Camera di Decompressione
Re: Camera di Decompressione
I primi due Fantozzi sono dei Classici, non scherziamo!
But how can you sleep with my heart so loud?
- Messer Dino Compagni
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Re: Camera di Decompressione
Però non puoi mettere Villaggio tra quelli che hai citato. Forse Fantozzi ma non Villaggio. Perché altrimenti Sordi cos'era? Ha lavorato con Fellini, Monicelli, De Sica. E' apprezzato autore teatrale. Era amico di De Andre'. Ha completamente toppato la seconda parte di carriera, centrifugato nella trashizzazione della commedia all'italiana dei Neri Parenti, F.lli Vanzina, Buzzanca e Bombolo.
Ruin has come not in fire nor in ashen rain
Only in turgid silence, hangin', flayed.
Try to lull us in before the havoc begins into a dubious state of serenity
Acting all surprised when you're caught in the lie
It's not unlike you
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- Messer Dino Compagni
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Re: Camera di Decompressione
Senza dubbio. Iconici. Però ecco se vai a rivedere "Io speriamo che me la cavo", è come vedere Fantozzi che fa un altro film. E questo è stato il suo limite.
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Re: Camera di Decompressione
Altrettanto innegabile. Ti dirò, basterebbero comunque pochi dei mille sequel a zonzo per le ere geologiche a far passare la voglia...Messer Dino Compagni wrote: ↑03 Jul 2017 17:18Senza dubbio. Iconici. Però ecco se vai a rivedere "Io speriamo che me la cavo", è come vedere Fantozzi che fa un altro film. E questo è stato il suo limite.
But how can you sleep with my heart so loud?
Re: Camera di Decompressione
Premettendo che sono solo curioso di ascoltare le vostre risposte e non ho la minima intenzione di giudicarle o fare polemica, ho una domanda che oltretutto si aggancia a un momento iconico dei film di Fantozzi:
Perché quando gioca la nazionale questi discorsi sull'italietta decadono? Il pubblico è pur sempre formato da italiani medi, inclusi quelli che si accampano un mese prima per Vasco, estimatori dei cinepanettoni e via dicendo. Riuscite a condividere "in pace" la passione per il calcio con quella gente lì? Riuscite a gioire e soffrire insieme a loro?
Perché quando gioca la nazionale questi discorsi sull'italietta decadono? Il pubblico è pur sempre formato da italiani medi, inclusi quelli che si accampano un mese prima per Vasco, estimatori dei cinepanettoni e via dicendo. Riuscite a condividere "in pace" la passione per il calcio con quella gente lì? Riuscite a gioire e soffrire insieme a loro?
Re: Camera di Decompressione
Ma lo sport è un'altra cosa, non è musica, non è arte, non è cinema. Il calcio è uno sport. Si giudica con altri parametri quello che succede nello sport.
Non è paragonabile.
Non è paragonabile.
Re: Camera di Decompressione
Il pubblico e il concetto di condivisione lo sono, paragonabili. Sto parlando di masse di persone.
Ad un concerto grande come quello dei Radiohead riuscivi a sentirti parte della massa di persone, nel senso di "una cosa sola"? Quando esulti per la vittoria della nazionale riesci a sentirti parte di "una cosa sola"?
Io chiedo perché a me non capita. Non capita col calcio, non è capitato con i Radiohead a Firenze o con i Tool a Roma, è capitato ad esempio con i Godspeed, cioè quando si era molte meno persone ma in quel momento tutte sintonizzate sulla stessa frequenza.
Ad un concerto grande come quello dei Radiohead riuscivi a sentirti parte della massa di persone, nel senso di "una cosa sola"? Quando esulti per la vittoria della nazionale riesci a sentirti parte di "una cosa sola"?
Io chiedo perché a me non capita. Non capita col calcio, non è capitato con i Radiohead a Firenze o con i Tool a Roma, è capitato ad esempio con i Godspeed, cioè quando si era molte meno persone ma in quel momento tutte sintonizzate sulla stessa frequenza.
