The Horrors
Re: The Horrors + Cat's Eyes
The Best Person I Know e I'm Not Stupid liricamente sono roba uscita da un talent show della De Filippi, e musicalmente saranno sicuramente meglio ma anche discretamente pallose, e non sono le sole (Not a Friend altro skip sicuro). Molto molto meglio quando il ritmo è un po' più sostenuto o quando è lui a prendere in mano la situazione. Il disco è buono ma mi lascia dubbi su certe scelte insomma. Lei va bene, carina occhi di gatto e tutto quanto, però mi ispira ceffoni.
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Re: The Horrors + Cat's Eyes
Decades wrote:Lei va bene, carina occhi di gatto e tutto quanto, però mi ispira ceffoni.
"Signori, voi mi potete dire a casa vostra ciò che vi piace"
Re: The Horrors + Cat's Eyes
sì ma The Best Person I Know e I'm Not Stupid sono volute così... è la logica twee
Re: The Horrors + Cat's Eyes
Ma a me in canzoni così lente e a inizio disco infastidisce parecchio. Stroncano l'entusiasmo sul nascere, la sequenza dei brani nella prima parte è proprio mal concepita. E' fatto apposta? Anche il mio skip sarà fatto apposta, non c'è problema, I've got the power.
Re: The Horrors + Cat's Eyes
Anch'io la vedo così... non escludo che sia un mio limite, ma skippo volentieri sui pezzi sopracitati
Re: The Horrors + Cat's Eyes
Ci sto riprovando per scrupolo ma non mi sembra un disco memorabile. Relativamente interessante sì, ma io di canzoni ne salvo (intendo ampiamente sopra la sufficienza, visto che non stiamo parlando dei Pain of Salvation e di brutte non ce ne sono) più o meno la metà, e tra queste non ne trovo nessuna straordinaria che mi faccia pensare "oh, questa ora me la riascolto e mi vedo a farlo ogni tanto tra due tre quattro cinque sei mesi un anno". Per dire, anche una Sooner or Later che mi sembra quella meglio costruita tra tutte mi viene da apprezzarla di testa ma il coinvolgimento è decisamente scarso, e allora capisco che c'è qualcosa che non va. E se non ci sono picchi particolari ma addirittura qualche momento di noia trascendentale, allora tutto passa senza lasciare niente e con l'esperimento interessante e l'atmosfera blabla non ci faccio niente.
Insomma, l'avessi aspettato con ansia lo riterrei una delusione, ma visto che non ci avevo puntato su niente... per me sarebbe un 7 di stima, non di più. Faris o non Faris, occhibelli di turno o no.
Insomma, l'avessi aspettato con ansia lo riterrei una delusione, ma visto che non ci avevo puntato su niente... per me sarebbe un 7 di stima, non di più. Faris o non Faris, occhibelli di turno o no.
Re: The Horrors + Cat's Eyes
http://www.panopticonmag.com/recensioni ... -eyes.html
twee rock. Oltre ad essere quello di un famoso trio compatto, occhi di gatto è anche il nome di un duo altrettanto accattivante, quello formato dalla voce degli Horrors Faris Badwan e Rachel Zeffira, una giovane soprano (e polistrumentista) italo-canadese. Dopo il debutto con l'EP Broken Glass e la curiosa performance in San Pietro, è arrivato il momento di ascoltare il full length Cat's Eyes. Si tratta di un disco che colpisce immediatamente per la sua ombrosa anima retrò, ma che richiede certamente più di un ascolto per essere compreso appieno. L'opener è un brano che mostra alla perfezione i due volti di questa band, la sgangherata oscurità della voce di Faris si unisce ad un suono molto delicato e femminile, per un twee pop raffinato e curato in ogni suo minimo dettaglio. L'atmosfera è di indubbio fascino: nel debutto su LP si alternano momenti nerissimi, come lo splendido terzetto "Bandit"/ "Sooner or Later" / "The Lull" e momenti più soavi e leggeri, dal gusto più propriamente jangle pop; il fascino semplice e sixties di questi brani è però qualcosa di riservato agli amanti di certe sonorità: "The Best Person I Know" o "I'm Not Stupid" sono certo delle belle canzoni, ma richiedono anche una particolare predisposizione all'ascolto, il rischio è altrimenti quello di annoiarsi presto, e se questa non è propriamente una debolezza, è comunque un limite. Senza voler togliere meriti alla brava (e bella) Rachel, è solo quando l’album vira più decisamente verso il suo lato più rock che la musica dei Cat's Eyes oltrepassa queste limitazioni stilistiche, riuscendo a catturare pienamente nell’ascolto. Questo spesso coincide con l’intervento vocale (e probabilmente non solo) di Faris. In definitiva un pop rock polveroso e annerito, in ogni suo momento pervaso di un fascino lontano nel tempo, come un vecchio oggetto che bisogna stare attenti a non rompere.
7.5/10
http://www.catseyesmusic.com/
twee rock. Oltre ad essere quello di un famoso trio compatto, occhi di gatto è anche il nome di un duo altrettanto accattivante, quello formato dalla voce degli Horrors Faris Badwan e Rachel Zeffira, una giovane soprano (e polistrumentista) italo-canadese. Dopo il debutto con l'EP Broken Glass e la curiosa performance in San Pietro, è arrivato il momento di ascoltare il full length Cat's Eyes. Si tratta di un disco che colpisce immediatamente per la sua ombrosa anima retrò, ma che richiede certamente più di un ascolto per essere compreso appieno. L'opener è un brano che mostra alla perfezione i due volti di questa band, la sgangherata oscurità della voce di Faris si unisce ad un suono molto delicato e femminile, per un twee pop raffinato e curato in ogni suo minimo dettaglio. L'atmosfera è di indubbio fascino: nel debutto su LP si alternano momenti nerissimi, come lo splendido terzetto "Bandit"/ "Sooner or Later" / "The Lull" e momenti più soavi e leggeri, dal gusto più propriamente jangle pop; il fascino semplice e sixties di questi brani è però qualcosa di riservato agli amanti di certe sonorità: "The Best Person I Know" o "I'm Not Stupid" sono certo delle belle canzoni, ma richiedono anche una particolare predisposizione all'ascolto, il rischio è altrimenti quello di annoiarsi presto, e se questa non è propriamente una debolezza, è comunque un limite. Senza voler togliere meriti alla brava (e bella) Rachel, è solo quando l’album vira più decisamente verso il suo lato più rock che la musica dei Cat's Eyes oltrepassa queste limitazioni stilistiche, riuscendo a catturare pienamente nell’ascolto. Questo spesso coincide con l’intervento vocale (e probabilmente non solo) di Faris. In definitiva un pop rock polveroso e annerito, in ogni suo momento pervaso di un fascino lontano nel tempo, come un vecchio oggetto che bisogna stare attenti a non rompere.
7.5/10
http://www.catseyesmusic.com/
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