Pearl Jam News

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Shaun
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Re: Pearl Jam News

Post by Shaun » 09 Feb 2009 11:19

No Code
VS (particolarmente legato a questo, ma per motivi che esulano dall'ambito musicale)
Vitalogy

Cosi' per me. Yield e Ten non li metto da un pezzo, il resto non mi interessa assolutamente. No Code alla fine e' quello che, artwork compreso, mi e' rimasto nel tempo.
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Comely

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Tyler Durden
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Re: Pearl Jam News

Post by Tyler Durden » 09 Feb 2009 11:37

AFX wrote:La cosa che i PJ portavano in più erano i testi e la sensibilità di Eddie Vedder. Perché altrimenti fra tutte le band di Seattle che sembravano all'epoca essere una rivoluzione rispetto agli anni 80, loro erano i più innocui e conservatori.
Sì, questo è vero. In tutto il grunge loro sono stati forse i meno rivoluzionari. Ed è anche vero che il loro punto di forza era Vedder; secondo me senza un frontman del genere non ce l'avrebbero mai fatta.

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Orestes
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Re: Pearl Jam News

Post by Orestes » 09 Feb 2009 12:11

ma dire abbasta no? veramente.

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AFX
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Re: Pearl Jam News

Post by AFX » 10 Feb 2009 16:41

Voglio dire in questa sede che l'unico pezzo che ho apprezzato dall'avocado è "Unemployable", la più schifata dal fan medio dei pearl jam per altro. Forse perché l'unica che non sa dei soliti pearl jam.
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sel
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Re: Pearl Jam News

Post by sel » 11 Feb 2009 17:01

Io la fase PJ ce l'ho avuta eccome. E nell'inutile gazzarra Nirvana vs Pearl Jam all'epoca parteggiai per Vedder & Co.
Ora potrebbe chiamarsi E Street Band da quanto suonano passati ed anacronistici. Ten ha dei grandi pezzi ma invecchiati che peggio non si può, merito soprattutto della "fantastica" produzione di Rick Parashar. Già VS mi suona molto più fresco, forse a livello dinamico quello che preferisco.
Vitalogy mi ha veramente rotto le palle e di quell'albo salvo le più misconosciute: Spin Da Black, Tremor Christ, Whipping.
No Code è il loro migliore. Secondo me se possono sfoggiare un solo capolavoro nella loro entire discography potrebbe essere questo. A cui, va detto, manca qualcosa. Yield lo riascoltai con molto piacere l'altra sera. Ha ancora il suo perchè nonostante do the evolution mi esca dalle orecchie. La coda finale è ottima con una sempre snobbata All Those Yesterdays, forse la miglior clausura della loro carriera.
Binaural è mediocre. Con tre canzoni che raggiungono pienamente la sufficienza: Sleight of hand, Thir air, Light Years.
Velo pietoso su Riot Act e Avocado. Su due album salvo due canzoni e non saprei nemmeno quali. Non so davvero scegliere quale sia il peggiore dei due. E non c'è da aspettarsi nulla di nuovo da loro purtroppo, perchè tanti\troppi continuano a spellarsi le mani per una band che già non è mai stata rivoluzionaria, ma che addirittura scimmiotta gente che l'ispirazione l'ha smarrita da vent'anni 8leggasi Who, Neil Young, bruce Springsteen).
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Casaubon
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Re: Pearl Jam News

Post by Casaubon » 11 Feb 2009 18:21

all'uscita di Riot Act mi ricordo che c'era un gioco.
fare un unico album con le migliori canzoni di Riot Act e Binaural. ora dopo l'uscita di Avocado io proporrei: degli ultimi tre album, un album:

Grievance (2000)
Save You (2002)
You Are (2002)
Nothing as it Seems (2000)
Thin Air (2000)
Gone (2006)
Sleight of Hands (2000)
Inside Job (2006)
All or None (2002)

Ghost track: Soon Forget (2000)

questo mi piacerebbe.
se nel giro di 8 anni, ovvero dal 1998 (alla fine Yield si può considerare 98) al 2006, avessero composto solo quest'album sarebbe stato meglio.
silenzio assoluto, ognuno nei propri progetti, e poi esci con un cd così può anche starci. niente di epocale, ma molto più dignitoso. ovviamente tutto questo non ha senso.


anche io la classifica
Ten- 7
Vs- 7,5
Vitalogy- 7,5
No Code- 8
Yield- 7
Binaural- 6,5
Riot Act- 4,5
Avocado- 4,5
Last edited by Casaubon on 11 Feb 2009 18:22, edited 2 times in total.