Re: Camera di Decompressione
prendo spunto da qui, giusta la provocazione.Decades wrote: ↑03 Jul 2017 20:25 Premettendo che sono solo curioso di ascoltare le vostre risposte e non ho la minima intenzione di giudicarle o fare polemica, ho una domanda che oltretutto si aggancia a un momento iconico dei film di Fantozzi:
Perché quando gioca la nazionale questi discorsi sull'italietta decadono? Il pubblico è pur sempre formato da italiani medi, inclusi quelli che si accampano un mese prima per Vasco, estimatori dei cinepanettoni e via dicendo. Riuscite a condividere "in pace" la passione per il calcio con quella gente lì? Riuscite a gioire e soffrire insieme a loro?
io sono uno che Vasco lo ha ascoltato in primissima gioventù, nel 1993 quando usciva Gli Spari Sopra, e per un tredicenne che cominciava ad apprezzare il rock, i Queen e i REM fra i primissimi quando in radio passavano Innuendo e Losing my religion, tutto quello che era stato fino a quel momento, aveva un fascino e aveva un senso. Poi ovvio che tutto il resto è merda.
Ma fino a lì, uno che ha fatto un disco all'anno dal '78, con canzoni che non avranno il successo internazionale (ma quale rocker italiano d'altronde?), ma che per un'adolescenza con un po' di finta ribellione e un po' di chitarra fra le tende e le canne con gli amici, non ci vedo niente di male.
Ma ascoltatevi Non siamo mica gli Americani, il brano, e capisci che la droga non era una scusa, non era una facciata, era una roba vera e semplice, senza troppi giri e molto naif.
Poi ovvio che la merda di quella roba di Modena, e tutto il contorno, e tutta la merda di gente che era lì (ci lamentiamo dei fan dei Radiohead noi, via su, se non siamo un po' snob noi...) è un sintomo molto, molto preoccupante per il nostro paese.
E lo stesso dicasi per Villaggio. Sarà l'italietta, ma ha un senso e ha un contesto preciso, è una satira sociale e politica semplice e crudele, efficace e innovativa per l'epoca (nel contesto italiano).
I primi tre film (ci metto anche Fantozzi contro tutti, la Coppa Cobram non è una roba minore) io li so a memoria e me ne vanto.
Ed è per questo che se vedo la nazionale e una partita di campionato non mi sento un italiano medio, e mi posso godere il piacere e la distrazione di quello che dovrebbe essere un semplice sport, e non mi abbasso al discorso "con tutti i soldi che pigliano i calciatori".
Perché dal basso della mia estrazione sociale e culturale (i miei hanno la quinta elementare e la terza media) e dall'alto mia formazione sociale e culturale (ho un dottorato di ricerca e me ne vanto se serve, e ritengo di avere sufficienti interessi culturali) ritengo di avere gli strumenti per giudicare e percepire la differenza fra il fenomeno di massa e la componente artistiche presenti in essi.
"Stanco dell'infinitamente piccolo e dell'infinitamente grande,lo scienziato si dedicò all'infinitamente medio."
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Re: Camera di Decompressione
Pilgrim citando Fantozzi dopo l'esclamazione sulla corazzata...
92 MINUTI DI APPLAUSI!!!
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- Homunculus1510
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Re: Camera di Decompressione
Io invece capisco Decades perché mi trovo più o meno nella sua situazione.
Però pensandoci, credo sia semplicemente una questione di "educazione", diciamo così. Mi spiego: io non sono assolutamente cresciuto con il culto religioso del calcio che c'è in Italia. Ho tifato tipo tre squadre diverse fino ai 12 anni, ma avrò guardato forse 4 partite delle suddette, quindi 1) anche l'entusiasmo per boh, una cavalcata della nazionale in un qualsiasi torneo la vivi comunque con un certo distacco, a prescindere dalle urla sulla rovesciata di Balotelli, e 2) anche andare allo stadio mi ha coinvolto molto poco, quelle 2/3 volte che ci sono andato da piccolo.
