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a 360° su musica e cultura pop
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hyperion
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Re: tool

Post by hyperion » 17 Apr 2018 12:14


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Tyler Durden
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Re: tool

Post by Tyler Durden » 17 Apr 2018 12:44

Beh "So long" ai tempi del 3rd Eye e cantata da qualcun altro avrebbe preso pernacchie a tutto spiano. Meglio gli Incubus a sto punto! :D :D

Va beh, a parte l'ironia, fa veramente cagare. Soprattutto la voce.

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Messer Dino Compagni
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Re: tool

Post by Messer Dino Compagni » 17 Apr 2018 14:18

Cantata da Scott Stapp dei Creed.

Va letta anche nell'ottica della frase usata da Douglas Adams in Hichhiker's Guide, sia a livello lirico che musicale. Sono certo che ciò non migliori la sua qualità complessiva ma che rifletta ironicamente il gonzo-theme sotteso.

Resta qualcosa di molto brutto da sentire per quanto forse voluto.

Edit: la cosa che più mi fa schifo non è la sua banalità ma il fatto che Maynard la infarcisca di tutti quei riferimenti americanissimi. Cioè chissene incula della vostra subcultura.
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rick81
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Re: tool

Post by rick81 » 17 Apr 2018 14:54

Non L avrei mai pensato per Maynard, ma non tutti invecchiano come Bowie, Waits, Young, o Gira. O anche come il ritorno dei MBV che come età e distanza dall ultimo disco è una situazione simile, che sono comunque riusciti a fare un disco degno.

Qualcuno invecchia male perde di vista cos è il gusto musicale, perché qui ci sono proprio soluzioni di pessimo pessimo gusto al di là di testi o altre cadute di stile, di immagine e altro.

Al di là delle ironie battute su Ligabue ecc, mi dispiace molto, se vogliamo dargli 60 glielo diamo, ma se non sapessimo chi è e cosa ha fatto in passato, questo è un disco che ignoreremmo, un 55 e via dimenticato dopo una settimana.

Allora uno dice, addio anche i Tool, e invece no, con la stessa forza con cui boccio questo disco, ho la certezza forse più che mai che Adam non farebbe mai uscire nulla del genere, e la frase di Morello che si chiede se Maynard rovinerà il grande lavoro della band mi lascia pensare che Adam potrebbe anche respingere alcune soluzioni di Maynard se non le ritenesse a livello. O anche tagliarle.

Evidente che con queste personalità in gioco saremmo vicini allo scioglimento in questo caso.

Secondo voi cosa pensa Adam di questa musica? Mer de noms lo spinse lo pungoló fu importante anche per lui, ma questa roba? Forse se la ride anche...

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mark esitation
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Re: tool

Post by mark esitation » 17 Apr 2018 15:36

Con tutto il rispetto per l arte di Maynard questa canzone lascia interdetti... Pura plastica.. Un surrogato mal riuscito dei peggiori Coldplay...meglio tanto per dire, una Everything dei NIN...fa schifo uguale ma almeno nel suono nella produzione nelle chitarre senti una minima di impeto :ph34r: :sick: :cry:

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mark esitation
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Re: tool

Post by mark esitation » 17 Apr 2018 15:40

rick81 wrote: ↑17 Apr 2018 14:54 Secondo voi cosa pensa Adam di questa musica? Mer de noms lo spinse lo pungoló fu importante anche per lui, ma questa roba? Forse se la ride anche...
Aspetto l intero disco per poter giudicare io spero almeno in un 70 nello standard recensivo di DYR
Ma secondo me spera di riuscire a terminare la registrazione con la sua voce, sarebbe gia un bel risultato.

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Messer Dino Compagni
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Re: tool

Post by Messer Dino Compagni » 17 Apr 2018 15:54

Tool is Jones driven: Maynard mette immaginario, melodie, titoli. Non entra quasi più (e negli anni sempre meno) nel discorso compositivo. Triad lui l'avrebbe scartata e così anche altre cose di 10,000 days (ipse dixit), ma il suo voto vale 1\4 all'interno dei Tool. Eccetto per i veti visti i suoi molti impegni secondo me non mette becco nemmeno nel planning delle date. Gli altri gli chiedono se è libero e lui risponde si o no. Per non parlare del comparto artwork dove finché i Tool erano il suo unico progetto ha collaborato, poi se ne è lavato le mani. Si sa come lavora Adam: fa le cose lente, quando vuole e non ha idea nemmeno vaga di cosa sia una strategia di marketing. Maynard è diventato molto più scafato in questo.

