Tommaso Aspetta

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Tommaso Aspetta

Post by AFX » 25 Oct 2017 19:15

Tom Waits

Continuo ad aprire questi topic sui mostri sacri che mancano di una discussione tutta loro. Convergo qui eventuali post in giro.

Arrivano le riedizioni degli ultimi 6 album di Tom Waits. Tutto il catalogo con la ANTI- Records, quindi da Mule Variations in poi, sarà ripubblicato nelle prossime settimane. In particolare, oltre a Mule Variations, Orphans: Brawlers, Bawlers & Bastards dovrebbe essere il disco da avere a tutti i costi.

Invece del catalogo anni '80 Rain Dogs e Swordfishtrombones

e dei precedenti al piano... Così parlò scaruffi https://www.scaruffi.com/vol3/waits.html


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Re: Tommaso Aspetta

Post by The Sheltering Sky » 25 Oct 2017 22:21

AFX wrote: ↑25 Oct 2017 19:15 e dei precedenti al piano... Così parlò scaruffi https://www.scaruffi.com/vol3/waits.html
Ma come può bocciare Real Gone? Capisco che è tosto, ma non ha senso neanche nella sua logica, esaltando (come è giusto) Trout Mask Replica... Troppo duro anche con Mule Variations che vanta pezzi davvero notevoli.
Ad ogni modo dei precedenti a Rain Dogs vale la pena approfondire Blue Valentine (solo solo per la title track).
Questa non sarà tra le sue migliori ma l'ascolto sempre con piacere. https://youtu.be/iLB0VEUerBY

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Re: Tommaso Aspetta

Post by AFX » 26 Oct 2017 19:13

Scaruffi è Scaruffi, a volte la spara, a volte non combacia quello che dice col voto, altre, soprattutto sulle uscite post 2000, è meno attendibile che su quelle su cui ha ben consolidato un suo parere.
Nessuno va a cercare il giudizio di Scaruffi per qualcosa di recente. Ma se leggi il testo su Tom Waits, è fatto molto bene..

su Tom Waits, per me dei recenti Mule Variations è il migliore. Ma sono tutti più che buoni, questa è la verità.


Uno dei piu' grandi e distintivi geni musicali del ventesimo secolo,Tom Waits si faceva apparire come un "barbaro" mentre in realta' era un erudito artista post-moderno.Per quanto andasse,nel suo caso, la giustapposizione di arte primitiva e intellettuale,era un meritevole discepolo di Captain Beefheart. Mai come in questo caso la teoria di Mc Luhan sbagliava:il mezzo infatti non e' precisamente il messaggio.I suoi album sono gallerie(od opere complete)di spostati eccentrici e perdenti.Al di la' delle apparenze sono anche parabole di caduta e redenzione ambientate nell'eta' della decadenza urbana.In un certo senso,la sua opera d'arte e' un compendio di cacofonie urbane.
La sua prima conquista artistica era la trilogia di Small Change (1976), Foreign Affairs (1977) e Blue Valentine (1978).
Le vignette agrodolci di questi album formano l'equivalente dela "comedie humaine" di Balzac trasportate alle umili vite dell'America urbana.
Waits sposava un idioma molto personale,fatto di associazioni libere nello stile della poesia beat con un'ecclettica idea di cosa un canzone e',derivante,cioe',da diverse tradizioni di musica popolare bianca e nera (swing, blues, gospel, lounge-music, vaudeville, Broadway show-tunes, bebop, religious hymns, marching bands, operetta, western soundtracks). Cio' che teneva ben unito il tutto e' la voce di Waits,che era anche il piu' inverosimile elemento di coesione, essendo l'equivalente musicale del fetore di una moffetta.Ma la sua voce era piu' di un mero veicolo alle cantate dei suoi testi.La sua voce velocemente divenne il "sound" della sua musica.
Waits vantava,infatti, una delle piu' flessibili,espressive e toccanti voci della storia della musica popolare.Specialmente quando aggangio' con gli arrangiamenti "graziosi" dei generi stereotipati,quella voce divenne lo strumento perfetto per raffigurare l'anima,la bruttezza anarchica dell'individuo dentro la bellezza organizzata della societa'.
L'unitarieta' e le coerenti qualita' di queste canzoni sprigionano un paesaggio psichico che era lugubre e arcano,e nel quale il cantante suonava il ruolo del disadattato visionario.
Il processo di identificazione dalla pop star con le masse di nomadi,diroccati,fannuloni e vagabondi raggiunse un nuovo stadio con
Swordfishtrombones (1983) e Rain Dogs (1985), i suoi due capolavori.Qui Waits tornava al teatro,migliorando cosi' il contenuto narrativo,mentre al tempo stesso l'acquisizione sempre raffinata delle tecniche d'arrangiamento trasformava la sua degenerazione baccanale in eleganza barocca.Waits lasciava i vicoli scuri dei drogati per salire nei palcoscenici di Broadway.Il vagabondo urbano divenne un compositore d'elite'.In una delle piu' grandi sorprendenti mutazioni nella storia della genetica,il piu' barbaro dei cantautori si trasformo' nel piu' neo-tradizionalista dei compositori.
Show
L'arte di Waits continuo' a prosperare in Franks Wild Years (1987) e Bone Machine (1992), rasentanti su un'auto-indulgenza stilistica. Alice (2002),uno dei suoi piu' idillici ed eterei lavori,era una singolarita' nel suo repertorio di singolarita'.
Waits non si ispirava a nessun movimento o scuola delle sua eta'.Waits fu unico nel suo essere un umile al cuore(mai trendy).

