Made in Italy
- Azrael1793
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Re: Made in Italy
l'ultimo singolo del teatro mi ha fatto abbastanza schifo, almeno quello estratto dal secondo album aveva un che di orecchiabile, anzi è rimasto per parecchio, questo nuovo manco in questo riesce
Re: Made in Italy
Il nuovo disco dei Giardini di Mirò uscirà a marzo e si intitolerà Good Luck
Otto tracce, tutte cantate tranne un brano strumentale. Una canzone è cantata da Sara Lov (Devics).
http://www.giardinidimiro.com/
Spero bene. A me piacciono molto e sono contenta siano tornati alla forma canzone.
Otto tracce, tutte cantate tranne un brano strumentale. Una canzone è cantata da Sara Lov (Devics).
http://www.giardinidimiro.com/
Spero bene. A me piacciono molto e sono contenta siano tornati alla forma canzone.
Re: Made in Italy
Dovrebbe uscire anche il nuovo dei Cosmetic
Re: Made in Italy
sono bravi secondo me
e adesso esce il 13 aprile il nuovo
[spoiler]una recensione di "Noi Siamo di qui" 2009
"Non siamo di qui" è una delle cose più oneste e vere che ho sentito ultimamente. Potete dire che è adolescenziale, che ha quell'indolenza mista a rabbia tipica delle band grunge che suonavano nella palestra l'ultimo giorno di scuola per dimostrare ai professori che non erano del tutto persone inutili. O che i Cosmetic copiano i Verdena. Vi sbagliate completamente: non ci sono immaginari presi in prestito, camicie di flanella, uomini di latta o case di legno volanti al cui interno inscenare tragedie epiche anni novanta, non ci sono capitani coraggiosi o cheerleader in preda a crisi hipsteriche. Tolta la prima patina romantica e leggermente sognante, sotto trovi solo storie, relazioni, sentimenti, lacrime, lacerazioni, molti sbagli e qualche speranza. Tutte cose vissute davvero.
La musica è pop, emergono più le canzoni e meno l'impasto sonoro scuro, psichedelico e a tratti shoegaze tipico di "Sursum Corda", l'album precedente. Ci sono ritornelli rotondi alla Dinosaur Jr. o alla Flaming lips. Pezzi duri e nirvaniani come "Via Maj" e "Crostata" che sono botte di adrenalina. Ballate chitarra voce come "Ragazzo crudele" e "Ehi, sintonia" che - se avete un cuore che funziona come dovrebbe – riflettono meglio di qualsiasi specchio o pozzanghera. Ma gli arrangiamenti non sono l'aspetto più importante, probabilmente in futuro sprofonderanno di nuovo nel magma rosa fucsia immergendo voce e strumenti in un unico delay flangerato. In questo disco, invece, è bastato rendere le parti un pelo più nitide ed ecco i Cosmetic in tutta la loro fragile bellezza. Perchè sono due le cose che contano: è un tipo di songwriting molto particolare, con piccole punte geniali; è un'emotività che non ha mai paura di mostrarsi.
In sostanza: se vi sentite come l'uomo disegnato sul pannello di cartone de L'Allegro Chirurgo, costantemente costretti a far vedere i vostri organi interni a chiunque, e prendete la scossa appena vi toccano uno dei tanti vostri nervi scoperti, "Non siamo di qui" potrebbe farvi da coperta del conforto. Probabilmente vi sentirete meno indifesi e meno soli. Più normali e più felici. Ho un'inaspettata passione per le storie eroiche e le cose grandiose, e se la mia storia non lo è, mi guarderò l'alba e la sua gloria. Starete bene. Ve lo prometto.[/spoiler]
http://www.facebook.com/cosmeticmusic?sk=wall&filter=2Cosmetic è una band nata circa 10 anni fa sulle colline romagnole. In questi anni sono successe tante cose e la band (ad oggi Bart, Pain, Mone ed Emily) ha suonato con costanza evolvendo fino a trovare la propria forma espressiva più congeniale in una sorta di pop sonico noise e shoegaze in italiano. Dopo svariati demo, arriva nel 2007 "Sursum Corda", il primo vero album per Tafuzzy Records. Nel 2009 il disco "Non siamo di qui" sancisce il passaggio a La Tempesta Dischi. Il 2011 è l'anno dell'ep in vinile e free download "In ogni momento".