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Re: Pearl Jam News

Post by Sobieskiego 7/6 » 12 Feb 2009 18:45

il grunge tutto è stato una grande sòla secondo il mio modesto modo di vedere, a parte vabbè cobain e corgan e forse weiland da purple a tiny music
quando andava il grunge in Gran Bretagna c'erano my bloody valentine, slowdive, talk talk, ride e stone roses
quando sono arrivati i mille cloni era già tempo di suede, pulp, oasis, blur, mansun, verve, radiohead, gene, manic street preachers --- ma di cosa stiamo a parlare? c'è una differenza di qualità abissale fra il rock americano degli anni novanta e quello inglese-irlandese-scozzese

i pearl jam sono il gruppo simbolo del conservazionismo musicale assieme a bruce springsteen, bob dylan e i rolling stones, con la differenza che i mostri sacri le cose le hanno inventate ex novo, loro invece no. poi ammetto che c'hanno anche loro le belle canzoni, ma anche il liga si sa difendere allora :ph34r:
she sells sea shells on the sea shore the sea shells she sells are sea shells i'm sure!

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Alka
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Re: Pearl Jam News

Post by Alka » 13 Feb 2009 15:51

Sòla mi sembra un pò eccessivo come termine; anche se a livello musicale-artistico i dischi che parevano immensi 15/10 anni fa poi non hanno retto alla prova del tempo, credo che il movimento sociale in sè sia stato importante in quanto "di rottura" con quello che c'era prima (edonismo, palestre, suoni sintetici, yuppies, un certo tipo di apatia, etc), almeno a livello di massa e negli stati uniti.

Io per carattere sono sempre stato distante da quella rabbia adolescenziale contro tutto e contro tutti, del genere ascoltavo un pò i Pearl Jam e disdegnavo Kurt Cobain, ma alla lunga il valore del secondo è venuto fuori volente o nolente.
Nei giorni scorsi mi sono riascoltato vs e vitalogy ma l'encefalogramma è rimasto piatto.

P.s. Bruce Springsteen non ha mai, senza nessuna accezione negativa, inventato nulla (direi neanche Dylan o gli Stones ma qui sono ignorante).

(cmq non ho capito se ti piace più la musica inglese o quella americana :D )
The better the singer's voice is, the harder it is to believe what they're saying.

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Shaun
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Re: Pearl Jam News

Post by Shaun » 13 Feb 2009 16:01

Ho avuto la mia fase grunge, soprattutto Nirvana e Pearl Jam, seguiti da Soundgarden e pochi Alice In Chains (Mad Season li ho scoperti molto dopo). Stone Temple Pilots ignorati per troppo tempo. Smashing Pumpkins caso a parte.
I Pearl Jam li trovavo perfetti durante i viaggi, cantavo con piacere le loro canzoni. Ma da anni ormai e' un immaginario che non mi dice piu' nulla, una poetica che e' parte del mio passato ma assolutamente non mi rispecchia oggi (come certo metal che ascoltavo, del resto).
Solo Zucche e Nirvana mi porto sempre dietro, e ogni tanto Weiland e soci a cui pero' preferisco la carriera solista di Weiland.
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Re: Pearl Jam News

Post by AFX » 13 Feb 2009 17:09

Noi in Italia li abbiamo sopravvalutati un po' i Pearl Jam. Ma in generale c'è stato proprio un periodo in Italia (quando negli usa andava il nu-metal... diciamo dal 98 al 2001) che davvero sembrava che pearl jam, alice in chains e soundgarden fossero il massimo della vita, mentre Nirvana commerciali, Pumpkins niente di interessante, STP che copiavano i pearl jam. E per giunta, gli album di Oasis, Blur, Pulp, Suede, Verve erano tutta cacca per questa gente, mentre lo shoegaze neanche sapevano cosa fosse.
C'era la coverband dei pearl jam, ma non quella dei Blur per dire. Gli Oasis erano odiati anche più di ora. I Suede e Pulp erano per finocchi, quando invece è l'esatto contrario se uno ascolta legge e capisce.