Sempre per rimanere sullo sport, io seguo molto appassionatamente il basket NBA, ma anche lì, quando sono andato al forum a vedere l'Olimpia, non mi sono sentito assolutamente "coinvolto" dall'"esperienza". Perché tutti la vivono in una maniera diversa da come la vivo io. A me piace il gioco del basket, non piace l'Olimpia. Non insulto l'arbitro se ha fischiato contro. Non insulto l'avversario per partito preso. Ma io sono il solo a farlo, o almeno quella è l'impressione che ho molte volte.
Se andiamo sulla musica, io in quei concertoni che hai citato tu non mi ci sono mai trovato a mio agio. A Monza c'era una coppia che era dietro a me, Starn e compagnia che ha cominciato a dire che io e Starn eravamo lì "per James Blake, non per i Radiohead" perché ascoltavamo le canzoni e le riconoscevamo e le cantavamo e ci fomentavamo. È chiaro che non solo non avevano i nostri stessi interessi (o la nostra stessa passione, probabilmente), ma vivevano l'evento in modo completamente diverso dal nostro.
Contestualmente, il fatto che in contesti più piccoli le esperienze siano vissute in modo diverso e ci si convinca di essere più "sulla stessa linea d'onda" con il resto del pubblico secondo me è non illusorio, ma... sì dai, un po' illusorio. Possiamo citare tutti i concerti di sto mondo a confermare il fatto che un pubblico di <5000 persone rende un concerto più bello e più "intimo", dagli Arcade Fire a Ferrara ai bei tempi fino a Sufjan uno/due anni fa, passando per i Motorpsycho, i GY!BE, James Blake a Vasto, i Uochi Toki nelle migliori serate, chiunque. La massa di gente distrae, la massa di gente spinge ad essere tutti concentrati sì, ma su altro. Su quelle che tirano fuori le tette al concerto di Vasco, sulla "politica" negli stadi (perché dio santo, stai tifando una squadra, che cazzo lanci le banane ad un TUO giocatore negro? Che senso ha?), finanche al fare gli snob al concerto dei Radiohead ("eh ma non si vede niente, che palle" ma grazie al cazzo, ci sono 50.000 persone, volevi stare davanti?).
Però questo forum è la dimostrazione che spesso e volentieri non tutti vivono l'eventone mediatico "da italiano medio". Se siamo qui, e fatemi peccate di presunzione, è perché siamo un filino meglio degli ultras o di quelli che spendono 60€ pur conoscendo forse 10 canzoni dei Radiohead, e siamo sicuramente meglio di chiunque vada al concertone di Vasco. Eppure la partita la guardiamo comunque.
E chiaramente lo stesso discorso vale per Fantozzi o per moltissimi fenomeni culturali più o meno alti. Fidatevi che dopo questa settimana di lutto, ci saranno un sacco di fenomeni che diranno che Fantozzi gli ha rotto il cazzo perché "mo tutti fan di Fantozzi sono diventati". Raga, Fantozzi non è Vasco Rossi. Vasco è ignoranza allo stato brado, anche il vecchio Vasco. Poi è peggiorato sempre più, ok, ma non significa che prima la merda fosse cioccolata. Fantozzi è diventato una macchietta, ma è partito con intenti (e risultati, se è per questo) nobilissimi. Mo non è che siccome è diventato strafamoso - cosa che spero non stiate scoprendo adesso - dobbiamo sminuirne l'importanza. Così come è sbagliato sminuire l'importanza di Saviano, Gomorra è uno dei libri italiani più importanti degli ultimi *numero a caso* decenni. Poi pure lui è diventato una macchietta ed è francamente insostenibile, ma non usciamo con uscite poco felici dicendo che tutto Saviano fa schifo. Again, Fantozzi non è Vasco Rossi, e Saviano non è Vasco Rossi.
Scusate il delirio, ma è tardi e ho i falafel sullo stomaco.
Però pensandoci, credo sia semplicemente una questione di "educazione", diciamo così. Mi spiego: io non sono assolutamente cresciuto con il culto religioso del calcio che c'è in Italia. Ho tifato tipo tre squadre diverse fino ai 12 anni, ma avrò guardato forse 4 partite delle suddette, quindi 1) anche l'entusiasmo per boh, una cavalcata della nazionale in un qualsiasi torneo la vivi comunque con un certo distacco, a prescindere dalle urla sulla rovesciata di Balotelli, e 2) anche andare allo stadio mi ha coinvolto molto poco, quelle 2/3 volte che ci sono andato da piccolo.
