Blur / Gorillaz
Re: Blur / Gorillaz
Secondo me il prossimo è un solista di Damon Albarn. Ho visto che comincia a posticchiare qualcosa dal suo account
Re: Blur / Gorillaz
il documentario To the End sta arrivando anche in alcuni cinema italiani, almeno nelle grandi città
Re: Blur / Gorillaz
album dei Gorillaz quasi pronto, esce in estate forse
Re: Blur / Gorillaz
https://open.spotify.com/intl-it/album/ ... CFognOb1Op
nuovo progetto con Damon Albarn, il disco degli Africa Express
hanno suonato a Ostia l'altra sera
C'è un senso di meraviglia istantanea e di momentaneità che accompagna ogni uscita targata Africa Express. Il collettivo guidato – ma solo in parte – da Damon Albarn continua a essere ciò che è sempre stato: una carovana artistica itinerante che si ferma di volta in volta in un luogo del mondo (Mali, Johannesburg, ora il Messico) per montare studi portatili e registrare nuova musica. Più che album, si tratta di istantanee sonore, piccoli frammenti di tempo che diventano terreno fertile per collaborazioni, esplorazioni culturali e incontri imprevisti.
In questo caso, la scusa perfetta arriva con l’invito al Bahidorá Festival 2024, nel cuore della giungla a poche ore da Città del Messico. Un soggiorno che si trasforma in immersione tra natura, nuotate e – com’è ovvio, parlando di Albarn – sessioni musicali improvvisate con vecchi amici e talenti locali.
Africa Express resta, in fondo, una sorta di evoluzione radicale del concetto dietro ai Gorillaz: uno spazio aperto, fluido, in cui Damon si libera dei panni della rockstar per diventare un regista discreto. Anche sul palco, il suo ruolo è defilato ma presente, come in una versione narcotica di “Song 2” suonata a sorpresa per i fan polacchi. A Roma, lo si è visto divertito e (forse) un po’ alticcio, re di una festa che dirige con misura, lasciando spazio agli altri.
Bahidorá, inteso come disco, è forse il progetto più sfaccettato e stratificato del collettivo. Pur perdendo un po’ di quell’anima dichiaratamente africana delle origini, il lavoro trova nel Messico una nuova chiave d’accesso al mondo, e si rivela un riuscito equilibrio tra nomi celebri (Joan As Police Woman, Nick Zinner ormai habitué del gruppo), icone africane (la sempre splendida Fatoumata Diawara, Baba Sissoko) e una valanga di nuovi nomi, soprattutto messicani, protagonisti di un sound denso ma accessibile.
Tra i momenti più forti, spicca Luisa Almaguer, perfettamente a suo agio nel mescolare dolore personale e visioni collettive, tra dream pop e teatro. Suo è il brano “Hacernos Así”, così come il duetto con un Damon dalla pronuncia spagnola incerta in “Soledad”. Il disco tocca poi ritmi reggaeton (“Mi Lado”), hip hop afrofuturista (“Otim Hop”), carezze caraibiche (“Defiant Ones”), invocazioni tribali (“Invocation”), il funk da strada di Moonchild Sanelly (“Kuduro”) e divagazioni anarchiche come “Chucha”, fino a un curioso omaggio agli Smiths con una cover straniante di “Panic”. E pensare che oggi tra Albarn e Morrissey, viste le loro posizioni politiche, l’aria non dev’essere proprio distesa.
Insomma, il progetto più ambizioso e laborioso finora realizzato da Africa Express. E chissà: i prossimi viaggi potrebbero portarli verso il Medio Oriente. Per ora, godiamoci questo caleidoscopio sonoro, imperfetto ma vivo, che restituisce con sincerità la bellezza del fare musica insieme, ovunque ci si trovi.
nuovo progetto con Damon Albarn, il disco degli Africa Express
hanno suonato a Ostia l'altra sera
C'è un senso di meraviglia istantanea e di momentaneità che accompagna ogni uscita targata Africa Express. Il collettivo guidato – ma solo in parte – da Damon Albarn continua a essere ciò che è sempre stato: una carovana artistica itinerante che si ferma di volta in volta in un luogo del mondo (Mali, Johannesburg, ora il Messico) per montare studi portatili e registrare nuova musica. Più che album, si tratta di istantanee sonore, piccoli frammenti di tempo che diventano terreno fertile per collaborazioni, esplorazioni culturali e incontri imprevisti.
In questo caso, la scusa perfetta arriva con l’invito al Bahidorá Festival 2024, nel cuore della giungla a poche ore da Città del Messico. Un soggiorno che si trasforma in immersione tra natura, nuotate e – com’è ovvio, parlando di Albarn – sessioni musicali improvvisate con vecchi amici e talenti locali.
Africa Express resta, in fondo, una sorta di evoluzione radicale del concetto dietro ai Gorillaz: uno spazio aperto, fluido, in cui Damon si libera dei panni della rockstar per diventare un regista discreto. Anche sul palco, il suo ruolo è defilato ma presente, come in una versione narcotica di “Song 2” suonata a sorpresa per i fan polacchi. A Roma, lo si è visto divertito e (forse) un po’ alticcio, re di una festa che dirige con misura, lasciando spazio agli altri.
