Sì diciamo che questo album è sia positivo perché osa di più del precedente, sia mostra un po' i limiti di una band che l'abbiamo detto varie volte ormai, è stratosferica ma non è mica i Radiohead o neanche i Grizzly Bear o i Nine Inch Nails o i migliori Wilco o dite voi chi. Joanna Newsom, Sufjan Stevens.Tyler Durden wrote: ↑17 Sep 2017 19:56 La direzione presa è corretta. E le canzoni sono tutte belle e come al solito composte/suonate con una eleganza pressoché impareggiabile.
Tuttavia forse avrei apprezzato avessero osato un po' di più. Ho sempre l'impressione facciano fatica a uscire dal loro modo di essere, che non vuol dire che devono mettersi a fare tutt'altro col rischio di risultare ridicoli eh, però per dire canzoni come Carin at the liquor store sono bellissime e fondamentalmente inattaccabili, però la sensazione di "pilota automatico" io ce l'ho. E quindi mi piacerebbe se si prendessero qualche rischio in più e tentassero di gettare il cuore oltre l'ostacolo ecco. Chiedo troppo da loro? Non lo so.
Al netto di tutto comunque il disco è bello e bisogna premiarli se non altro per la costanza.
Sono bravissimi, prendono 30, ma senza lode secondo me. Mica però possono tutti essere i Radiohead.
Io trovo che in questo album abbiano scritto canzoni da un mezzo riff di chitarra e poi modulato la melodia sopra i beat elettronici. L'eleganza, anche grazie alla voce di Matt, c'è sempre, tuttavia come songwriting insomma... almeno i Pearl Jam suonavano.
Forse, tra di noi, eravamo convinti che fossero ancora più bravi di quello che sono.
Edit: è anche vero che cominciano a non essere più di primo pelo e i loro colpi grossi li hanno piazzati con Boxer e High Violet. All'epoca, in effetti, ci esaltammo.
Edit2: altrimenti ci sono i War on Drugs no?



