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by Decades » 15 May 2011 20:26
Una parola per ciascuno dei tre.
Mirrors
Sanno scrivere, nonostante le melodie "facili" non mi sono entrati subito. Write Through the Night una delle mie canzoni dell'anno, forse. Però devo dire una cosa, cioè che continuo a sentirci un non so che di strano che mi disturba. Forse eccedono in arpeggi kraftwerkeschi, forse mi sembrano troppo lindi e puliti (come i Delphic del resto), forse è soltanto che mi fanno pensare un sacco ai Detachments. Detachments, ecco. Rispetto a loro sono un po' troppo rigidi, un po' manichini. Bastien & Co. mi sembrano su un altro livello, più svegli e propositivi, più propensi a guardarsi attorno e a vivere la loro new wave in modo "attivo" mentre i Mirrors invece un po' la subiscono e rientrano in canoni troppo classici. Ad ogni modo a dischi così non si può dare meno di un 7.5, tanto per ribadire che mi piacciono.
Ulterior
Anche i tamarrazzi, come da recensione, non sono proprio immediati e facili facili, e a guardarli in faccia passa un po' anche la voglia. L'album però si sta rivelando una droga vera e propria. Il basso di Big City Black Rain, il basso di Big City Black Rain. Le ritmiche dal suono POTENTE. Qualche lieve riflesso Suede che non vorrei fosse colpa di un'allucinazione, ma in qualche piccolo posticino c'ho sentito pure loro. E' il mio preferito tra i tre proposti
Martial Canterel
E' giusto coprire un lato wave un po' più nascosto. A volte sembra un disco dei Depeche Mode del primo tipo, però indiavolati. Tra i tre è l'album effettivamente più retro-underground (buttata lì eh), il meno bello, però anche interessante come si è scritto. Ha alcuni spunti che mi convincono particolarmente, voglio vedere quanti pezzetti mi saranno rimasti fra qualche tempo.
