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by unknownpleasure » 21 Aug 2010 13:51
Visto che li ho ri-ascoltati (fino al 1986) a dovere, riesumo questo topic.
Band veramente grandissima, ogni disco ha sempre qualcosa da dire, anche se forse non sono riusciti a condensare in un unico album tutte le loro idee. Quindi sono sempre in mostruosa difficoltà nel valutare i dischi singolarmente. Propendo al momento per Drums & Wires e Skylarking.
White music, l'esordio, propone la loro visione pop-punk, obliqua e nevrotica ma al tempo stesso melodica. This is pop, come loro stessi dicono.
Go 2 è il classico album di transizione, contiene le medesime idee dell'esordio ma meno canzoni valide. In realtà c'è qualche piccolo esperimento. ma nulla per cui strapparsi i capelli.
Drums & Wires è forse il loro capolavoro, in equilibrio com'è tra melodia e nevrosi, pop e new wave, Kinks e Talking Heads, Devo e Brian Eno. Mostruoso il batterista (Terry Chambers), veramente la ciliegina al talento melodico del duo Partridge/Moulding. "Making Plans For Nigels" e "Complicated Game" sono brani che valgono una carriera.
Black Sea si ammorbidisce rispetto ai precedenti lavori, e viene fuori il loro lato di intrattenitori (vedi "Sgt. Rock" o "Living Through Another Cube"). Non è comunque solo melodia fine a se stessa: "Travels in Nihilon" è un incubo in tipico stile new wave.
English Settlement rappresenta il loro standard melodico (e il loro apice commerciale), ancor più onirico e meditativo e meno schizoide. Se non fosse così lungo sarebbe un altro capolavoro: si segnalano altre gemme come "Runaways" e "Senses Working Overtime".
Mummer è il loro disco più pastorale e rilassato, quasi all'opposto degli esordi. Ci sono ancora ottime canzoni, anche se l'impressione è che non siano completamente ispirate.
The Big Express invece torna al sound marziale dei dischi precedenti (Train Rumming Love On Soul Coal" è quasi industriale), ma non riesce ad andare oltre a un paio di ritornelli orecchiabili.
Skylarking, prodotto da Rundgren, è l'altro apice degli Xtc. Intanto è il loro disco più coeso, essendo praticamente un unico flusso sonoro. Inoltre riesce nell'impresa di coniare un pop pastorale (per altro, a tratti, barocco e sovrarrangiato)al passo coi tempi, inglobando le influenze dei maestri pop degli anni '60. Dear God purtroppo uscì solo come singolo, altrimenti, forse, starei qui a celebrare il loro vero capolavoro.