Linux vs Mac OS X vs Windows

tra un bicchier di vino e un coltello a serramanico

Quali sistemi operativi utilizzate o preferite?

Linux
9
20%
Mac OS X
19
41%
Windows
18
39%
 
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kykeon
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Re: Linux vs Mac OS X vs Windows

Post by kykeon » 14 Sep 2012 14:07

:adamasio: wrote:Oppure: "dipende dall'uso", apologia che altro non è che la trasposizione del repubblicano "Le pistole non uccidono la gente, è la gente che uccide la gente”, a cui non credo nemmeno per un istante.
Questo dipende da cosa intendi per tecnologia (o meglio, tecnica, o facendo gli snob, téchne), se faccia parte dell' "esser uomo" (ad esempio assieme ad altra roba tipo 'razionalità', 'linguaggio' ed altre menate simili) o se sia un appendice esterna, una conquista successiva, che potrebbe rischiare di divenire incontrollabile fino ad un ipotetico punto in cui i robot ci prenderanno a frustate. Io propendo per la prima via, ossia che, essendo cosa prettamente umana, la responsabilità dell'utilizzo di uno strumento sia esclusivamente in mano all'individuo, e non dipenda da una presunta 'malvagità' dell'oggetto in questione. Effettivamente anch'io, quando non ho voglia di parlare con qualcuno, faccio finta di messaggiare con il mio cellulare (senza fotocamera e senza colori), anche se è spento. Non è colpa del cellulare.

Hai citato Benjamin, ed anche per lui il cinema, pur essendo il prodotto della tecnologia, dei processi industriali, della sfrenata riproduzione di prodotti identici, della morte dell'arte 'cultuale', etc., se utilizzato in una certa maniera ha la capacità di far "esplodere il reale" (in senso positivo).
E, anche qui sono d'accordo con Benjamin, il vero problema della tecnologia non è la morte dei rapporti umani (ho conosciuto tanta bella gente attraverso internet, anziché rimanere isolato nel mio paese di provincia), ma il rischio di perdere la capacità di fare autentica esperienza. Esempio a caso: con uno smartphone in tasca non ci si può neanche più perdere nelle strade di una città, fra gps, wi-fi, google maps, guide online e altre amenità. È tutto già pronto, e non c'è più bisogno di sforzarsi per orientarsi in un incrocio o per chiedere informazioni, magari in una lingua non propria: questa è realtà preconfezionata ed impacchettata che equivale alla morte dell'esperienza. Ma basta spegnere il dispositivo ed il problema è risolto. È una questione di consapevolezza.
Last edited by kykeon on 14 Sep 2012 14:09, edited 1 time in total.

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Renton
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Re: Linux vs Mac OS X vs Windows

Post by Renton » 14 Sep 2012 14:09

Decades, potresti ben essere la mia anima gemella.

Non vedo perché addossare all'iPhone o a qualsiasi altro oggetto la "colpa" di comportamenti tipici dell'uomo.
---
Non sono un early adopter: se nei primi mesi non da problemi, prenderò l'iPhone o il concorrente diretto Samsung - non sono razzista a parità di velocità nelle operazioni di routine. Col cellulare di adesso non mi manca quasi nulla in pratica, ma non sfrutto tutte le potenzialità della rete, e questo mi crea una serie di seccature minori; niente di tragico, ma quanto basta per convincermi a passare alla generazione successiva.
"Arrivo a dire che se qualcuno mi dimostrasse che José è fuori della verità, ed effettivamente risultasse che la verità è fuori di José, ebbene, io preferirei restare col José piuttosto che con la verità."

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Viktor Serge
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Re: Linux vs Mac OS X vs Windows

Post by Viktor Serge » 14 Sep 2012 14:15

Poi per precisare una cosa. L'unico problema che hanno gli smartphone sono i proprietari.
In particolare quelli che li usano ai concerti e ti piazzano lo schermo luminoso sotto gli occhi perché devo mandare la cronaca nota per nota agli amici via whatsapp. E quelli che stanno su facebook in macchina mentre guidano e ti tamponano. Ma è un difetto del possessore che senza smartphone si sarebbe attaccato comunque ad altro per rompere i coglioni.

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:adamasio:
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Re: Linux vs Mac OS X vs Windows

Post by :adamasio: » 14 Sep 2012 15:07

metto in spoiler la mia risposta, così se uno vuole la legge, altrimenti va oltre e si compra il nuovo iPhone, felice e contento.

[spoiler]Credere che io consideri l'oggetto in sé il colpevole significa avere una bassa, bassissimo opinione della mia capacità raziocinante in generale; anzi, credere che io sia proprio scemo XD, quindi non rispondo alle critiche o agli appunti mossi in questa direzione.

