Politica Internazionale

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psyco_naut
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Re: Politica Internazionale

Post by psyco_naut » 18 Mar 2025 17:28

AFX wrote: ↑13 Mar 2025 17:32 La guerra è all'Europa. Noi siamo sguatteri degli americani che si vogliono spartire con gli arabi il nostro suolo e i nostri marchi. Ma il vero problema è che l'Europa non ha una minima strategia, se non aspettare che Trump sia inviso all'estabilishment americano, che comunque alle elezioni lo ha in maggior parte sostenuto, che sia rovesciato, che sia morto d'un colpo, per ricominciare a trattare su una prosperità comune.

Così come stiamo, ci aspettano 4 anni di crisi. Ma forse noi italiani che siamo canaglie, ce la scampiamo più dei francesi e dei tedeschi

L'errore originale è stato far entrare troppo facilmente in Europa i paesi come Polonia, Ungheria, Rep. Ceca etc. che non erano minimamente simili a noi su troppe cose. Ora trovare una voce unica sarà impossibile.
una voce unica la vedo durissima, però accordarsi su qualche punto è fattibile, certo è che bisogna volerlo.
non prima di aver dato 4 ceffoni (mi propongo come volontario) a quel fenomeno di Macron, che non ha ancora capito un cazzo di niente.

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toolipano
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Re: Politica Internazionale

Post by toolipano » 04 Apr 2025 09:46

Qualcuno di voi ha un spiegazione razionale ai dazi di Trump? A parte il modo comico in cui sono stati calcolati e la modalità indiscriminata con cui sono stati applicati a tutti quanti, non si capisce quale sia l'obiettivo, se non spararsi sui piedi e creare un contesto di inflazione/stagflazione. L'unica spiegazione (più o meno sensata) è che la misura si rivolga principalmente alle stesse aziende americane che hanno delocalizzato tutta o parte della produzione. Vogliono riportare la manifattura negli USA e per certi settori si può pure tentare di capirli, ma tipo, che ne so, mettere quei dazi pazzeschi al Vietnam dove vengono fabbricate tutte le scarpe, che senso ha? Vuoi che operai americani si mettano a fare scarpe con stipendi vietnamiti?
Pure come strategia negoziale con il resto dei paesi del mondo non mi sembra avere alcun senso, anche perché nel resto del mondo non sono tutti fessi. Chiaro che si tratta di una mazzata per tutti, ma alla fine ci si riorganizzerà e si apriranno nuove vie e nuove partnership per sopperire almeno in parte al danno (già la vedo la Cina che si frega le mani). Tutto lascia pensare che se Trump e chi lo consiglia (ma a sto punto c'è davvero qualcuno di competente che lo consiglia?) continueranno su questa strada in modo intransigente a pagare saranno soprattutto gli americani stessi. Anche se ormai può essere pure che tra due settimane facciano marcia indietro e ritrattino tutto

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psyco_naut
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Re: Politica Internazionale

Post by psyco_naut » 04 Apr 2025 12:57

è un protezionismo che capisco veramente poco, anche perché le dinamiche economiche e sociali sono completamente differenti rispetto a decenni fa

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Re: Politica Internazionale

Post by AFX » 04 Apr 2025 13:15

Questo è un tema dai confini vastissimi, difficile da affrontare senza rischiare di essere dispersivi.

Alcune misure adottate sembrano prive di senso logico, se non quello di voler attirare l’odio indiscriminato da parte di tutti. Pensiamo, ad esempio, ai dazi imposti al Madagascar, che esporta quasi esclusivamente vaniglia, o alla Costa Rica, il cui principale prodotto di esportazione sono le banane. Ancora più assurdi appaiono i dazi alla Cambogia, colpita in un momento di estrema sofferenza a causa del terremoto. Tutto ciò sembra preparare il terreno per una guerra economica globale, che potrebbe persino evolvere in conflitti più concreti, nella convinzione che gli Stati Uniti abbiano la possibilità di uscirne vincitori e mantenere il proprio status e i propri privilegi a discapito del resto del mondo.

