Innovazione
Innovazione
La domanda è semplice, ma la questione è secondo me molto complessa e oggi assolutamente centrale in musica.
Nel valutare un disco, quanto conta per voi che questo sia innovativo ?
è possibile oggi che un album bello non sia in nessun modo innovativo?
E inoltre... l'innovazione, è una questione di personalità dell'artista che abbandonandosi all'ispirazione riesce a suonare quello che è, quello che sente, e cosi crea nuove prospettive oppure è una ben più lucida creazione di stile, trovando nuovi suoni e nuove forme musicali che non siano già state provate in precedenza? Come nasce un disco innovativo?
Nel valutare un disco, quanto conta per voi che questo sia innovativo ?
è possibile oggi che un album bello non sia in nessun modo innovativo?
E inoltre... l'innovazione, è una questione di personalità dell'artista che abbandonandosi all'ispirazione riesce a suonare quello che è, quello che sente, e cosi crea nuove prospettive oppure è una ben più lucida creazione di stile, trovando nuovi suoni e nuove forme musicali che non siano già state provate in precedenza? Come nasce un disco innovativo?
Re: Innovazione
La domanda non è affatto semplice.
Così a pelle posso dirti che, in generale, più che al concetto di innovazione personalmente mi riferisco a quello di "stare al passo coi tempi". Cioè, per me non è importante che un disco dica qualcosa di nuovo in assoluto, l'importante è che nell'attingere al vecchio non suoni vecchio.
Ovviamente, non ci sono parametri 100% oggettivi per dire quanto un disco suoni vecchio, però puoi provare a vedere quanto è "moderno" l'uso di certe sonorità, di certe soluzioni melodiche, ecc...
E, cosa importante, il concetto lo applico diversamente ai vari generi: da un disco di elettronica mi aspetto suoni all'avanguardia/attuali rispetto ai mezzi, adatti alle scelte "ritmiche"; da un disco rock mi aspetto la miscela azzeccata tra le varie correnti/influenze esistite ed esistenti; in un disco jazz cerco un linguaggio improvvisativo personale, ed una capacità di suonare "da 2010", cioè avendo imparato dal passato per plasmare qualcosa di personale.
Forse, "imparare dal passato" lo terrei buono per tutti i generi, ma intendo di volta in volta cose diverse.
Detto tutto questo, faccio due esempi per due dischi che quest'anno ho amato: per me The Suburbs è un disco sicuramente non innovativo, ma che nel 2010 ci sta benissimo, è "al passo coi tempi". Oppure, Cosmogramma è "da 2010" perché quell'accostamento di suoni e ritmi, tutti all'interno dello stesso album, è una cosa nuova che lo caratterizza.
Così a pelle posso dirti che, in generale, più che al concetto di innovazione personalmente mi riferisco a quello di "stare al passo coi tempi". Cioè, per me non è importante che un disco dica qualcosa di nuovo in assoluto, l'importante è che nell'attingere al vecchio non suoni vecchio.
Ovviamente, non ci sono parametri 100% oggettivi per dire quanto un disco suoni vecchio, però puoi provare a vedere quanto è "moderno" l'uso di certe sonorità, di certe soluzioni melodiche, ecc...
E, cosa importante, il concetto lo applico diversamente ai vari generi: da un disco di elettronica mi aspetto suoni all'avanguardia/attuali rispetto ai mezzi, adatti alle scelte "ritmiche"; da un disco rock mi aspetto la miscela azzeccata tra le varie correnti/influenze esistite ed esistenti; in un disco jazz cerco un linguaggio improvvisativo personale, ed una capacità di suonare "da 2010", cioè avendo imparato dal passato per plasmare qualcosa di personale.
Forse, "imparare dal passato" lo terrei buono per tutti i generi, ma intendo di volta in volta cose diverse.