Detto questo, ciò che voglio illuminare non è la colpa degli oggetti, che in sé non ha senso.
Ciò che mi preme è sottolineare il rapporto malato che si sviluppa con questi, un rapporto che, al contrario di quanto esce fuori dai discorsi sopra, non è in mano a noi così completamente come crediamo.
Se non parli con chi ti sta vicino evidentemente vuoi che sia così, non c'è bisogno di usare lo smartphone o un lettore mp3 come scusa.
Questo vuoi è tutto tranne che dato per scontato, anzi.

Iphone, automobili, donne, etc. sono oggetti che l'uomo non usa sempre a proprio piacimento, quando lo vuole lui, come lo vuole lui etc. L'uomo non è il trionfo della volontà.
Uno può vederci l'utilizzo ultracinico per i propri fini, come fa decades, ma poco cambia: il fatto rimane che anche il più cinico non si muove in uno spazio neutro che fa sì che, alla fine, ogni uomo fa o prova a fare quello che vuole fare.

Il rapporto con un oggetto passa attraverso le forme culturali che definiscono l'utilizzo stesso di un oggetto, la sua idea, la sua forma, e queste idee-forma sono realtà storiche, diverse oggi da ieri e qui da altrove.

Oggi il capitalismo sta storcendo il rapporto fra soggetto e oggetto (e quello fra soggetto e soggetto) in un modo mai esperito prima nella storia umana, e non solo a livello di produzione economica.
L'iPhone è solo l'ultimo terreno di riprova di un sistema, quello capitalistico: quei modi di relazione che molti di voi qui sopra pensate essere ciò che fa la differenza nel rapporto con gli oggetti non è la vostra individualità a gestirli, nella sua astorica e immutabile umanità, per lucida e cinica che possa essere.
Non basta dire: "Dipende come lo si usa, perché l'oggetto in sè non fa male", aprendo così al fatto che stia alla persona, in fondo, decidere di se stessi.
Vi potete anche sentire liberi di decidere nella vostra assoluta individualità senza radici, fuori da qualsiasi sfera culturale di influenza, ma altro non è che il supremo mascheramento, quella che Adorno chiama Seconda Natura, del processo di disintegrazione del capitalismo.
Di Adorno vi consiglio Minima Moralia, giusto per farsi un'idea di cosa vuol dire avere a che fare con le cose crude...

(Non è per dire eh, ma basta leggere uno qualsiasi dei filosofi o dei letterati o dei pittori e così via che sono venuti dopo la lezione marxista. Lo dico perché oggi la critica comunista al capitalismo è una parolaccia: la gente pensa a quelli che promuovono corsi leninisti fuori dalle università; poi, dopo aver magari riso, si mettono a sedere, leggono Pavese, Calvino, Pasolini, Moravia, Sanguineti, Sartre, Adorno etc e non sanno nemmeno che alla base di tutti i loro ragionamenti sta proprio la critica anti-capistalistica.
Lo dico solo perché mi dà fastidio anche solo immaginare qualcuno che abbozzi alla smorfia tipo: "Ecco il comunista, ci manca solo questo..." senza sapere che tutta la cultura (o al 99%) del dopo guerra nasce e si sviluppa dentro a questa dimensione).
Ma basta spegnere il dispositivo ed il problema è risolto. È una questione di consapevolezza.
Anche qui, benché quello che dici su Benjamin prima mi trovi completamente d'accordo, questa consapevolezza non esiste, cos'è? Dov'è? Da dove arriva? Chi la plasma? Cosa guida la consapevolezza di se stessi, un'altra consapevolezza?
Come diceva Sanguineti, l'uomo è l'unico animale che nasce a 4 zampe e a cui viene imposto di imparare a camminare su 2... pensa te se non siamo influenzati anche in questa "consapevolezza" che credi ordini il nostro agire.

Oggi comprare un iPhone, o un Mac (io ho un Mac per dire, preso 4 anni fa, e infatti sono il primo ad essere schiavo di questo sistema) è l'avanguardia estrema di un modello di relazione fra uomo e oggetto che è pari a quello fra uomo e donna nella pornografia (e la pornografia altro non è che uno degli aspetti dell'alienazione capitalistica).
Misure, spessori, durate, abilità, gusto della novità...
Guardare al rapporto fra uomo e tecnologia avanzata (iPhone) aiuta a illuminare tutti gli altri rapporti.
Che la Apple sia la prima azienda mondiale non è una sorpresa, perché ha saputo sfruttare al massimo questo progressivo deteriorarsi del soggetto fino al suo totale annientamento.

