Made in Italy

a 360° su musica e cultura pop
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:adamasio:
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Re: Albo diuturno

Post by :adamasio: » 24 Jun 2010 19:02

ti capita solamente perchè è in italiano; se fosse in francese probabilmente ti capiterebbe lo stesso.
Alla fine è proprio quella riflessione critica più approfondita di cui parli che attiva questo meccanismo di straniamento.
Ci scommetto la prima birra al Forte Exilles che tante di quelle lyrics di gruppi che magari ti piacciono alla follia, se fossero in italiano, ti farebbero magari anche ridere, davvero ci scommetto.

I COD non hanno fatto un disco con tutte canzoni grandiose (ci sono delle cadute), ma nella media è un buon album.
Ma poi, è anche vero che a me delle lyrics frega anche poco. Per me possono dire anche "Mangio merda e nutella" purché mi prenda l'orecchio. :D
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absent friend
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Re: Albo diuturno

Post by absent friend » 24 Jun 2010 19:51

in parte è vero. sicuramente è così.
Però c'è dell'altro. Se i testi fossero in inglese le figure retoriche non dico scomparirebbero ma quasi. Nelle canzoni in italiano piovono inversioni sintattiche, artifici, patetismi. Minchia non sei Saba, è evidente. Scrivi quello che senti senza voler fare il poeta. Onestà, verità (vi prego sull'amore)
Non è che cerchi l'alta poesia. Mi vanno ultra bene gli useless wooden toys.
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Re: Albo diuturno

Post by :adamasio: » 24 Jun 2010 20:32

Poi magari se ne parlerà meglio in un topic apposito o in altra sede, però nota come passi senza soluzione di continuità da inversioni sintattiche-artifici a patetismi, ovvero da uno strumento a uno strumento+il suo colore/effetto.

Segnale di un "pregiudizio" critico? :P
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PepperMagik
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Re: Albo diuturno

Post by PepperMagik » 24 Jun 2010 21:10

Scrivi quello che senti senza voler fare il poeta
Trovi davvero tanta differenza tra un autore di canzoni e un poeta? Nick Drake non era un poeta? E Ian Curtis? De Andrè è indiscutibilmente un poeta.

Per me una certa ricerca stilistica è doverosa... Altrimenti accendo la radio e di "dammi tre parole sole, cuore e amore" ne trovo quante voglio.

Ti faccio un esempio a molti qua dentro sgradito: Le Luci Della Centrale Elettrica.
Sfido chiunque a dire che non ci sia urgenza espressiva nel suo disco... Alcuni hanno bollato l'album come sciatto e ripetitivo (giudizi che non condivido per niente), proprio a causa dell'estrema visceralità delle composizioni.
Resta il fatto che questo secondo me è uno che sa scrivere... E io lo apprezzo proprio per il suo stile ricercato, pieno di metafore e costruzioni ardite, nonchè per l'innata capacità di esprimere idee e stati d'animo in modo diverso dall'usuale, riuscendo sempre a tirar fuori la frase ad effetto, destinata a rimanere impressa nella mente dell'ascoltatore.

La stessa cosa potrei dirla di tanti artisti che ho amato molto in passato e che amo ancora oggi... Da Giovanni Lindo Ferretti a Godano, da Agnelli a Capossela.

Musicalmente il nostro paese non ha inventato nulla, sono i testi che fanno la differenza... Se i primi dischi dei Marlene Kuntz non avessero avuto quelle liriche, tanto valeva ascoltare i Sonic Youth.
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Re: Albo diuturno

Post by Shaun » 24 Jun 2010 21:13

Approvo i testi dei COD, aborro I Neon dell'Officina Metalmeccanica.
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Re: Albo diuturno

Post by Decades » 24 Jun 2010 21:15

Questi discorsi sono da spostare nella discussione appropriata
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Re: Albo diuturno

Post by absent friend » 24 Jun 2010 21:27

commento nel topic sul made in italy.
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Re: Made in Italy

Post by absent friend » 24 Jun 2010 22:07

Trovi davvero tanta differenza tra un autore di canzoni e un poeta? Nick Drake non era un poeta? E Ian Curtis? De Andrè è indiscutibilmente un poeta.

Per me una certa ricerca stilistica è doverosa... Altrimenti accendo la radio e di "dammi tre parole sole, cuore e amore" ne trovo quante voglio.