Bahidorá, inteso come disco, è forse il progetto più sfaccettato e stratificato del collettivo. Pur perdendo un po’ di quell’anima dichiaratamente africana delle origini, il lavoro trova nel Messico una nuova chiave d’accesso al mondo, e si rivela un riuscito equilibrio tra nomi celebri (Joan As Police Woman, Nick Zinner ormai habitué del gruppo), icone africane (la sempre splendida Fatoumata Diawara, Baba Sissoko) e una valanga di nuovi nomi, soprattutto messicani, protagonisti di un sound denso ma accessibile.
Tra i momenti più forti, spicca Luisa Almaguer, perfettamente a suo agio nel mescolare dolore personale e visioni collettive, tra dream pop e teatro. Suo è il brano “Hacernos Así”, così come il duetto con un Damon dalla pronuncia spagnola incerta in “Soledad”. Il disco tocca poi ritmi reggaeton (“Mi Lado”), hip hop afrofuturista (“Otim Hop”), carezze caraibiche (“Defiant Ones”), invocazioni tribali (“Invocation”), il funk da strada di Moonchild Sanelly (“Kuduro”) e divagazioni anarchiche come “Chucha”, fino a un curioso omaggio agli Smiths con una cover straniante di “Panic”. E pensare che oggi tra Albarn e Morrissey, viste le loro posizioni politiche, l’aria non dev’essere proprio distesa.
Insomma, il progetto più ambizioso e laborioso finora realizzato da Africa Express. E chissà: i prossimi viaggi potrebbero portarli verso il Medio Oriente. Per ora, godiamoci questo caleidoscopio sonoro, imperfetto ma vivo, che restituisce con sincerità la bellezza del fare musica insieme, ovunque ci si trovi.
Re: Blur / Gorillaz
Per me una brutta notizia: l'israelita Nick Cave parteciperà al prossimo dei Gorillaz. A parte che c'entra come i cavoli a merenda nei Gorillaz, Damon, che finora si era mosso molto bene sulla questione palestinese, al contrario dei Radiohead, stavolta sbaglia completamente.
Re: Blur / Gorillaz
“I, like everyone with a heart, have felt despair and helplessness at the reports coming out of Gaza and the West Bank over these last days, months and years. A genocide unfolding in real time on our screens.
I come from a family of pacifists. I have been taught, and I believe, that pacifism is an action. Peace is an action. To live peacefully requires vision and commitment. To act with humanity towards one another, that too is a decision.
Music has taken me around the world, it is the sum of everything I know and trust and believe in - respect, collaboration, shared experience. I am grateful for this opportunity to act in solidarity with the Palestinian people and also celebrate the music and culture from the region. I hope everyone will join us.” - Damon Albarn
Together For Palestine - 17 September at OVO Arena Wembley.
Executive Producers: Brian Eno, Khalid Abdalla, Khaled Ziada & Tracey Seaward
Tickets on sale now: https://togetherforpalestine.org/

I come from a family of pacifists. I have been taught, and I believe, that pacifism is an action. Peace is an action. To live peacefully requires vision and commitment. To act with humanity towards one another, that too is a decision.
Music has taken me around the world, it is the sum of everything I know and trust and believe in - respect, collaboration, shared experience. I am grateful for this opportunity to act in solidarity with the Palestinian people and also celebrate the music and culture from the region. I hope everyone will join us.” - Damon Albarn
Together For Palestine - 17 September at OVO Arena Wembley.
Executive Producers: Brian Eno, Khalid Abdalla, Khaled Ziada & Tracey Seaward
Tickets on sale now: https://togetherforpalestine.org/

Re: Blur / Gorillaz
Gorillaz performed a one-night-only “mystery show,” which turned out to be a phone-free performance of 10 brand-new songs with no encore.
At London’s Copper Box Arena, Gorillaz have been running a string of shows playing their classic albums front to back, from their self-titled debut to 'Demon Days' and 'Plastic Beach.' Alongside those shows, they teased a "mystery show" at the end of the run.
Fans who attended the event say the new music was sonically inspired by South Asian and Middle Eastern influences, featuring a rumored string quartet, DJ opener, and several new instruments. In a recent interview with the New York Times, Gorillaz frontman Damon Albarn stated that the "new Gorillaz record is in four languages.”
pigeonsandplanes.com
qui le setlist dei Gorillaz https://www.setlist.fm/setlists/gorillaz-13d681d1.html
Le immagini dei concerti sono molto belle
At London’s Copper Box Arena, Gorillaz have been running a string of shows playing their classic albums front to back, from their self-titled debut to 'Demon Days' and 'Plastic Beach.' Alongside those shows, they teased a "mystery show" at the end of the run.
Fans who attended the event say the new music was sonically inspired by South Asian and Middle Eastern influences, featuring a rumored string quartet, DJ opener, and several new instruments. In a recent interview with the New York Times, Gorillaz frontman Damon Albarn stated that the "new Gorillaz record is in four languages.”
pigeonsandplanes.com
qui le setlist dei Gorillaz https://www.setlist.fm/setlists/gorillaz-13d681d1.html
Le immagini dei concerti sono molto belle
Re: Blur / Gorillaz
I titoli mi ispirano fiducia. Forse troppi ospiti per sperare in un lavoro organico e ben studiato
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