Il suo dialetto fatto di associazioni libere nello stile della poesia beat si sposa a un concetto eclettico di "canzone" che attinge a diverse tradizioni della musica popolare: il swing, il blues, il gospel, le bande marcianti della Salvation Army, l'operetta, le colonne sonore dei film western, il bebop, gli inni sacri, etc. Cio` che rende uniforme il materiale e` la voce di Waits, che e` anche il piu` improbabile elemento di unificazione. Quella voce, infatti, e` tanto musicale (nel senso tradizionale del termine) quanto la schiena di un istrice, e` tanto armoniosa quanto un attacco di nevrastenia. La canzone ha peraltro un tono unitario e coerente, che sembra emanare da un paesaggio psichico lugubre e arcano, nel quale il cantante assume le sembianze archetipiche del reietto visionario.
L'arte di Waits e` in gran parte dedicata al popolo degli sconfitti. Il processo di identificazione con gli emarginati, i vagabondi, gli sbandati si spinge verso soluzioni di tipo teatrale. Ogni canzone e` arrangiata e interpretata in funzione del personaggio, con una partecipazione che e` piu` di una semplice recitazione.

L'acquisizione di tecniche sempre piu` smaliziate ha progressivamente trasformato l'arte degenere di Waits in un esercizio persino barocco. La calda comunicativita` delle origini e` diventata in un freddo esercizio di musica/teatro intellettuale. Da reietto dei vicoli buii di Los Angeles a colto compositore di Broadway; da hobo urbano nei locali fumosi dello Strip a poeta laureato della piccola borghesia nei teatri di Times Square; dallo swing conviviale delle ore piccole all'opera teatrale, Waits ha subito una delle mutazioni piu` cospicue della storia del rock. Il piu` barbaro dei cantautori si e` rivelato il piu` classico di tutti.
continua su scaruffi.com
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Re: Tommaso Aspetta

Post by Scavenger » 26 Oct 2017 21:57

AFX wrote: ↑26 Oct 2017 19:13 su Tom Waits, per me dei recenti Mule Variations è il migliore. Ma sono tutti più che buoni, questa è la verità.
D'accordo, non ha mai sbagliato un disco. Fra i classici ho una predilezione per Franks Wild Years.

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Re: Tommaso Aspetta

Post by AFX » 11 Dec 2017 23:13

È uscito Real Gone intanto, e il mix sembra davvero differente dall'originale. Ma dice che Waits lo vuole così com'è adesso

https://open.spotify.com/album/6F17MbloTeRoXs7JI3lTHy

Show
TOM WAITS TO RELEASE REMIXED REAL GONE ON NOVEMBER 24TH

Remastered Versions of Albums Alice and Blood Money Are Also Being Released on Nov 24th


Tom Waits and longtime songwriting and production partner Kathleen Brennan, have returned to the original master tapes to remix the’ groundbreaking 2004 album Real Gone. The resulting version, available via Anti- this November 24th, presents the acclaimed record with a sound and texture originally envisioned by the artist. It is a rare look into the creative process of the influential artist taking an opportunity to reinvestigate a pivotal work. Some of the new mixes are radical transformations from the original versions and the whole album crackles and steams with fuller intensity and more vivid intimacy.

Real Gone was a visionary mix of genres with Waits abandoning piano and a traditional rhythm section and utilizing an array of mouth made percussions and a beautifully cacophonous symphony of at times unidentifiable noises to create an alternately sad and jubilant reimagining of folk, blues and hip-hop.

Also being released on that same date are remastered versions of 2002’s Alice and Blood Money. Alice is a languid and mournful chamber piece, featuring piano, cello, violin and bass clarinet, highlighted by the titular jazz blues ballad. Blood Money is the tragic story of a conscripted soldier exploited by the Army and it is the first time Waits and Brennan tackle the world’s dark socio-political themes in song.

These records are being released as part of a series of remastered versions of Tom Waits’ Anti- catalogue, which will now sound better than ever on all of the digital music services.

In addition, Tom will release remastered versions of these albums:

December 1st – Glitter and Doom
December 15th – Mule Variations
2018 – Orphans: Brawlers, Bawlers and Bastards (released separately)
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