Sempre per rimanere sullo sport, io seguo molto appassionatamente il basket NBA, ma anche lì, quando sono andato al forum a vedere l'Olimpia, non mi sono sentito assolutamente "coinvolto" dall'"esperienza". Perché tutti la vivono in una maniera diversa da come la vivo io. A me piace il gioco del basket, non piace l'Olimpia. Non insulto l'arbitro se ha fischiato contro. Non insulto l'avversario per partito preso. Ma io sono il solo a farlo, o almeno quella è l'impressione che ho molte volte.
Se andiamo sulla musica, io in quei concertoni che hai citato tu non mi ci sono mai trovato a mio agio. A Monza c'era una coppia che era dietro a me, Starn e compagnia che ha cominciato a dire che io e Starn eravamo lì "per James Blake, non per i Radiohead" perché ascoltavamo le canzoni e le riconoscevamo e le cantavamo e ci fomentavamo. È chiaro che non solo non avevano i nostri stessi interessi (o la nostra stessa passione, probabilmente), ma vivevano l'evento in modo completamente diverso dal nostro.
Contestualmente, il fatto che in contesti più piccoli le esperienze siano vissute in modo diverso e ci si convinca di essere più "sulla stessa linea d'onda" con il resto del pubblico secondo me è non illusorio, ma... sì dai, un po' illusorio. Possiamo citare tutti i concerti di sto mondo a confermare il fatto che un pubblico di <5000 persone rende un concerto più bello e più "intimo", dagli Arcade Fire a Ferrara ai bei tempi fino a Sufjan uno/due anni fa, passando per i Motorpsycho, i GY!BE, James Blake a Vasto, i Uochi Toki nelle migliori serate, chiunque. La massa di gente distrae, la massa di gente spinge ad essere tutti concentrati sì, ma su altro. Su quelle che tirano fuori le tette al concerto di Vasco, sulla "politica" negli stadi (perché dio santo, stai tifando una squadra, che cazzo lanci le banane ad un TUO giocatore negro? Che senso ha?), finanche al fare gli snob al concerto dei Radiohead ("eh ma non si vede niente, che palle" ma grazie al cazzo, ci sono 50.000 persone, volevi stare davanti?).
Però questo forum è la dimostrazione che spesso e volentieri non tutti vivono l'eventone mediatico "da italiano medio". Se siamo qui, e fatemi peccate di presunzione, è perché siamo un filino meglio degli ultras o di quelli che spendono 60€ pur conoscendo forse 10 canzoni dei Radiohead, e siamo sicuramente meglio di chiunque vada al concertone di Vasco. Eppure la partita la guardiamo comunque.
E chiaramente lo stesso discorso vale per Fantozzi o per moltissimi fenomeni culturali più o meno alti. Fidatevi che dopo questa settimana di lutto, ci saranno un sacco di fenomeni che diranno che Fantozzi gli ha rotto il cazzo perché "mo tutti fan di Fantozzi sono diventati". Raga, Fantozzi non è Vasco Rossi. Vasco è ignoranza allo stato brado, anche il vecchio Vasco. Poi è peggiorato sempre più, ok, ma non significa che prima la merda fosse cioccolata. Fantozzi è diventato una macchietta, ma è partito con intenti (e risultati, se è per questo) nobilissimi. Mo non è che siccome è diventato strafamoso - cosa che spero non stiate scoprendo adesso - dobbiamo sminuirne l'importanza. Così come è sbagliato sminuire l'importanza di Saviano, Gomorra è uno dei libri italiani più importanti degli ultimi *numero a caso* decenni. Poi pure lui è diventato una macchietta ed è francamente insostenibile, ma non usciamo con uscite poco felici dicendo che tutto Saviano fa schifo. Again, Fantozzi non è Vasco Rossi, e Saviano non è Vasco Rossi.
Scusate il delirio, ma è tardi e ho i falafel sullo stomaco.
Why should we feel bad for what we've done? We still got the taste dancing on our tongues.
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