca:
ci sono due ragazzi partigiani (Lorusso e Johnny)che si sono appena conosciuti,la prima domanda che uno fà all'altro è proprio quella lì!
Vi pare una domanda che uno fà quando incontra un quasi-sconosciuto? :lol: è una presentazione troppo intellettualoide. Lorusso capisce subito che Johnny è uno con cui poter parlare di cose più fini, sono sulla stessa lunghezza d'onda, sono talmente "oltre" i loro compagni di reparto che Fenoglio gli mette in bocca un frase ad effetto,esagerata. Lorusso immagina già che a Johnny piaccia Ellington a priori,quindi gli chiede direttamente "come ti piace"!! :woot: mmm...

Ora vado ad ascoltarmi Duke Ellington,altrimenti tutto questo ciarlare non serve a niente!

User avatar
Messer Dino Compagni
Posts: 2809
Joined: 08 Sep 2014 13:52

Re: già già...JAZZ!

Post by Messer Dino Compagni » 05 Apr 2015 11:45

è una domanda geniale perchè sposta l'attenzione su il modo in cui ascolti jazz, praticamente la fruizione diventa personalizzata. Il jazz è fatto di impressioni non di dati oggettivi!
Bella riflessione, anche se questa frase vale per OGNI ascolto di OGNI genere musicale. Gli apparati ottici e acustici, attivati dall'ambiente, trasformano l'informazione visiva o acustica in messaggio neuronale: la metafora che mi viene più facile è l'aria che entra nelle canne d'organo e trasforma flusso e pressione in suono. Tra l'altro non localizzato in un punto, ma concertato in varie aree cerebrali. Dovremmo chiederci come sentiamo tutti un certo tipo di suono o vediamo una determinata cosa, ma non dubitare che l'attività è soggettivissima. Alcuni sostenitori del pensiero debole asseriscono che senza luce il mondo sparisce.
Ruin has come not in fire nor in ashen rain
Only in turgid silence, hangin', flayed.

Try to lull us in before the havoc begins into a dubious state of serenity
Acting all surprised when you're caught in the lie
It's not unlike you

User avatar
WCephei
Posts: 931
Joined: 03 Oct 2013 15:12

Re: già già...JAZZ!

Post by WCephei » 05 Apr 2015 15:15

Messer Dino Compagni wrote:
è una domanda geniale perchè sposta l'attenzione su il modo in cui ascolti jazz, praticamente la fruizione diventa personalizzata. Il jazz è fatto di impressioni non di dati oggettivi!
Bella riflessione, anche se questa frase vale per OGNI ascolto di OGNI genere musicale. Gli apparati ottici e acustici, attivati dall'ambiente, trasformano l'informazione visiva o acustica in messaggio neuronale: la metafora che mi viene più facile è l'aria che entra nelle canne d'organo e trasforma flusso e pressione in suono. Tra l'altro non localizzato in un punto, ma concertato in varie aree cerebrali. Dovremmo chiederci come sentiamo tutti un certo tipo di suono o vediamo una determinata cosa, ma non dubitare che l'attività è soggettivissima. Alcuni sostenitori del pensiero debole asseriscono che senza luce il mondo sparisce.
OT
si può estendere quello che dici tu proprio ad ogni singola informazione processata dal nostro cervello,da una carezza a un urlo!
diciamo che fino a quando il suono non arriva al cervello alle zone dedicate, possiamo parlare di una "fase oggettiva" ma solo perchè non abbiamo ancora preso coscienza del suono,ovvero il suono quello è per tutti fino a quel punto (descritto con la fisica)
Poi c'è anche una casistica particolare che non fà testo,se spari 140 decibel nelle orecchie solleciterai una risposta di dolore simile in qualunque umano (si supera la cosiddetta "threshold of pain"). Beh in realtà anche la percezione del dolore è soggettiva :^^: ,ma appunto esistono casi "netti" che non lasciano spazio a moltre rielaborazioni pesonali da parte del soggetto pensante. Quindi possiamo dire che anche la sfera della soggettività ha i suoi limiti.
Ad esempio,se non ti piacciono i Beatles non puoi appellarti a nessun principio di soggettività,devi vergognarti e basta :D :D

