Cormac McCarthy

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Cormac McCarthy

Post by Von » 12 Feb 2009 21:43

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Oggi ho voglia di parlarvi di Cormac McCarthy (Providence, 20 luglio 1933), figlio di un avvocato di successo e terzo di sei figli, di cui tre sorelle e due fratelli, è cresciuto in Tennessee, dove la famiglia si trasferì nel 1937. A Knoxville ha frequentato una scuola cattolica. Entra nell'università del Tennesse nel 1951 e nel 1953 si arruola...
... e il resto ve lo potete leggere su Wikipedia.


Nonostante il suo primo romanzo risalga al 1965 non è esattamente uno scrittore prolifico, ha pubblicato dieci romanzi di cui tre costituiscono una trilogia, poi due opere teatrali e un paio di sceneggiature per la TV.


Quando leggete in giro che McCarthy è uno scrittore americano, interpretate questa frase nel senso più ampio e onnicomprensivo possibile. McCarthy è l'America, allo stesso modo in cui lo sono stati altri grandi del passato come Steinbeck, Salinger, Kerouac. La sua carriera si divide abbastanza nettamente in due fasi, tenterò ora una breve sinossi libro per libro.

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Il Guardiano del Frutteto: non l'ho letto ( :ph34r: ), ma la trama è la seguente.

Red Branch è una scatola polverosa e rovente, uno sperduto borgo rurale nei pressi di Knoxville, Tennessee. In questo luogo di esistenze in briciole, di memorie al di fuori dal tempo, la vita è dura, negli anni a cavallo tra i due grandi conflitti mondiali; ne sanno qualcosa – ciascuno a suo modo – Marion Sylder, John Wesley Rattner ed il vecchio Ather Ownby.

Marion è un contrabbandiere di whisky, un avventuriero alla Michel Poiccard/Lazlo Kovàcs che, dopo aver dato un passaggio ad un sinistro autostoppista, si macchia accidentalmente di omicidio, quindi stringe amicizia con il giovane John, orfano di padre, che lo crede un eroe. Ather è invece un uomo dei boschi, un eremita mezzo matto – il guardiano del titolo - occupato da anni a vegliare il cadavere di uno sconosciuto abbandonato sulle montagne. Il misterioso corpo senza vita, sepolto dentro una cisterna adiacente ad un frutteto in rovina, è strettamente legato alle esistenze dei tre personaggi: è la chiave di una tragedia umana dalla trama forte, venata di quella poesia violenta che caratterizza tutti i lavori di Cormac McCarthy.


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Il Buio Fuori: ovvero dove si intravedono i primi temi della seconda poetica di McCarthy, cioè il trascinarsi di vite senza scopo, la ricerca di qualcosa che può essere anche solo una fuga, il costante ritorno alle proprie radici, lo scontro tra la natura selvaggia e bellissima e l'uomo meschino e violento. Purtroppo Il Buio Fuori cade un po' di qua un po' di là, non abbastanza epico/poetico né abbastanza violento e crudo. Una sorta di prova generale di quello che verrà.

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Figlio di Dio: cioè la storia di un serial killer, un reietto, uno sconfitto, un debole, un uomo senza ambizioni se non quella di arrivare alla fine della giornata - e senza che questa cosa abbia senso. Violento e doloroso, freddo e visionario: quattro aggettivi scelti tra i tanti per la prosa di McCarthy.

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Suttree e Meridiano di Sangue sono gli altri due che mi mancano.

