Tutto è momentaneo, e logicamente lo è anche la felicità. Tra i dischi, sfuggono alla regola soltanto le pietre miliari. Queste o escono dai generi (creandone di nuovi) o elevano un genere (che pian piano si alimenta fino che, all’improvviso, trova il suo apice). Così Jack White – attraverso la sua Third Man Records – prova il doppio colpo a effetto scritturando e lanciando gli emergenti e ruspanti inglesi Yak. La premessa è che si tratta di un disco ben costruito, che dà adrenalina (“Blinded by the Lies”), che fa cantare (“Words Fail Me”), che te li immagini in concerto, molto (e fin troppo) variegato. La postfazione è che la pietra miliare del genere di commistione tra British invasion, classicismo e garage forse è già stato scritto (dagli Arctic Monkeys) o forse non lo sarà mai.
Al lettore la decisione: proseguire e provarci, perché tutto sommato un buon disco rock di questi tempi è meglio non farselo mancare. O perché lo stile un po’ sfacciato e un po’ declamatorio ringiovanisce. Pursuit of Momentary Happiness contiene anche ingredienti psichedelici (da non intendersi come sperimentali), sprazzi vintage stile Last Shadow Puppets (“Encore”) e ritmiche compresse come il nuovo millennio richiede. A conferma che la creatività è stata lasciata libera e che tutto ciò che riguarda in qualche modo le radici interessa eccome al Jack White adulto. Fin qui la risposta sui social e le piattaforme di streaming sembra relativa, a dimostrazione che il pubblico vuole sempre di più.
Probabilmente un po’ più di uniformità non avrebbe guastato, seguendo la vecchia e cara regola (carissima al consumatore che cerca qualcosa di nuovo e di diverso) per la quale un marchio di fabbrica sonoro fa sempre la differenza. Soprattutto per una band che non può guardare al pubblico degli ultraquarantenni che non stacchi più da Smiths, Blur, Madchester e un particolare momento così decisivo delle loro vite.
Al di là dei luoghi comuni, pochi generi hanno saputo reinventarsi e andare costantemente al…
Se ci seguite, sapete già quanto apprezziamo l’opera di James Holden. Nella nostra recente classifica…
Si è sempre dedicata una certa attenzione alla creatura di Matt Berninger e soci, vuoi…
Con il suo album più musicale di sempre, il compositore canadese Tim Hecker sceglie di…
SCARING THE HOES accennava già dal titolo intenti più vicini al divertissement che alla volontà…
Radical Romantics è il terzo disco firmato Fever Ray, l'alias con cui Kerin Dreijer Andersson…