- hanno dimostrato che possono fare un disco alla Neurosis senza Scott Kelly, ma anche senza Steve Albini
- con l'ingresso di Turner, forse si sono guadagnati un lustro almeno, una terza età: scommetto che questo non sarà il loro ultimo album
- se mai ce ne fosse ancora stato bisogno, questo album è la prova che se gli ISIS non stanno più assieme, non è per una questione di volontà artistica di Turner, visto che An Undying Love for a Burning World è un disco che poteva quasi uscire a nome ISIS, soprattutto se si pensa a pezzi come "Seething and Scattered" o "In the Waiting Hours", dove non solo c'è quel songwriting lì, ma credo anche il suono, la chitarra, l'amplificazione tipica di Turner da In the Absence of Truth in poi. Forse non vanno più d'accordo, o forse sono gli altri che si sono stancati di fare questa musica.
Resta tutto questo voler oscurare il nome di Kelly, non pronunciarlo affatto, che è veramente ridicolo e ammmericano.
questo è quello che dicono loro però, lui è in silenzio. E in ogni caso, rinnegarlo, non nominarlo nemmeno, sostituirlo, schifarlo... secondo me va contro alla storia della loro band. Perché dovranno farlo per sempre se sono coerenti. E allora rinnegano anche chi sono stati, i dischi in cui Kelly era co-protagonista. Per fare quelli che non c'entrano niente e ne prendono le distanze, hanno fatto un danno a loro stessi e ai fan.La questione Kelly però è più complessa.