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Sulla Trilogia della Frontiera (Cavalli Selvaggi, Oltre il Confine, Città della Pianura) ci sarebbe da scrivere molto, per molti versi sono la conclusione ideale della fase più classicamente western della carriera di McCarthy. Mi affido alla trama di ibs, faccio prima:

Tre storie di apprendistato e di eterno vagabondare di cavalli e cavalieri, tra deserti di sale, montagne innevate e pianure d'erba alta, attraverso la leggendaria frontiera fra il Texas e il Messico. Con "Cavalli selvaggi" siamo nel Texas del 1949. Lacerato ogni legame che lo stringeva alla terra e alla famiglia, John Grady Cole sella il cavallo e insieme all'amico Rawlins si mette sull'antica pista che conduce alla frontiera e più in là nel Messico, inseguendo un passato nobile, e forse, mai esistito. "In Oltre il confine", quando il destino gli offre l'occasione di passare la frontiera, il giovane Billy Parham compie la sua scelta e dirige il cavallo verso il Messico insieme al fratello Boyd. Billy ha appena catturato una lupa ferita che si stava accanendo sul bestiame della famiglia e ha deciso di non consegnarla al padre, che la ucciderebbe, ma di riportarla sulle montagne messicane per restituirla al suo mondo. "Città della pianura" inizia dove arrivavano i primi due romanzi. All'inizio degli anni Cinquanta John Grady Cole e Billy Parham lavorano in un ranch tra il Texas e il Messico. Insieme allevano cavalli, ascoltano sotto le stelle i racconti dei vecchi cowboys, si divertono al bar o al bordello. E al bordello John Grady incontra una sedicenne così bella da cambiargli la vita. Così contesa da costringerlo a scontrarsi con il suo protettore-filosofo Eduardo, in un duello allo stesso tempo epico e metafisico.

Se amate il western, il deserto, i cactus, il caldo, i Kyuss, ecco, la Trilogia della Frontiera fa per voi.

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Non è un Paese per Vecchi: beh, s'è detto tutto e il contrario di tutto per via del film dei Coen. Per quel che mi riguarda uno dei libri più sconvolgenti che abbia mai letto, secco come una stilettata, crudele, filosofico, evocativo quando parla lo sceriffo Bell, spesso toccante, di sicuro una delle esperienze letterarie più belle che abbia mai fatto. Sinteticamente ne scrissi così: uno dei rarissimi casi di romanzo che porta avanti una tesi con la quale sono in totale disaccordo e ciononostante riesce a strapparmi il cuore.
Sapessi scrivere così sarei il mio idolo.


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La Strada: che dire, per me è uno dei più grandi romanzi di questi anni. Due soli personaggi, un mondo devastato da una non meglio specificata catastrofe (nucleare?), un viaggio senza speranza, l'amore di un padre per suo figlio, andare avanti perché si deve. "The ponderous spectacle of things ceasing to be". Un esperimento letterario incredibile, una scrittura mortalmente cruda e sconvolgente. Saul Bellow praised his “absolutely overpowering use of language, his life-giving and death-dealing sentences”, e stiamo parlando di un Nobel per la letteratura, mica cazzi.

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He walked out in the gray light and stood and he saw for a brief moment the absolute truth of the world. The cold relentless circling of the intestate earth. Darkness implacable. The blind dogs of the sun in their running. The crushing black vacuum of the universe. And somewhere two hunted animals trembling like ground-foxes in their cover. Borrowed time and borrowed world and borrowed eyes with which to sorrow it.
(The Road)

Il bambino stava lì seduto e ciondolava. L'uomo lo teneva d'occhio per evitare che ruzzolasse tra le fiamme. Scavò con i piedi delle piccole buche nella sabbia per le spalle e i fianchi del bambino, dove si sarebbe coricato, e gli si sedette accanto abbracciandolo e scompigliandogli i capelli davanti al fuoco perchè asciugassero. Tutto questo come un rituale antico. Così sia. Evoca le forme. Quando non ti resta nient'altro imbastisci cerimoniali sul nulla e soffiaci sopra.
(La Strada)

