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mark esitation
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Re: tool

Post by mark esitation » 19 Apr 2018 20:41

De gustibus per me è un disco da 70

LaJoneserìa
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Re: tool

Post by LaJoneserìa » 19 Apr 2018 20:51

AFX wrote: ↑19 Apr 2018 18:26 E le due che dicevo prima, Feathers and By and Down the River, denotano vecchiaia, identità sbiadita, poetica stantia.
Gravity > tutto il nuovo album, per esempio.
Che triste verità questa. Al di là dell'orrore che provoca quel brano lì, queste sono le canzoni più preoccupanti anche in ottica Tool: se non è in grado di "vincere" sul proprio campo la situazione è grave.

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Re: tool

Post by LaJoneserìa » 19 Apr 2018 21:20

Credo che tutti i recensori che piazzano unanimamente voti dal 75 in su siano nati dopo il 2000 e non sappiano cosa vuol dire essere fan degli APC dal 2000 e restare folgorati dal video di Judith passato su mtv con la scritta A Perfect Circle (Ex Tool), quando tu non sapevi niente di niente senza internet e credevi che i Tool, sì quelli di Ænima, si fossero sciolti.

Non si spiegano altrimenti questi voti: non sanno chi erano gli APC.

Ma da qui mi viene da fare una domanda provocatoria:
per come siamo diventati ora noi, se ci trovassimo di fronte a Mer De Noms, noi over 30, come lo accoglieremmo?

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AFX
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Re: tool

Post by AFX » 19 Apr 2018 22:08

LaJoneserìa wrote: ↑19 Apr 2018 21:20 Credo che tutti i recensori che piazzano unanimamente voti dal 75 in su siano nati dopo il 2000 e non sappiano cosa vuol dire essere fan degli APC dal 2000 e restare folgorati dal video di Judith passato su mtv con la scritta A Perfect Circle (Ex Tool), quando tu non sapevi niente di niente senza internet e credevi che i Tool, sì quelli di Ænima, si fossero sciolti.

Non si spiegano altrimenti questi voti: non sanno chi erano gli APC.

Ma da qui mi viene da fare una domanda provocatoria:
per come siamo diventati ora noi, se ci trovassimo di fronte a Mer De Noms, noi over 30, come lo accoglieremmo?
benissimo Mer de Noms, non scherziamo. Stiamo ancora qui perché aspettiamo la nuova venuta di dischi del genere.
Nel mentre ascoltiamo altro.
Sicuramente per noi non ci saranno più sensazioni come la prima volta che abbiamo ascoltato i Tool o il giorno che abbiamo comprato Kid A o il giorno che abbiamo capito gli ISIS, ma solo cose diverse, con altri nomi, che eventualmente ci entusiasmeranno diversamente se siamo ancora entusiasmabili.
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mark esitation
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Re: tool

Post by mark esitation » 19 Apr 2018 22:46

AFX wrote: ↑19 Apr 2018 22:08
LaJoneserìa wrote: ↑19 Apr 2018 21:20 Credo che tutti i recensori che piazzano unanimamente voti dal 75 in su siano nati dopo il 2000 e non sappiano cosa vuol dire essere fan degli APC dal 2000 e restare folgorati dal video di Judith passato su mtv con la scritta A Perfect Circle (Ex Tool), quando tu non sapevi niente di niente senza internet e credevi che i Tool, sì quelli di Ænima, si fossero sciolti.

Non si spiegano altrimenti questi voti: non sanno chi erano gli APC.

Ma da qui mi viene da fare una domanda provocatoria:
per come siamo diventati ora noi, se ci trovassimo di fronte a Mer De Noms, noi over 30, come lo accoglieremmo?
benissimo Mer de Noms, non scherziamo. Stiamo ancora qui perché aspettiamo la nuova venuta di dischi del genere.
Nel mentre ascoltiamo altro.
Sicuramente per noi non ci saranno più sensazioni come la prima volta che abbiamo ascoltato i Tool o il giorno che abbiamo comprato Kid A o il giorno che abbiamo capito gli ISIS, ma solo cose diverse, con altri nomi, che eventualmente ci entusiasmeranno diversamente se siamo ancora entusiasmabili.