Tornando indietro di qualche anno, i Nirvana mi erano piaciuti ma ero più devoto agli Smashing Pumpkins. Poi al liceo scoprii i Pearl Jam, di cui divenni fan, talmente fan che qualche anno dopo andai a vederli all'Arena di Verona a 350km da casa. Era un 20 giugno. Tutto normale, ci può stare, se non fosse che il 21 mattina alle 8 mi attendevano gli esami di Stato. Arrivai alle 7 di mattina a casa, alle 8 l'appello, andò benone. Ma tra i miei nuovi amici, chi li ascoltava conosceva pure i vari Bush, Stone Temple Pilots, Alice In Chains, Soundgarden, Pumpkins, ma era convintissimo che i Pearl Jam fossero il meglio del meglio. Ci cascai anche io per un po', sebbene subii il fascino degli Alice in Chains, e ancor più dei Mad Season. La cassetta dei Mad Season, poi divenuta cd masterizzato con copertina e retro fotocopiati dall'originale, poi divenuto cd originale, fu la svolta, forse il disco più importante per me: mi piacque a primo ascolto tantissimo, più degli alice in chains e dei pearl jam, e capii allora che ci poteva essere tanta musica poco nota che avrebbe potuto entusiasmarmi, non solo i grandi nomi. Una sensazione simile a quella di Above dei Mad Season l'ho sentita poi solo un'altra volta in vita mia, e fu quando ascoltai per la prima volta Mer de Noms degli A Perfect Circle. Dopo un paio di ascolti avevo già deciso che era uno degli album più belli che avessi mai sentito.
Sempre tornando indietro, parallelamente ai Pearl Jam, divenni fanatico dei Red Hot Chili Peppers, tanto che conosco ancora a memoria i testi di molte canzoni anche del primo periodo. Immaginate voi cosa può essere stato per me quella crosta di By The Way, e leggere di ragazzini che idolatrano Frusciante rientrato nel gruppo e sputano su One Hot Minute. Californication fu il disco dell'estate 1999.
L'anno prima invece mi portai al mare lo stereo ed alcune cassette, ricordo in particolare il live dei Nirvana "from the muddy banks of the wishkah", che cominciava con quegli urli primordiali di Cobain, e soprattutto Adore degli Smashing Pumpkins. I fan dei Pearl Jam mi avevano messo a divedere che Ten o Vs. o Vitalogy fossero spanne sopra a Mellon Collie e io inibito c'avevo anche creduto, ma Adore no, quello era diverso e mi accompagnò per tutta quell'estate difficile lontano da casa. Lo imparai a memoria.

Il giorno che morì Kurt Cobain, un mio amico scout che ascoltava roba come Cult, GNR, Pantera, Sepultura (prima di creare una band chiamata Cavolfiore e darsi al metal estremo), disse che il mondo aveva perso un grande personaggio. Vedevo gli album dei Nirvana in classifica su Tv Sorrisi e Canzoni (allora c'era la top50 con breve descrizione disco per disco), ma fino a che non mi passarono Nevermind (qualche mese dopo, e lo registrai su cassetta invece di comprarlo) non ebbi modo di incuriosirmi al punto di comprare un album dei Nirvana. Se l'avessi fatto subito, probabilmente mi sarei buttato ancor prima nella musica proveniente dagli USA invece di apprezzare quella britannica. Forse avrei conosciuto prima tante cose, ma in quel treno non ci sono salito e ne ho guadagnato in apertura mentale nei confronti della musica in genere.
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