Lui la raggiunse nell'erba insanguinata, s'inginocchiò appoggiandosi al fucile e le mise una mano sul collo. La bestia lo guardò senza paura, con gli occhi caldi e umidi, e morì. Lui si sedette e la guardò a lungo. Pensò a Capitano chiedendosi se era vivo, pensò a Blevins, pensò ad Alejandra e ricordò la prima volta che l'aveva vista passare di sera sulla strada della ciénaga col cavallo bagnato appena uscito dal lago. E ricordò gli uccelli, il bestiame al pascolo e i cavalli selvaggi sulla mesa. Il cielo era scuro e tirava un vento freddo. Nella luce morente del giorno, un'ombra viola e fredda aveva trasformato gli occhi della cerbiatta in una delle tante cose fra le quali l'animale giaceva. Erba e sangue. Sangue e pietre. Pietre macchiate dalle prime gocce di pioggia.
Ricordò Alejandra e la prima volta che aveva visto le sue spalle curve per la tristezza, una tristezza che aveva creduto di capire ma di cui non aveva capito nulla, e si sentì solo come non gli era più capitato da quand'era bambino, totalmente estraneo al mondo che pure continuava ad amare. Pensò che la bellezza del mondo nascondeva un segreto, che il cuore del mondo batteva ad un prezzo terribile, che la sofferenza e la bellezza del mondo crescevano di pari passo, ma in direzioni opposte, e che forse quella forbice vertiginosa esigeva il sangue di molta gente per la grazia di un semplice fiore.

(Cavalli Selvaggi)
Last edited by Von on 12 Feb 2009 21:47, edited 1 time in total.
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Re: Cormac McCarthy

Post by Shaun » 13 Feb 2009 11:36

La Strada e' sulla mia lista di acquisti da tempo. Per qualche motivo, ho sempre comprato altro in libreria prima di prendere qualcosa di suo. Ma ho una lista immensa di libri da leggere, avra' il suo momento anche lui.
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Re: Cormac McCarthy

Post by Von » 13 Feb 2009 16:29

Al momento è il romanziere che stimo di più al mondo, nessuno scrive come lui.
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Re: Cormac McCarthy

Post by Orestes » 16 Feb 2009 12:29

Sono mesi che dove cominciare con lui, parto da La Strada? che dite?

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Re: Cormac McCarthy

Post by Von » 16 Feb 2009 12:56

No, parti da qualcosa di più soft, a meno che tu non sia già in cerca di emozioni letterarie estreme.
Secondo me il viatico migliore per entrare in McCarthy è la trilogia della frontiera - certo è lunga e molto meno sperimentale dei libri successivi, ma è ottima per non rimanere shockati :D
Altrimenti con La Strada ti godi subito il suo romanzo migliore e più strano, a quel punto vai a ritroso per scoprire com'è cambiato il suo stile nel tempo.
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Re: Cormac McCarthy

Post by Orestes » 16 Feb 2009 13:02

Okai, comincio da uno dei tre quindi: Cavalli Selvaggi, Oltre il Confine, Città della Pianura ... vado a caso :D

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Re: Cormac McCarthy

Post by Von » 16 Feb 2009 13:08

Nu, falli in ordine: Cavalli Selvaggi, Oltre il Confine, Città della Pianura. Quest'ultimo purtroppo è il meno bello dei tre, ma una volta arrivato lì sicuramente sarai talmente preso che non ti accorgerai del calo qualitativo :D
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Re: Cormac McCarthy

Post by Renton » 19 Feb 2009 17:26

Si può provare a leggere in lingua? Cioè, la difficoltà è più o meno quella del brano in inglese che hai riportato da "The Road"?
"Arrivo a dire che se qualcuno mi dimostrasse che José è fuori della verità, ed effettivamente risultasse che la verità è fuori di José, ebbene, io preferirei restare col José piuttosto che con la verità."

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Re: Cormac McCarthy

Post by Shaun » 19 Feb 2009 17:31

Io ho letto qualche pagina di The Road in lingua, non mi e' sembrato troppo ostico.
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Re: Cormac McCarthy

Post by Renton » 19 Feb 2009 17:38

Allora a breve proverò Cavalli Selvaggi, non appena lo trovo.
"Arrivo a dire che se qualcuno mi dimostrasse che José è fuori della verità, ed effettivamente risultasse che la verità è fuori di José, ebbene, io preferirei restare col José piuttosto che con la verità."

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