È di questo che dobbiamo preoccuparci, non della "crudeltà degli istinti".[/spoiler]
Last edited by :adamasio: on 14 Sep 2012 15:11, edited 4 times in total.
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Decades
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Re: Linux vs Mac OS X vs Windows

Post by Decades » 14 Sep 2012 15:43

Fai un discorso che secondo me sta già fin troppo "sopra" la questione. È un altro livello. Non cercherò certo di farti cambiare idea, anzi, però non puoi dire che "dobbiamo occuparci di questo e non di quello", perché è probabile che alla base del problema che dici tu ci sia comunque quello che dico io. Il capitalismo (e ciò che gli sta attorno) non si basa forse sull'egoismo e sul "ti uso, ti sfrutto e poi ti butto via"? a me pare che sia la massima espressione di quel problema lì, e non è quel problema lì che è una conseguenza del capitalismo.
E il fatto di non avere il coraggio di affrontare questioni interiori così "disgustose" secondo me è parte del problema, eccome se lo è.


***

Per sposarmi dovete prendere il numeretto e mettervi in fila.
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kykeon
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Re: Linux vs Mac OS X vs Windows

Post by kykeon » 14 Sep 2012 21:18

Eh, però se da una parte si fa questo discorso:
:adamasio: wrote:questa consapevolezza non esiste, cos'è? Dov'è? Da dove arriva? Chi la plasma? Cosa guida la consapevolezza di se stessi, un'altra consapevolezza?
dove non c'è pensiero discriminante, si è immersi in un mondo catastrofico e si è in balìa dei suoi flutti, basta possedere un mac per essere schiavi di un sistema (dove sarebbe la libertà allora? seguendo le orme di alexander supertramp? o proprio non esiste?), per cui anche il tuo discorso in realtà è solo illusione della tua autonomia;
e dall'altra parte si dice
Decades wrote:è probabile che alla base del problema che dici tu ci sia comunque quello che dico io. Il capitalismo (e ciò che gli sta attorno) non si basa forse sull'egoismo e sul "ti uso, ti sfrutto e poi ti butto via"? a me pare che sia la massima espressione di quel problema lì, e non è quel problema lì che è una conseguenza del capitalismo.
ossia, la storia è semplice apparenza, il problema dell'umanità è l'umanità stessa, e fra la condanna a morte di Socrate e i campi di sterminio nazisti la differenza è solo quantitativa...
ok, ho estremizzato un po', ma fra un pessimismo e l'altro si rischia si appiattire il tutto e non individuare più le differenze reali, storiche, ed umane in ogni gesto che si compie, dall'utilizzo di uno smartphone a quello di una cassetta porno.

Per me la consapevolezza si ha quando ci si rende conto che l'iphone è solo una scatoletta di chip da utilizzare per le proprie personalissime necessità (le quali devo star attento a non sostituire con quelle che mi arrivano, bombardandomi dall'esterno, compreso dall'oggetto stesso: non mi serve condividere ogni frammento della mia stupida vita, né controllare ogni secondo i social network, etc.). Come si fa? Beh, la filosofia (non la metafisica eh, ma nel senso più domestico possibile: dialogare, tenere la mente aperta, non dormire, interrogarsi, mettersi in questione, scassare le palle) serve a capire come si usa uno smartphone e come si possono risolvere quelle altre cose disgustose che ci portiamo dentro. Sì, la vita è una merda, posso anche essere d'accordo, però è meglio non affossarsi nella pece più buia per rendersi conto che sotto sotto qualcosa di umano, e quindi di apprezzabile, c'è sempre, anche se puzza parecchio*.
Amen.

[spoiler]*quest'ultima parte è più indirizzata a me che a voi, ogni tanto ho bisogno di ricordarmelo[/spoiler]

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Re: Linux vs Mac OS X vs Windows

Post by absent friend » 15 Sep 2012 00:16

[spoiler]ci sono diversi punti critici, adamasio. Visto che non ho nulla da insegnare, mi limiterò a farti presente alcuni punti che secondo me sottovaluti o che non hai considerato o che altro.

a) Quali sono i rapporti che stiamo perdendo a causa della tecnologia? Leggere un libro e riceverne qualcosa, passeggiare in un viale alberato o conversare per tutta una notte di politica? Sì, ed è un peccato, lo sostengo anche io con forza. Ma non pensi che poter coltivare relazioni interpersonali sia stato un privilegio borghese? Non dico che l'espressione dell'individuo non possa essere libera in quanto tale, ma storicamente non è mai stata slegata dall'egemonia. E anche questo è marxismo (determinismo ecc..)
Chi aveva i soldi, o, prima ancora, i titoli nobiliari, faceva vita sociale, altrimenti, come diceva Fenoglio "tutta la giornata senza alzar la testa".