APC is MJK driven: ma la musica la fornisce Billy Howerdel con non so quanta percentuale da parte dei nuovi turnisti. Francamente non ho capito bene chi dei due abbia voluto il sound di Eat the Elephant. Se il metro di paragone è Ashes Divide che è più pesante ma decisamente "pulitino" e con arrangiamenti un po' barocchi come quest'ultimo, allora si potrebbe anche imputare a Howerdel la svolta pop-rock. Eppure ho sempre pensato che fosse Maynard l'ago della bilancia che gli scartava certe derive. Perché musicalmente sin dall'esordio Mer de Noms ho avvertito un modo un po' scolastico di Howerdel nell'indugiare su certi passaggi romantico/patetici, tipici di un rock mainstream nato tra post grunge e nu metal e mai coagulatosi in una vera e propria corrente: roba tipo il secondo Marilyn Manson [golden age of grotesque], Filter, My Chemical Romance, fino a giungere ai Foo Fighters più pretenziosi. Fino ad adesso Maynard sembrava quello che impediva a questa vena di Howerdel di apparire. Qui addirittura pare lui la mente della svolta.

A me stonano tante cose: - gli eclettici arrangiamenti di contro a una sezione ritmica monocorde e fin troppo memore della sua former nature pusciferiana; - quasi tutti i bridge tra chorus e verse sono di una banalità abbacinante, quando non di cattivo gusto; - la gran parte di questi testi è materiale scadente. La mia impressione è che con l'avanzare dell'età si pensa di meno e si compensa con l'attività. Le sue troppe attività hanno impedito a Maynard una sospensione e un aggiornamento, non solo musicalmente ma anche a livello di cultura personale. Maynard da questo punto di vista è involuto. Musicalmente poi avrebbe dovuto prendersi del necessario distacco per valutare il suo lavoro. Aggiungo come postilla che con Puscifer accanto a cose anche sobrie e interessanti, ha pubblicato cacca&pipì. Quindi diciamo che si è disabituato al perfezionismo (ammesso che gli sia mai appartenuto), in favore di un sentire personale (che però ormai è evidente sia anche corroso da cattivo gusto -diceva giusto Afx con le bikini bandits-) con il tempo meno autorevole a livello di qualità complessiva e impatto sul mondo della musica rock.

Le cose che mi piacciono: - le melodie ci sono. Maynard quando non ostenta ha ancora una capacità unica a trovare soluzioni melodiche gradevoli. Invecchiato, imbolsito, sgrezzato, tutto quello che volete, ma in più di qualche momento si canta volentieri; - live sembrano meglio che su disco perché più rock.
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Messer Dino Compagni
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Re: tool

Post by Messer Dino Compagni » 17 Apr 2018 15:56

rick81 wrote: ↑17 Apr 2018 14:54 Non L avrei mai pensato per Maynard, ma non tutti invecchiano come Bowie, Waits, Young, o Gira. O anche come il ritorno dei MBV che come età e distanza dall ultimo disco è una situazione simile, che sono comunque riusciti a fare un disco degno.
Hai citato tutti artisti che scrivono anche la musica, cioè che sanno comporre sugli strumenti. Anche se sull'ultimo Bowie si nutre dubbi.
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The Sheltering Sky
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Re: tool

Post by The Sheltering Sky » 17 Apr 2018 17:58

Sto vedendo il live. Sono arrivato a Hourglass. Quella prima di TalkTalk (The Contrarian credo), mi pare molto buona, invece. Per il nuovo singolo invece nulla da fare continuo a pensare che sia il peggior pezzo mai scritto da Maynard.

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AripRne
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Re: tool

Post by AripRne » 17 Apr 2018 19:20

appena ascoltata So Long

quando LaJones ha postato Ligabue ho pensato ma sì, ma dai, è che gli vogliamo troppo bene, non si ragiona più
e invece aveva cazzo ragione
porcheria
ma che siamo alla fiera dell'uva? qualcuno ha da mettere su Wonderwall?
C I N O B A L A N O S + Kimono Lights

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«Finalmente l'orizzonte torna ad apparirci libero, pur ammettendo che non è sereno.» - Nietzsche

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