e adesso esce il 13 aprile il nuovo
[spoiler]una recensione di "Noi Siamo di qui" 2009
"Non siamo di qui" è una delle cose più oneste e vere che ho sentito ultimamente. Potete dire che è adolescenziale, che ha quell'indolenza mista a rabbia tipica delle band grunge che suonavano nella palestra l'ultimo giorno di scuola per dimostrare ai professori che non erano del tutto persone inutili. O che i Cosmetic copiano i Verdena. Vi sbagliate completamente: non ci sono immaginari presi in prestito, camicie di flanella, uomini di latta o case di legno volanti al cui interno inscenare tragedie epiche anni novanta, non ci sono capitani coraggiosi o cheerleader in preda a crisi hipsteriche. Tolta la prima patina romantica e leggermente sognante, sotto trovi solo storie, relazioni, sentimenti, lacrime, lacerazioni, molti sbagli e qualche speranza. Tutte cose vissute davvero.
La musica è pop, emergono più le canzoni e meno l'impasto sonoro scuro, psichedelico e a tratti shoegaze tipico di "Sursum Corda", l'album precedente. Ci sono ritornelli rotondi alla Dinosaur Jr. o alla Flaming lips. Pezzi duri e nirvaniani come "Via Maj" e "Crostata" che sono botte di adrenalina. Ballate chitarra voce come "Ragazzo crudele" e "Ehi, sintonia" che - se avete un cuore che funziona come dovrebbe – riflettono meglio di qualsiasi specchio o pozzanghera. Ma gli arrangiamenti non sono l'aspetto più importante, probabilmente in futuro sprofonderanno di nuovo nel magma rosa fucsia immergendo voce e strumenti in un unico delay flangerato. In questo disco, invece, è bastato rendere le parti un pelo più nitide ed ecco i Cosmetic in tutta la loro fragile bellezza. Perchè sono due le cose che contano: è un tipo di songwriting molto particolare, con piccole punte geniali; è un'emotività che non ha mai paura di mostrarsi.
In sostanza: se vi sentite come l'uomo disegnato sul pannello di cartone de L'Allegro Chirurgo, costantemente costretti a far vedere i vostri organi interni a chiunque, e prendete la scossa appena vi toccano uno dei tanti vostri nervi scoperti, "Non siamo di qui" potrebbe farvi da coperta del conforto. Probabilmente vi sentirete meno indifesi e meno soli. Più normali e più felici. Ho un'inaspettata passione per le storie eroiche e le cose grandiose, e se la mia storia non lo è, mi guarderò l'alba e la sua gloria. Starete bene. Ve lo prometto.[/spoiler]
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Re: Made in Italy
tra l'altro è scritto con il coolo
Re: Made in Italy
non ci voglio credere.
"Stanco dell'infinitamente piccolo e dell'infinitamente grande,lo scienziato si dedicò all'infinitamente medio."
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Re: Made in Italy
Dai, almeno aspettiamo di ascoltare il pezzo
(non che abbia grosse aspettative in realtà ...)
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Re: Made in Italy
1 - Nina Zilli - Per sempre e Never never never (Grande grande grande) con Skye dei Morcheeba
2 - Samuele Bersani - Un pallone e My sweet Romagna (Romagna mia) con Goran Bregovic
3 - Dolcenera - Ci vediamo a casa e My ...life is mine (Vita spericolata) con Professor Green
4 - Pierdavide Carone e Lucio Dalla - Nanì e Anema e core con Mads Langer
5 - Irene Fornaciari - Il mio grande mistero e I who have nothing (Uno dei tanti) con Brian May
6 - Emma - Non è l’inferno e If paradise is half as nice (Il Paradiso) con Gary Go
7 - Matia Bazar - Sei tu e Speak sofly love (dal film Il Padrino) con Al Jarreau
8 - Noemi - Sono solo parole e To feel in love (Amarsi un po’) con Sarah Jane Morris
9 - Francesco Renga - La tua bellezza e El mundo (Il mondo) con Sergio Dalma
10 - Arisa - La notte e Que serà (Che sarà) con José Feliciano
11 - Chiara Civello - Al posto del mondo e You don’t have to say you love me con Shaggy
12 - Gigi D’Alessio e Loredana Bertè - Respirare e Auf Der Welt con Nina Hagen
13 - Eugenio Finardi - E tu lo chiami Dio e Surrender con Noa
14 - Marlene Kuntz - Canzone per un figlio e The world bacame the world con Patti Smith
Questi sono i "big"
inutile sprecare parole per qualsiasi altro. Almeno i Marlene portano Patti che comunque è sempre Patti.
2 - Samuele Bersani - Un pallone e My sweet Romagna (Romagna mia) con Goran Bregovic
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