b)
la pornografia altro non è che uno degli aspetti dell'alienazione capitalistica)
Mah? Giulio Romano cos'aveva a che fare con l'alienazione o il capitalismo? L'arte erotica cinese e giapponese? C'è larghissimo spazio per una critica marxista alla pornografia, certo, ma quei due concetti non li condivido. Marcuse, anzi, auspicava una liberazione dal principio di realtà e dal capitalismo anche attraverso la pornografia, lui che a Francoforte era un ottimista.

c) Quando parli di liberazione a cosa ti riferisci? Perché se non sai che fartene, della libertà, essa diventa solo un altro fascismo, a volte peggiore del primo, come diceva l'ultimo Pasolini.

d)
Il rapporto con un oggetto passa attraverso le forme culturali che definiscono l'utilizzo stesso di un oggetto, la sua idea, la sua forma, e queste idee-forma sono realtà storiche, diverse oggi da ieri e qui da altrove.

È vero. Ma la lezione antropologica dice che è un processo a due corsie. La cultura crea l'oggetto. L'oggetto la cultura. E non solo. Il rapporto con lo spazio è identico. Lo spazio (la foresta, il mare la risaia) definisce una cultura (incerta sul futuro e votata alla divinazione, ordinata e """"scientifica"""") e la cultura definisce il suo spazio. Forse potremmo esperire un oggetto come uno smartphone in modo culturalmente vero, ma qui si parla di utopia. Il problema è che non esiste cultura nel capitalismo. MAI. Lo dicono Adorno e i pessimisti di Francoforte, la Berkeley University, l'antropologia culturale e il buon senso. In questo però siamo già perduti molto prima dell'iphone 5. E quindi non vedo perché scagliarvisi contro. Cioè, è giusto, ma non capisco perché ti sia venuto lo sghiribizzo contro l'iphone5 non contro il nuovo sito del panopticon, o la carne americana o l'ultimo libro che non leggerò mai. Cioè, tutto è tecnologia. Lo è da quando Galileo ha rovesciato la scienza con un cannocchiale o da quando nacquero le case editrici, dopo l'invenzione della stampa, a stampare quello che la gente voleva e non l'opera del dotto XY. La tecnologia è qualsiasi cosa, perché è lavoro. La tecnologia può essere cultura, lo è stato. È il capitalismo il problema.

Io so che l'unica azione sensata è radersi la testa e entrare in un monastero buddhista. Sono serissimo. Rinunciare alla vita è esserle fedeli.[/spoiler]

Detto questo, il nuovo iphone mi fa ribrezzo. Tecnologicamente insulso, è un gioiello. Diamanti per tagliarlo, zaffiri per il suo vetro... E nessuno che gli dice niente. Anzi, la apple promossa per l'attenzione all'ambiente!! Si ma per la produzione dei mezzi di produzione deve aver distrutto un Paese di negri...
Bello e pessimo.
Last edited by absent friend on 15 Sep 2012 00:25, edited 2 times in total.
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Re: Linux vs Mac OS X vs Windows

Post by :adamasio: » 15 Sep 2012 01:33

Aspettavo il tuo puntiglio, absent, e ne son lieto, visto che alla fine i tuoi punti non si oppongono a quanto sostengo.
Soprattutto, non voglio spiegare a te la differenza tra l'arte erotica cinese e giapponese e un video porno. ;)

Non mi metto a rispondere perché è giusto andare avanti nel topic in modo più "pertinente", ma mi piace pensare che passare "tutta la giornata senza alzar la testa" dalla terra, in fondo, forse è il miglior modo di socializzare, anche meglio dei buddisthi.
Last edited by :adamasio: on 15 Sep 2012 01:33, edited 1 time in total.
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Re: Linux vs Mac OS X vs Windows

Post by AFX » 15 Sep 2012 15:10

(per la serie: dopo i fuochi)
che gran cosa dropbox. Ho caricato una marea di roba di marketing/comunicazione pesantissima che mi aveva preparato therover/Lajoneserìa in 20 minuti. Il tempo di masterizzare un cd. Senza usare il cd ma avendola sempre prontissima a disposizione.
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Re: Linux vs Mac OS X vs Windows

Post by El Raval » 15 Sep 2012 20:10

AFX wrote:(per la serie: dopo i fuochi)
che gran cosa dropbox. Ho caricato una marea di roba di marketing/comunicazione pesantissima che mi aveva preparato therover/Lajoneserìa in 20 minuti. Il tempo di masterizzare un cd. Senza usare il cd ma avendola sempre prontissima a disposizione.
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:adamasio: wrote:el raval, sparisci, sei merda.

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