Ho dovuto cercare su google quello che dicevi sul pensiero debole (perdona l'ignorantezza :D ). Insomma questi che "pensano debolmente" sembrano una specie di relativisti, o almeno così ho capito.
Forse questi pensatori hanno dimenticato che i pipistrelli e un certo bocelli vivono tranquillamente in questa dimensione e penso si sentano vivi .Piuttosto senza luce il mondo sarebbe diverso (visto che quasi nessuna entità/oggetto emette luce propria a parte le stelle) ma che sparirebbe è una provocazione. Abbiamo a disposizione altri sensi che ci confermano che esistiamo e che il mondo esiste
--------
Tornando al jazz: è un genere caotico,che non dà indicazioni,destrutturato,amorfo,aleatorio. Dal punto di vista armonico è difficile imbattersi in giri maggiori e minori,inoltre c'è poca ripetitività (caratteristica del pop/rock),l'improvvisazione mette tutto in gioco, quindi risulta complicato associare emozioni "comuni" all'ascolto del jazz,o è meglio dire che ci lascia dubbiosi.
Dovremmo solo inventare emozioni nuove per descrivere quello che stiamo ascoltando! D'altronde con la musica si riesce ad esprimere ciò che non riusciamo a parole,quindi la "barriera linguistica" è più che giustificata. Nessuna recensione,nessuna intervista nè analisi armonica,riusciranno mai a cogliere, nella sua interezza, il senso,il significato di un brano musicale. Sarebbe un'attività fine a se stessa, non è detto neanche che un pezzo musicale debba avere un senso.
Sul piano dell'emotività ognuno è libero,anzi, direi per natura costretto, ad attribuire qualsivoglia emozione a qualsiasi musica.
Esiste un primo livello di percezione comune a tutti,un tipo di percezione abbastanza grezzo: mi piace/non mi piace.
In seguito però diventà difficile indagare le ragioni per cui il brano piace a te e piace a me.
Last edited by WCephei on 05 Apr 2015 15:18, edited 2 times in total.

User avatar
Magus Perde
Posts: 1266
Joined: 09 Jan 2010 15:03

Re: già già...JAZZ!

Post by Magus Perde » 12 Jun 2015 19:08

Di The Epic di Kamasi Washington se ne è parlato poco qui dentro. Per me è tra i migliori tre album usciti quest'anno insieme a Carrie & Lowell e To Pimp a Butterfly (a cui ha partecipato tra l'altro). Mi piacerebbe sentire l'opinione di Enrico a proposito, ma che fine ha fatto?

Consiglio questa bellissima intervista di Ian Cohen su Pitchfork per approfondire il personaggio e l'album. Si parla di Kendrick Lamar, John Coltrane, Flying Lotus ma anche di ghetto e di college.

http://pitchfork.com/features/interview ... evolution/
last.fm twitter rym goodreads
"Il sempre sospirar nulla rileva."

User avatar
Homunculus1510
Posts: 1744
Joined: 28 Jan 2010 00:09

Re: già già...JAZZ!

Post by Homunculus1510 » 12 Jun 2015 20:06

Idem con patate, per me solo Sufjan, Godspeed e Kendrick hanno fatto meglio, veramente un discone assurdo.
C'ha il difetto di durare un'infinità, e non sono ancora riuscito a capire se i dischi ascoltati indipendentemente l'uno dall'altro vanno bene o deve essere un behemoth ogni volta, ma mi andrebbe bene in ogni caso.
Domani mi divoro l'intervista, ne avevo letta solo una molto veloce al Guardian, mi pare.
Why should we feel bad for what we've done? We still got the taste dancing on our tongues.

Post Reply

Who is online

Users browsing this forum: No registered users and 9 guests