Devo ancora ascoltare Critical Thinking, il disco uscito nel 2025, che praticamente è passato quasi inosservato. A me pare che loro siano un po' come i Primal Scream, una band con più anime, e quella che piace a noi è quella pungente e sclerata di album come The Holy Bible e Journal for Plague Lovers, principalmente.
Su The Holy Bible.
Ne ho sempre letto come di un album tra i più dark mai pubblicati nella storia del rock, e non comprendevo fino in fondo perché. Poi andando più nel dettaglio delle canzoni, mi sono reso conto del male e del caos interiore del social creep che ha scritto quelle parole, su cui poi, al contrario di come avviene di solito nel rock, in cui i versi vengono sovrapposti alla musica, per quello che essa ispira al paroliere, sono stati riversati riff che tagliano e fanno sanguinare, e anche un'interpretazione vocale sempre su un registro che non so, pochi, forse Chris Cornell, Jeff Buckley e Perry Farrell, in quegli anni avrebbero saputo emulare. Se James Bradfield fosse stato anche un bell'uomo, sarebbe stato considerato un fenomeno del rock. Invece il suo karma è stato quello di essere fisso nelle retrovie, lasciando parlare e farsi fotografare gli amici più cool che aveva in squadra, che però erano anche quelli più pericolosi come personalità.
Richey Edwards non era neanche un vero musicista, ma una sorta di Peter Sinfield o se vogliamo, una ragione di ispirazione come lo è diventato poi Syd Barrett per Roger Waters e David Gilmour, che aveva studiato Scienze Politiche e aveva grossi problemi di interfacciamento con la società, con la comunità in cui era cresciuto, con il suo nuovo ambito status di rockstar. Forse si è un po' troppo immedesimato nella parte, forse ha empatizzato troppo con Kurt Cobain, forse ha scavato fin troppo dentro se stesso, ficcandosi in problemi sempre più gravi, e quindi sì, ho inteso alla fine perché questo è un album dark, che raffigura immagini che forse solo gli Alice in Chains/Mad Season, in altro modo, hanno rappresentato in quegli anni. Non è musica dark e romantica come quella di certi Cure o Depeche Mode, ma roba che fa male leggere. In più c'è la confusione un po' facilona di un giovane neolaureato, che non vuole denunciare delle questioni alla Joe Strummer, ma che ne prova a fotografare il caos incongruente, quello dove le regole non valgono, quello in cui viviamo anche oggi, in questa fase di far west in cui il diritto internazionale non conta più nulla.
Su RYM ho trovato il commento di Alka postato nel 2010, ex utente del nostro forum, e lo sottoscrivo:
In piena stagione britpop esce questo disco, un disco quasi punk, da combattimento e quindi difficilmente paragonabile a quello che andava in voga in Gran Bretagna ai tempi.
Molto omogeno e roccioso ai primi ascolti, tanto che sembra quasi un monotraccia, con una componente ritmica non particolarmente varia che supporta intrecci chitarristici molto elaborati. Proseguendo con gli ascolti si nota però come sia ricco di sfumature, soprattutto nelle melodie vocali incastrate in riff secchissimi, spiazzanti e che ti si incollano in testa, tanto che ci si può ritrovare a canticchiare frasi terribili come I wanna die in the summertime senza accorgersene.
E' un disco senza svolgimento, nel senso che non ha un vero inizio o una vera fine ma è semplicemente la testimonianza di una persona che ha guardato troppo a lungo nell'abisso. I testi sono infatti un bel calcio nello stomaco, veramente profondi, veramente disperati, veramente crudi. Episodio più terrificante in questo senso (e picco del disco) diventa 4st 7lb, canzone sulla anoressia, malattia di cui soffriva anche Richey James, autore della maggior parte dei testi e (presunto) suicida di lì a poco.
Manic Street Preachers
Re: Manic Street Preachers
Released #OnThisDay in 2009, ‘Journal For Plague Lovers’ turns 17 today.
Built around lyrics left behind by Richey Edwards, the album remains one of the most striking and emotionally charged records in the Manics catalogue.

qui invece eravamo già in questo forum quando è uscito. Disco stupendo, magari non lacerante come The Holy Bible, ma alla fine penso sia uno dei dischi rock più belli usciti nel nuovo millennio. E la cosa che me lo fa piacere particolarmente è che non tutti gli hanno dato il credito che meritava.
Built around lyrics left behind by Richey Edwards, the album remains one of the most striking and emotionally charged records in the Manics catalogue.

qui invece eravamo già in questo forum quando è uscito. Disco stupendo, magari non lacerante come The Holy Bible, ma alla fine penso sia uno dei dischi rock più belli usciti nel nuovo millennio. E la cosa che me lo fa piacere particolarmente è che non tutti gli hanno dato il credito che meritava.
Re: Manic Street Preachers
Grazie per le belle segnalazioni vado in ascolto, io ho solo il disco dove c è If you tolerate this…perché era in gran rotazione in quegli anni ma non ho mai approfondito, ma sembrano essere stati grande band, e alternative…sto dando occhiata ai voti e Pirchfork spara dei votoni… journal prodotto anche da Albini poi
Re: Manic Street Preachers
https://thequietus.com/opinion-and-essa ... nniversary
The Quietus ha appena pubblicato questo pezzo su Everything Must Go che compie 30 anni. Sembra che di colpo in molti si siano risvegliati su questa band
The Quietus ha appena pubblicato questo pezzo su Everything Must Go che compie 30 anni. Sembra che di colpo in molti si siano risvegliati su questa band
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