Enologia al Potere + Slow Food Life

tra un bicchier di vino e un coltello a serramanico
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psyco_naut
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Re: Enologia al Potere + Slow Food Life

Post by psyco_naut » 17 Apr 2025 22:27

toolipano wrote: ↑17 Apr 2025 20:57 Peraltro più o meno tutti gli operatori con cui interagivo mi dicevano che stavano lì solo perché eri mezzo costretto a stare lì per non "uscire dal giro"
Quello è il ritornello di ogni espositore di ogni fiera di ogni settore ;)

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AFX
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Re: Enologia al Potere + Slow Food Life

Post by AFX » 18 Apr 2025 18:13

Diciamo che l'argomento è vasto e non si può liquidare con una battuta.
Il Vinitaly era e resta la maggiore fiera per il vino italiano, l'occasione maggiore per incontrare partner da tutto il mondo.
Prima c'erano solo Vinitaly a Verona (città costosa, troppo piccola, e fiera solo negli ultimi 6-7 anni finalmente ben organizzata) e ProWein (a Dusseldorf, città grigia, costosa, scomoda da raggiungere, ma fiera più internazionale e meglio organizzata dai tedeschi), oggi ci sono, da gennaio in poi, e mi limito a citare fiere di un qualche interesse per chi vende o compra vino italiano:

- Millesime bio a Montpellier, dedicata ai biologici e naturali, a fine gennaio
- Grandi Langhe a Torino, fiera dei vini piemontesi, di sicuro tra i più attraenti dei vini italiani, e che ha il suo richiamo oltre che il suo budget di investimento per portare clientela, a fine gennaio
- Wine Paris, la fiera che duplica la formula di ProWein, ma partendo dalla base francese. Di fatto è destinata a diventare LA fiera internazionale, nella prima metà di febbraio
- le anteprime toscane, ovvero presentazioni di Brunello, Chianti Classico, etc, ovvero dei maggiori territori dell'altra regione più attraente del vino italiano (la terza è la Sicilia in questo momento), eventi sparsi a metà febbraio
- Slow Wine Fair a Bologna, fine febbraio, fiera in crescita dedicata a piccoli e medi produttori italiani principalmente, anche questa con del budget e della collaborazione con la camera di commercio
- Eventi roadshow negli USA (Gambero Rosso, Slow Wine) che ospitano produttori italiani e che di fatto sono un'occasione di incontro per importatori americani con produttori italiani
- ProWein a Dusseldorf, metà marzo. Fiera in crisi per via di essere messa in mezzo tra Wine Paris che non c'era, e la rivale storica Vinitaly. Qui di solito venivano importatori che erano interessati non solo al vino italiano, ma anche a quello francese (ormai spostatosi su Parigi), tedesco, austriaco, spagnolo;
- le fiere parassite del Vinitaly, ovvero fiere di vini naturali (Vinnatur, Vini Veri) o chic (Summa in Alto Adige) che vengono organizzate nei giorni in prossimità del Vinitaly, in modo che chi intende andare al Vinitaly, magari anticipa l'arrivo di un paio di giorni e si fa anche gli eventi collaterali, che così risparmiano in investimenti.
- Vinitaly a inizio aprile (tardi rispetto alle altre, perché il vino si vende anche a gennaio-febbraio-marzo, ed è sempre più costosa)

Per forza di cose un importatore o buyer o operatore piccolo o medio, non si può permettere di arrivare in Europa più di una volta. E magari sceglie il Wine Paris, o Verona. Chi se lo può permettere, magari viene a febbraio per Parigi e volendo per altre piccole cose di contorno come Grandi Langhe, e a Verona (e fiere collaterali sanguisughe).
D'altronde preferireste andare nella grigia e costosa Dusseldorf, o a Parigi, che ha 3 aeroporti e dove l'albergo lo trovi anche un mese prima dell'evento? (A Dusseldorf e Verona devi organizzarti mesi e mesi in anticipo).

C'è troppa offerta, sia di vino, che di eventi. Alla fine noi italiani esageriamo con tutto, e se fossi nel Vinitaly, cercherei di avere coraggio di anticipare a fine febbraio la fiera, dando scacco matto a slow wine e probabilmente facendo sì che chi va a Parigi, viene anche a Verona, e viceversa, e lasciando così il ProWein a marcire.