Sono daccordo con AFX; Mer De Noms rimane un discone cosi come quelli del quadriennio 2000-2003 in relazione all' apice creativo di Maynard James Keenan.
Rimane il fatto assolutamente condivisibile del cosa oggi giorno possa ricreare quello stupore quell entusiasmo quella meraviglia che ha segnato gran parte dei miei (nostri) ascolti giovanili ormai quasi 20 anni fa. Se penso ai NIN di The downward Spiral e The Fragile, al loro impatto emotivo devastante o ai Radiohead di Kid A e a tutta l'esplorazione concettuale sonora a cui mi hanno portato.
C'è poi da considerare che si viveva appunto in un epoca pre internet e le informazioni sui gruppi e sui generi musicali ali erano attinte qua e la o da MTV ma soprattutto dalle riviste di settore era tutto piu immerso in un contesto di continua scoperta e ricerca. Dei Tool avevo visto (parlo del 1998) giusto 2 foto periodo Undertow e inizialmente credevo che a cantare fosse Paul D'Amour. Per gli APC nulla sino al 4/5 della rece su Rocksound di maggio 2000 e del videoclip di Judith di li a poco in heavy rotation notturna su MTV.
Un'era geologica fa...

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Re: tool

Post by LaJoneserìa » 19 Apr 2018 22:50

mark esitation wrote: ↑19 Apr 2018 22:46 Sono daccordo con AFX; Mer De Noms rimane un discone cosi come quelli del quadriennio 2000-2003 in relazione all' apice creativo di Maynard James Keenan.
Rimane il fatto assolutamente condivisibile del cosa oggi giorno possa ricreare quello stupore quell entusiasmo quella meraviglia che ha segnato gran parte dei miei (nostri) ascolti giovanili ormai quasi 20 anni fa. Se penso ai NIN di The downward Spiral e The Fragile, al loro impatto emotivo devastante o ai Radiohead di Kid A e a tutta l'esplorazione concettuale sonora a cui mi hanno portato.
C'è poi da considerare che si viveva appunto in un epoca pre internet e le informazioni sui gruppi e sui generi musicali ali erano attinte qua e la o da MTV ma soprattutto dalle riviste di settore era tutto piu immerso in un contesto di continua scoperta e ricerca. Dei Tool avevo visto (parlo del 1998) giusto 2 foto periodo Undertow e inizialmente credevo che a cantare fosse Paul D'Amour. Per gli APC nulla sino al 4/5 della rece su Rocksound di maggio 2000 e del videoclip di Judith di li a poco in heavy rotation notturna su MTV.
Un'era geologica fa...
Sì, parlo di stupore e impatto emotivo: sarebbe così devastante? Parlo per me che forse sono un po' Disillusioned.

ahahaha cazzo che ricordi, anche io fino al 2002 ho creduto che il cantante dei Tool fosse Adam Jones. Cioè che Maynard James Keenan avesse le sembianze di Jones.

Ritornando al disco. Se fosse stato un EP terminante con The Doomed e TalkTalk al posto di So Long, sarebbe stata sufficienza piena e convinta.

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Re: tool

Post by mark esitation » 19 Apr 2018 23:17

In quest epoca di debordante liquidità informativa? Forse ha ragione Maynard in Disillusioned che si è ormai assuefatti all'immediato digitale: lo stupore e la partecipazione emotiva necessitano di sedimentarsi ad esempio nei continui ascolti di un disco nello sviscerarne i significati. Comunque qui si aspetta il 5 LP dei Tool per chiudere questo cerchio perfetto.

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Re: tool

Post by The Sheltering Sky » 20 Apr 2018 02:31

Ho potuto dare un ascolto un po’ così essendo fuori sede. Non è una schifezza a mio avviso, ma sicuramente se non fosse per la presenza di Maynard non preventirei troppi ascolti in futuro. Disillusioned una delle migliori, se non la migliore, insieme a TalkTalk, Hourglass e The Contrarian. Mi pare evidente che manchi una visione d’insieme come nei due che lo precedono (ma anche Emotive, perché no?). Avrei gradito di più un album sulla direzione delle due tracce d’apertura. Mi sembra la più indicata alla luce dei risultati. La produzione e certe trovate di Billy sminuiscono ulteriormente l’album. Manca l’urgenza espressiva e la dinamicità che adoro negli altri album. Siamo sui livelli dei Puscifer più rock comunque. 60/65 Vediamo se cresce con gli ascolti.

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Starn
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Re: tool

Post by Starn » 20 Apr 2018 04:26

14(15) anni per un disco così è grave.

Ho appena riascoltato Thirteenth Step, se quello è un 85+ questo è un 45+ per quanto mi riguarda. Dare un voto alto a questo significa sminuire quello che c'è stato nella mia ottica...
Thomas Borgogni
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simoirs
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Re: tool

Post by simoirs » 20 Apr 2018 08:49

Eat The Elephant: 4/5
Disillusioned: 4/5
The Contrarian: 3/5
The Doomed: 3/5
The Pesci: 2/5
Talk Talk: 4/5
By And Down The River: 3/5
Delicious: 4/5
DLB: -
Hourglass: 3/5 (però non mi piace)
Feathers: 2/5
Get The Lead out: 3/5

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