Eppure, se l’America avesse bisogno di nuove entrate, basterebbe una soluzione semplice: introdurre l’IVA a livelli paragonabili a quelli europei. Attualmente, gli Stati Uniti non hanno un’imposta sui consumi paragonabile alla nostra, e per questo preferiscono scaricare i costi su chi produce ed esporta. Ma alla fine, chi pagherà realmente questi dazi? Non i produttori, che potranno solo in parte assorbirli, bensì i consumatori finali.

Queste misure sono tipiche della politica populista: prive di una logica economica solida e destinate a danneggiare gli stessi americani. I dazi finiranno per pesare sulle tasche della classe media statunitense e sulla loro salute, perché se gli Stati Uniti importano in grandi quantità le eccellenze agroalimentari europee, è perché sono qualitativamente superiori e più sane rispetto ai loro prodotti industriali. Trump si lamenta del fatto che non acquistiamo le loro merci, ma la verità è che la domanda segue la qualità. Se una bicicletta cinese passerà da 100 a 150 dollari, sarà un problema per chi dovrà pagarla di più. Diverso è il caso di chi può permettersi una Bianchi o una Specialized che passa da 4.000 a 4.800 dollari: l’impatto sarà minore. I veri danni si avranno lungo tutta la catena di produzione e distribuzione, colpendo soprattutto i beni di largo consumo.

È chiaro che siamo solo all’inizio di questa guerra economica, e Trump sta volutamente alzando la posta per avere un margine di trattativa più ampio. Inoltre, sa di avere un vantaggio strategico nei confronti dell’Europa:
1. Gli aerei e le armi le produce e le vende principalmente l’America.
2. Gli USA hanno bloccato o ridotto il Nord Stream 1 e 2, costringendoci a considerare il gas americano.
3. I servizi digitali li abbiamo sempre acquistati più dagli USA che dalla Cina.

Alcuni settori possono ridirezionare il loro export verso altri mercati, ma per il comparto agroalimentare la situazione è più complessa. Parlare di Mercosur, Cina o India come alternative è quasi utopico: si tratta di mercati che ancora non hanno una domanda consolidata per i nostri prodotti e dove mancano forti comunità italiane, spagnole, francesi o tedesche capaci di trainarne il consumo.

Tutto questo avviene in un momento tutt’altro che florido per le economie europee. Paesi come Germania e Italia stanno affrontando difficoltà evidenti, e persino in Giappone e Corea del Sud la situazione economica è critica.

Alla fine, credo che gli Stati Uniti saranno costretti a negoziare con singoli paesi, imponendo in cambio l’acquisto di più gas, armi e prodotti di scarsa qualità, oltre a pretendere di esentare i colossi come Amazon, Google e Meta dalle imposte richieste in Europa, come l’IVA. Se faremo come vogliono loro su questo aspetto, non ci taglieranno il dazio del tutto, ma magari invece del 20% ci applicheranno il 10%. Ovvero se lo applicheranno a loro stessi alla fine.

L'unica speranza è che chi verrà dopo Trump azzeri questi dazi, o potrebbe essere guerra vera.
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Re: Politica Internazionale

Post by psyco_naut » 04 Apr 2025 14:28

AFX wrote: ↑04 Apr 2025 13:15
Alla fine, credo che gli Stati Uniti saranno costretti a negoziare con singoli paesi, imponendo in cambio l’acquisto di più gas, armi e prodotti di scarsa qualità, oltre a pretendere di esentare i colossi come Amazon, Google e Meta dalle imposte richieste in Europa, come l’IVA. Se faremo come vogliono loro su questo aspetto, non ci taglieranno il dazio del tutto, ma magari invece del 20% ci applicheranno il 10%. Ovvero se lo applicheranno a loro stessi alla fine.