Detto tutto questo, faccio due esempi per due dischi che quest'anno ho amato: per me The Suburbs è un disco sicuramente non innovativo, ma che nel 2010 ci sta benissimo, è "al passo coi tempi". Oppure, Cosmogramma è "da 2010" perché quell'accostamento di suoni e ritmi, tutti all'interno dello stesso album, è una cosa nuova che lo caratterizza.
Re: Innovazione
Discussione interessantissima in linea di massima mi trovo più che d'accordo con Enrico, poi magari sviluppo il mio pensiero quando ho tempo, ma ripeto mi sembra che quello che ha appena detto Enrico sia giustissimo.
Baci scritti non arrivano a destinazione, ma vengono bevuti dai fantasmi lungo il tragitto. Franz Kafka
Fai sempre da sobrio quello che dici di fare quando sei sbronzo. Imparerai a tenere chiusa la bocca. Ernest Hemingway
Fai sempre da sobrio quello che dici di fare quando sei sbronzo. Imparerai a tenere chiusa la bocca. Ernest Hemingway
Re: Innovazione
Questo dovrebbero stamparselo in testa un po' tutti, soprattutto quelli per cui una proposta è revival quando fa comodo, altrimenti non lo è.Così a pelle posso dirti che, in generale, più che al concetto di innovazione personalmente mi riferisco a quello di "stare al passo coi tempi". Cioè, per me non è importante che un disco dica qualcosa di nuovo in assoluto, l'importante è che nell'attingere al vecchio non suoni vecchio.
Anche se secondo me non è giusto parlare di innovazione in questo caso, ma di freschezza, che è un'altra cosa
Sull'innovazione in senso stretto, sarebbe assurdo restarci sotto perché allora ci sarebbe veramente pochissimo da ascoltare. E soprattutto non è questo lo spirito del pop, ma neanche del rock.
Nell'ordine mi interessano
1) Le canzoni, le melodie, che devono essere ispirate. Nel caso dell'elettronica il discorso è un po' più complesso e non saprei come affrontarlo
2) La resa del tutto. Nel senso che può anche suonare tutto volutamente rovinato, purché sia stato fatto bene
3) Il disco nel suo complesso, deve essere piacevole da ascoltare dall'inizio alla fine, possibilmente senza punti morti
4) la freschezza di cui si parlava
5) solo alla fine l'innovazione
Insomma, l'innovazione è il valore aggiunto che può rendere capolavoro vero un "capolavoro" sotto tutti gli altri punti di vista. L'idea geniale fa sempre piacere, l'importante è che nel cercare di essere "avanti" non risulti invece paccottiglia.
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oppholdsvaer
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Re: Innovazione
io sono della generazione dello shock di Kid A.
da quel momento in poi, magari anche inconsciamente in qualche modo, valuto un disco soprattutto per l'umore innovativo che lo differenzia dagli altri.
innovazione significa l'aver visto e preso la linea invisibile che lega passato presente e futuro di un certo genere, illuminando modi e forme solo in penombra fino a quel momento, intuibili ma non ancora visibili. l'innovatore è quel soggetto che ti fa inutilmente rodere il fegato per il suo esserci arrivato prima di te, quello che lo fa sembrare facile quando in realtà è frutto di quel particolare genio che tocca a uno su un milione.
sono idee che seguono una logica sottesa ed evidentissima ma sfuggevole ed immateriale.
questa è la caratteristica che più di ogni altra mi fa amare un disco. Flying Lotus è il personaggio che più di tutti è capace di tanto.
ma sono totalmente d'accordo con Enrico, un disco non innovativo in ogni caso non scade nello stantio, se è capace a produrre nel già fatto, senza riprodurre.
perchè, e ora vado di banalità, l'innovazione è in ogni caso meno importante della genuinità, quell'aura indefinita dell'opera d'arte compiuta, e non si suona statici se si è veri. vivi.
innovazione è vita tanto quanto lo è la spontaneità dell'artista che asseconda le proprie urgenze espressive.
da quel momento in poi, magari anche inconsciamente in qualche modo, valuto un disco soprattutto per l'umore innovativo che lo differenzia dagli altri.