Ti faccio un esempio a molti qua dentro sgradito: Le Luci Della Centrale Elettrica.
Sfido chiunque a dire che non ci sia urgenza espressiva nel suo disco... Alcuni hanno bollato l'album come sciatto e ripetitivo (giudizi che non condivido per niente), proprio a causa dell'estrema visceralità delle composizioni.
Resta il fatto che questo secondo me è uno che sa scrivere... E io lo apprezzo proprio per il suo stile ricercato, pieno di metafore e costruzioni ardite, nonchè per l'innata capacità di esprimere idee e stati d'animo in modo diverso dall'usuale, riuscendo sempre a tirar fuori la frase ad effetto, destinata a rimanere impressa nella mente dell'ascoltatore.

La stessa cosa potrei dirla di tanti artisti che ho amato molto in passato e che amo ancora oggi... Da Giovanni Lindo Ferretti a Godano, da Agnelli a Capossela.

Musicalmente il nostro paese non ha inventato nulla, sono i testi che fanno la differenza... Se i primi dischi dei Marlene Kuntz non avessero avuto quelle liriche, tanto valeva ascoltare i Sonic Youth.
mi sono spiegato male. non intendevo dire che i testi non devono avere una valenza poetica. Al contrario. Tuttavia se non si hanno le capacità per utilizzare uno strumento, così rispondo ad Adam, si dovrebbe evitare di usarlo.
Cioè gli ossimori sono capaci a farli tutti, le sinestesie le vendono al mercato di Porta Palazzo. Non ce l'ho con le figure retoriche in sé, figuriamoci ma con ciò che si fa con esse.

Non voglio fare un discorso snob. Ascolto piacevolmente anche le canzoni in cui la Badu fa la scema come in "Love". no problem. Ma non digerisco proprio i finti poeti.
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Ocean Of Noise
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Re: Albo diuturno

Post by Ocean Of Noise » 24 Jun 2010 23:00

PepperMagik wrote:
Scrivi quello che senti senza voler fare il poeta
Ti faccio un esempio a molti qua dentro sgradito: Le Luci Della Centrale Elettrica.
Sfido chiunque a dire che non ci sia urgenza espressiva nel suo disco... Alcuni hanno bollato l'album come sciatto e ripetitivo (giudizi che non condivido per niente), proprio a causa dell'estrema visceralità delle composizioni.
Resta il fatto che questo secondo me è uno che sa scrivere... E io lo apprezzo proprio per il suo stile ricercato, pieno di metafore e costruzioni ardite, nonchè per l'innata capacità di esprimere idee e stati d'animo in modo diverso dall'usuale, riuscendo sempre a tirar fuori la frase ad effetto, destinata a rimanere impressa nella mente dell'ascoltatore.
Ti quoto perchè l'album in questione l'ho amato tanto visceralmente quanto detestato poi in futuro. Sicuramente c'è una potenza a livelo di "visceralità" enorme come giustamente dici. Però spesso per fare un buon album non è sufficente. Per prima cosa le melodie, pochissime sono melodie davvero belle, e più di ogni altra cosa sono ahime purtroppo un pò ripetitive. Per quanto riguarda i testi alcuni sono davvero buoni, e rendono bene l'idea di quello che vogliono trasmettere. Sono surrealli e visionari al punto giusto, leggi la frase e ti appare davanti a gli occhi praticamente. Va però detto che in mezzo al fiume di parole in cui andiamo praticamente in contro durante l'ascolto, è facile rimanere confusi e troppe volte certe parole sembrano o enfatizzate o un pò troppo adolescenziali. Resta comunque una buona prova cantautoriale italiana, sempre meglio di tutti quelli che cantano l'inglese in maniera oscena ed inutile.

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wounder
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Re: Made in Italy

Post by wounder » 24 Jun 2010 23:06

I miei due gruppi italiani preferiti sono Negazione e Massimo Volume. Trovo entrambi profondamente e genuinamente poetici (salvo rare eccezioni). Comunque concordo con te, absent, soprattutto se parliamo di artisti più recenti. Pochissimi mi invogliano a scoprirli meglio e i contenuti, tantopiù perché nella nostra lingua madre, giocano spesso un ruolo fondamentale, almeno per me.
But how can you sleep with my heart so loud?

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