L'unica speranza è che chi verrà dopo Trump azzeri questi dazi, o potrebbe essere guerra vera.
Credo che la chiave vera sia questa, negoziando da singoli paesi sarà più facile per Trump avere ragione e molto probabilmente punta su questo aspetto. Ignora però la capacità sempre maggiore di rendersi simpatici dei cinesi (Tik Tok e Byd su tutto), quello potrebbe essere un contraccolpo. E la Cina ci è sempre più vicina.
certo è che se qualcuno si fosse degnato di leggere quel documento di Draghi la partita sarebbe un tantino diversa.

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Re: Politica Internazionale

Post by toolipano » 04 Apr 2025 14:41

è anche vero che se tutti quanti a livello globale, o comunque la maggior parte, risponderanno per le rime, allora non vedo come gli USA possano permettersi di mantenere quel tipo di dazi. Le carte da giocarsi che hanno gli americani sono quelle scritte da AFX (armi, gas e servizi digitali), poi però sono totalmente dipendenti dalle importazioni per una miriade di categorie merceologiche. Quindi il resto del mondo ha pure grosse carte da giocare. L'UE perderà qualche punto di PIL, e non è indolore (ma penso che con sussidi pubblici si possa ovviare alle perdite in alcuni settori più colpiti), ma gli USA se tutti risponderanno con dazi ritorsivi perderanno molto di più e saranno per forza costretti a far marcia indietro

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Re: Politica Internazionale

Post by toolipano » 04 Apr 2025 14:54

Aggiungo che vista l'insensatezza manifesta di molti dei dazi applicati, non si può escludere che si tratti semplicemente di inside trading. Non mi stupirebbe se amici e persone vicine a Trump ne stiano approfittando per guadagnare soldi a palate. Avrebbe tutto più senso.
Sicuramente se avete capitali da investire nei prossimi mesi sarà un ottimo momento per acquistare

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Re: Politica Internazionale

Post by psyco_naut » 08 Apr 2025 10:19

toolipano wrote: ↑04 Apr 2025 14:41 Le carte da giocarsi che hanno gli americani sono quelle scritte da AFX (armi, gas e servizi digitali)
Sui servizi digitali non sottovalutare la Cina. Vero che i datacenter che abbiamo in Ialia (e in Europa) sono tutti USA, ma a costruirne qualcuno ci mettono poco, devi solo lasciarglielo fare.
Questi vogliono testare i server e si inventano il single day, non sono proprio indietro.

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Re: Politica Internazionale

Post by toolipano » 10 Apr 2025 13:45

Dai vabbé si è capito che siamo di fronte ad aggiotaggio di Stato, né più, né meno. L'unica consolazione è che chi ha qualche soldo in tasca ne può approfittare di volta in volta, ma gente come Trump semplicemente andrebbe messa in galera

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Re: Politica Internazionale

Post by AFX » 13 Apr 2025 19:11

Solo per dire che come dicevo alla fine Trump ha tenuto il 10% per i prossimi 90gg, e in queste ore si stanno scatenando importazioni record per i prodotti made in italy, sia moda che agroalimentare. Stanno comprando tutti, non basteranno i container e le navi in partenza da Livorno. Hanno paura che tornino al 20%, e soprattutto hanno bisogno del prodotto perché gli annunci e le minacce di Trump avevano sospeso le spedizioni per almeno un mese.

Il compito della Meloni, nel suo incontro dei prossimi giorni, è di cercare di fargli capire che il suo governo, amico dell'amministrazione Trump, perderebbe molti consensi se i dazi rimanessero. Se invece arrivasse un'esenzione per alcuni settori chiave della produzione italiana (e che sono fanbase di voti per la Destra), allora mi sa che la Meloni ce la teniamo per altri 5 anni alle prossime elezioni, visto che all'orizzonte l'unico che sta facendo un'opposizione che piace all'establishment è Renzi.
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