Detto questo, alla fine come dicevo era e resta la maggiore fiera del vino, e se uno ha qualcosa di attraente da vendere, dei clienti nuovi li trova, senza doversi inventare stand costosissimi (si possono spendere facilmente 15-20k per uno stand con 2 tavoli e un bancone).
Se vai alla sprovvista, sperando che cada qualcosa dal cielo, allora ti va male, come ti andrebbe male ancor più alle altre fiere nominate, in particolare ProWein (che sta andando a finire male), e Wine Paris che per ora è ancora un fenomeno minore rispetto al Vinitaly.
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Re: Enologia al Potere + Slow Food Life

Post by AFX » 21 Aug 2025 20:09

per psychonaut

Riguardo al mondo degli spirits, distillati, mixology etc., non so come vorresti rifornirti dei prodotti o comunque in che punto della trafila commerciale vorresti collocarti, però ti segnalo alcuni importatori-distributori che in Italia vanno per la maggiore, e da cui si forniscono i più.

Vale a dire anche che importare da fuori Italia un prodotto è un po' più costoso e complicato. Comprarlo da queste distribuzioni ti mette nelle stesse condizioni di altri dettaglianti italiani, alcuni dei quali hanno investito decine di migliaia di euro per i loro e-commerce. Non ti voglio scoraggiare sul voler aprire un tuo punto vendita, ma stimolare a trovare una posizione più efficace nel mercato in caso.

https://ghilardiselezioni.com/it/

https://www.velier.it/it/

https://spiritsecolori.it/

https://www.rinaldi1957.it/produttore/spirits/

https://www.compagniadeicaraibi.com/intro

https://www.propostaspirits.com/

https://www.stockspirits.com/it

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Re: Enologia al Potere + Slow Food Life

Post by psyco_naut » 29 Aug 2025 13:09

AFX wrote: ↑21 Aug 2025 20:09 per psychonaut

Riguardo al mondo degli spirits, distillati, mixology etc., non so come vorresti rifornirti dei prodotti o comunque in che punto della trafila commerciale vorresti collocarti, però ti segnalo alcuni importatori-distributori che in Italia vanno per la maggiore, e da cui si forniscono i più.

Vale a dire anche che importare da fuori Italia un prodotto è un po' più costoso e complicato. Comprarlo da queste distribuzioni ti mette nelle stesse condizioni di altri dettaglianti italiani, alcuni dei quali hanno investito decine di migliaia di euro per i loro e-commerce. Non ti voglio scoraggiare sul voler aprire un tuo punto vendita, ma stimolare a trovare una posizione più efficace nel mercato in caso.

https://ghilardiselezioni.com/it/

https://www.velier.it/it/

https://spiritsecolori.it/

https://www.rinaldi1957.it/produttore/spirits/

https://www.compagniadeicaraibi.com/intro

https://www.propostaspirits.com/

https://www.stockspirits.com/it

https://www.finespirits.it/it/
aggiungerei anche Bernabei all'elenco.
purtroppo quell'elenco lo conosco abbastanza bene e la forza che possono mettere in campo è decisamente alta.
Ho analizzato un po' i prodotti che hanno e devo dire che, tranne qualche rara piacevole eccezione, ripiegano un po' tutti sulle stesse cantine. E questo specie lato brandy.
(per dire, no trovo queste due bottiglie che è un delitto non bere
https://www.instagram.com/p/DMcU1F5NwcE ... BiNWFlZA==)

Il lato più doloroso è il cognac, lì sbatti male, ma sono sicuro che lavorando di fino qualcosa si può ottenere. Non ci sono grandi contenuti in giro, per dirne una che salta all'occhio.

Insomma, c'è spazio, ma è dura. Il sogno è comprare direttamente dalle cantine, andare a trovare i fornitori, cose decisamente ardue, però..Rome wasn't build in a day.

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Re: Enologia al Potere + Slow Food Life

Post by AFX » 30 Aug 2025 11:02

Insomma, c'è spazio, ma è dura. Il sogno è comprare direttamente dalle cantine, andare a trovare i fornitori, cose decisamente ardue, però..Rome wasn't build in a day.
sì sicuramente devi trovare una formula, un modo di porti ma anche una posizione commerciale che ti faccia essere interessante. Quelle distribuzioni che ti ho citato hanno dietro capitali da milioni di euro. Ma la via del club-boutique potrebbe funzionare se sai portare in Italia qualcosa che non c'è a un prezzo contenuto, e raccontato con profondità.

Certo che la legge Salvini non aiuta il settore.
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Re: Enologia al Potere + Slow Food Life

Post by psyco_naut » 30 Aug 2025 21:17

Hai centrato l'obiettivo, manca narrazione, anche sulle grappe. Per dire, anche Berta che fa prodotti ottimi e ha un museo rimane molto molto statica. Eppure la loro grappa è ottima.

Se parli a gente che tiene la testa accesa Salvini è aggirabile. Semmai è più doloroso lato horeca, dove giustamente qualche esercente potrebbe non voler spendere per prodotti non noti.

Ma vabè, un passo alla volta. Un problema alla volta.

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Re: Enologia al Potere + Slow Food Life

Post by AFX » 22 Sep 2025 08:41

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Li ha trovati anche lui
Quest'anno sono davvero tanti
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