innovazione significa l'aver visto e preso la linea invisibile che lega passato presente e futuro di un certo genere, illuminando modi e forme solo in penombra fino a quel momento, intuibili ma non ancora visibili. l'innovatore è quel soggetto che ti fa inutilmente rodere il fegato per il suo esserci arrivato prima di te, quello che lo fa sembrare facile quando in realtà è frutto di quel particolare genio che tocca a uno su un milione.
sono idee che seguono una logica sottesa ed evidentissima ma sfuggevole ed immateriale.
questa è la caratteristica che più di ogni altra mi fa amare un disco. Flying Lotus è il personaggio che più di tutti è capace di tanto.
ma sono totalmente d'accordo con Enrico, un disco non innovativo in ogni caso non scade nello stantio, se è capace a produrre nel già fatto, senza riprodurre.
perchè, e ora vado di banalità, l'innovazione è in ogni caso meno importante della genuinità, quell'aura indefinita dell'opera d'arte compiuta, e non si suona statici se si è veri. vivi.
innovazione è vita tanto quanto lo è la spontaneità dell'artista che asseconda le proprie urgenze espressive.
Last edited by oppholdsvaer on 12 Dec 2010 22:46, edited 3 times in total.
La scena canadese caga in testa a tutte le altre.
Re: Innovazione
e potrebbe essere proprio questo il punto.. ovvero che la spontaneità crei la "freschezza". Ovvero, è possibile fare un disco "fresco" anche solo con chitarra e voce, se quello che si compone è assolutamente personale e quindi, per forza di cose, diverso da quanto sentito prima. Diverso però è il discorso su "l'innovazione", la ricerca del sound. Ma in qualche modo anche questo deve necessariamente essere espressione dell'artista.. usare un clap al posto di una snare potrebbe essere il modo il cui l'artista mette se stesso nel proprio sound e in questo modo crea l'innovazione, la modernità di un clap. Certo ci deve sempre essere dietro un talento musicale, melodico.perchè, e ora vado di banalità, l'innovazione è in ogni caso meno importante della genuinità, quell'aura indefinita dell'opera d'arte compiuta, e non si suona statici se si è veri. vivi.
innovazione è vita tanto quanto lo è la spontaneità dell'artista che asseconda le proprie urgenze espressive.
Però... abbiamo citato FLotus.. beh.. è difficile pensare che un disco del genere sia qualcosa di spontaneo, ci deve per forza essere una ricerca molto minuziosa dietro, e se non dubito che quella sia la musica che più rappresenta l'artista (mi colpì molto infatti la frase che lessi qua, o da qualche altra parte in cui diceva che finalmente era arrivato a fare la musica che voleva fare) dubito invece fortemente che sia giunto a questo risultato con la spontaneità...
L'innovazione forse è una forza che cerca di fare della novità una spontaneità.
Re: Innovazione
Kid A però fu uno shock per chi ancora non aveva mai ascoltato Autechre, Aphex Twin, e magari considerava Nine Inch Nails e Portishead musica tunz tunz. Ce n'era tantissima nei forum nel 2002-2003, quando cominciai a visitarli. Anzi era la maggioranza.
Un disco recente ma totalmente innovativo in cui non trovo riferimenti a niente di niente è stato quello dei Dirty Projectors dell'anno scorso. Ma in pochi al di fuori dei circuiti indie sono andati oltre il primo ascolto...
Un disco recente ma totalmente innovativo in cui non trovo riferimenti a niente di niente è stato quello dei Dirty Projectors dell'anno scorso. Ma in pochi al di fuori dei circuiti indie sono andati oltre il primo ascolto...
- absent friend
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Re: Innovazione
Non c'è un metro applicabile a qualsiasi disco, secondo me. Non riesco a ricercare il significato di innovazione o cose simili.
