ma per favore, siete sempre i soliti. ma zitti di che?Renton wrote:Giustissime le parole di Moratti, altroché.
Siamo stati zitti dopo Torino, siamo stati zitti dopo Bergamo e come ricompensa abbiamo ricevuto l'arbitro di ieri. Il problema vero è che abbiamo perso l'occasione di fare punti su Napoli, bilan e Lazio, la Fiorentina ce ne ha mangiati altri due, e oggi magari anche la roma ce ne prende un paio.
Quando gli avversari fanno un gol con un netto stop di bicipite e ti negano un rigore così solare, il resto non ha più senso; non serve aver visto la partita, al limite vedevi i 13 falli che sono serviti a Conti per prendere un cartellino contro i due di Cambiasso.
"così solare" lo dici dopo 3 moviole perché in diretta non pareva affatto netto. ma il punto è che siete tornati a piangere e a tirar fuori storie di comodo.
ti rispondo con le parole di Mura su repubblica, poi mi eclisso perché nn ci perdo tempo con i piagnistei.
[spoiler]Fino al derby di Genova, solo due delle prime 18 squadre avevano vinto: Fiorentina e Catania. Il resto è come una partita di tressette a non prendere, detto anche ciapanò. Marchetti e un efficace catenaccione laziale bloccano sabato la Juve sullo 0-0. Un bel Cagliari blocca ieri l’Inter sul 2-2 a San Siro. I punti tra le prime due restano 4 e sulla situazione, non solo sull’arbitraggio di ieri, Moratti ha parecchie cose da dire. In pratica, prende la rincorsa partendo dalla partita pur vinta 3-1 in casa della Juve. Per grazia di Dio, precisa Moratti, non certo per sviste arbitrali. Due, grosse, a favore della Juve: la mancata espulsione di Lichtsteiner più grave ancora del fuorigioco di Asamoah. Fin qui, riesco a seguirlo. Dopo, nell’evocazione di antichi fantasmi, materializzatisi nell’esplosione della cosiddetta Calciopoli, non ci riesco. Di più: ritengo che un commentatore equidistante, ammesso che esista in questo pollaio, debba evitare di seguire Moratti e ogni tesserato che si esprima da tifoso. Il riferimento è anche a Galliani che insulta dalla tribuna il suo portiere, è anche a De Laurentiis che non manda i suoi alla premiazione, è anche ad Andrea Agnelli che preferisce parlare alle pance che alle teste dei tifosi. Il rigore su Ranocchia c’era, ma non è questo il punto. Il punto è che lo sport, e il calcio dovrebbe esserlo ancora, non consente sdoppiamenti di ruolo e richiede un costante senso di responsabilità. Si suppone che anche i presidenti del calcio spagnolo, tedesco, francese, inglese siano tifosi, eppure li si vede fianco a fianco in tribuna e con una scarsa tendenza all’incendio. Danno l’esempio, o cercano di darlo, si sforzano di darlo. Sanno che quello è il loro ruolo. E’ inutile pensare agli stadi nuovi, qui da noi, se ci si entra con le idee vecchie, se si innaffia con cura la piantina del sospetto sino a farla diventare un baobab, se non c’è mai un minimo di autocritica, se la colpa è sempre degli arbitri. Questo non sarà il campionato più bello del mondo, ma è avvilente ridurlo a una telenovela costantemente aggiornata da entrambe le parti, a un’isola dei famosi dove abitano solo Juve e Inter che si rinfacciano scudetti rubati, rigori regalati, fuorigioco ignorati, intercettazioni parziali, commenti televisivi. Nulla sfugge. Chi dice che non era rigore su Ranocchia viene additato come juventino, chi lo giudica grande come una casa deve per forza essere interista. Da queste militanze a tempo pieno, da questi arruolamenti a prescindere è meglio stare fuori, lasciare che ci prenda gusto chi vuole. Non sono solo cose inutili, sono dannose. Il rigore su Ranocchia c’era, grosso come una casa no. Prima di decidere che c’era ho visto almeno sei moviole. Il fallo di Astori era astuto, in appoggio, non un calcione tipo Cigarini-Cuadrado. L’Inter poteva portarsi a meno 2 dalla Juve e ha fallito l’occasione anche, e soprattutto, per altri motivi. Ha sbagliato con Milito gol fatti (uno in particolare) e, come a Bergamo, il tridente che aveva propiziato il 3-1 di Torino non ha funzionato. Nessuno dei tre davanti torna in copertura, quindi l’Inter soffre contro avversari veloci e manovrieri. E’ andata subito in vantaggio, ha beccato due gol da Sau (molto interessante già nella Juve Stabia) all’esordio a San Siro. Handanovic è stato il migliore dell’Inter, che pareggia su autogol di Astori. Incredibile visu: Cassano che cerca di calmare Stramaccioni. Che è bravo, ma si agita come e più di Mourinho[/spoiler]