FLotus ci metterà anche giorni a finire un pezzo, gli XX forse un paio d'ore. Ha importanza? non credo, il ricamo non mina di per sè la spontaneità se quel ricamo era già nella testa dell'artista o, come direbbe Gombrich, mette tutto al suo posto, e lo stesso si potrebbe dire per il suono scarno o "di getto".
Discorso simile per le capacità tecniche (importanti o no?), l'intertestualità (valore o disvalore?), l'aderenza a canoni precostituiti, l'appartenenza a scene/scuole/correnti. E anche una volta stabilita una tabella secondo cui far rientrare il giudizio di un disco, cosa diciamo delle produzioni artistiche di culture diverse?
Non credo nella ricerca del discriminante scientifico tanto quanto non credo al giudizio soggettivo sull'arte. Cercare di scientifizzare pure l'arte sarebbe davvero troppo per le mie coronarie (discorso diverso per l'analisi vera e propria, chiaramente, quella sì scientifica). Quando si parla di queste cose non riesco a non scartare le dicotomie: Soggetivo/oggettivo, bianco/nero. Al contrario mi piace pensare di poter/voler adottare un metro malleabile ma pur sempre un metro in un sistema tipico della Cina: non ci sono opposti contraddittori ma solo correlativi (aristotele). Il disco X è innovativo? in un certo senso lo è, in un altro mai più. Ha importanza? No
FLotus ci metterà anche giorni a finire un pezzo, gli XX forse un paio d'ore. Ha importanza? non credo, il ricamo non mina di per sè la spontaneità se quel ricamo era già nella testa dell'artista o, come direbbe Gombrich, mette tutto al suo posto, e lo stesso si potrebbe dire per il suono scarno o "di getto".
Discorso simile per le capacità tecniche (importanti o no?), l'intertestualità (valore o disvalore?), l'aderenza a canoni precostituiti, l'appartenenza a scene/scuole/correnti. E anche una volta stabilita una tabella secondo cui far rientrare il giudizio di un disco, cosa diciamo delle produzioni artistiche di culture diverse?
Non credo nella ricerca del discriminante scientifico tanto quanto non credo al giudizio soggettivo sull'arte. Cercare di scientifizzare pure l'arte sarebbe davvero troppo per le mie coronarie (discorso diverso per l'analisi vera e propria, chiaramente, quella sì scientifica). Quando si parla di queste cose non riesco a non scartare le dicotomie: Soggetivo/oggettivo, bianco/nero. Al contrario mi piace pensare di poter/voler adottare un metro malleabile ma pur sempre un metro in un sistema tipico della Cina: non ci sono opposti contraddittori ma solo correlativi (aristotele). Il disco X è innovativo? in un certo senso lo è, in un altro mai più. Ha importanza? No
Re: Innovazione
e io per esempio sono uno di quelli che, pur provenendo da quel background rock/metal, Aphex twin, NIN, Massive Attack e Portished li conosceva già, ma comunque ebbe una batosta da Kid A. perché non c'etrava nulla anche con quella musica, a mio parere. non pretende di essere elettronica pura, non pretende di essere rock. è comunque un' innovazione (come abbiamo avuto modo di discutere già parecchie volte) pur non inventando nulla.AFX wrote:Kid A però fu uno shock per chi ancora non aveva mai ascoltato Autechre, Aphex Twin, e magari considerava Nine Inch Nails e Portishead musica tunz tunz. Ce n'era tantissima nei forum nel 2002-2003, quando cominciai a visitarli. Anzi era la maggioranza.
e questo è il discorso che secondo me ha più senso fare oggi, quando praticamente è stato sperimentato ogni sorta di influenza, contaminazione, derivazione e chi più ne ha più ne metta. non bisogna per forza inventare qualcosa di nuovo per innovare. ne sono un esempio i vari FlyLo, National, Detachments e compagnia cantante anche solo limitandoci a quest'annata.
"Stanco dell'infinitamente piccolo e dell'infinitamente grande,lo scienziato si dedicò all'infinitamente medio."
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Re: Innovazione
Conta che il disco sia attuale. Anche nel caso di cose revivaliste.
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