Made in Italy

a 360° su musica e cultura pop
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AFX
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Re: Made in Italy

Post by AFX » 15 Jan 2017 11:26

Decades wrote:È già iniziato il carosello di commenti per demolire il disco dei Baustelle. Come al solito dire che sia orrendo è un passo importante per diventare alternativi veri. A me continuano a piacere e piace anche questo. Quelli che vogliono l'innovazione a tutti i costi io non li capisco. Doveva essere un disco "oscenamente pop"? è oscenamente pop. Criticarli per aver raggiunto lo scopo prefissato è proprio sintomo di cretinaggine.
questa è infatti la motivazione per cui premiarli o buttarli giù
la critica da forum di sonda rocco è diventata la critica da facebook di sonda rocco
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Codex
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Re: Made in Italy

Post by Codex » 15 Jan 2017 12:55



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LaJoneserìa
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Re: Made in Italy

Post by LaJoneserìa » 15 Jan 2017 13:49

Due ascolti e penso già che lo riascolterò più spesso di Fantasma.
Il io preferito loro resta sempre I Mistici dell'Occidente: ho bei ricordi personali legati a quel disco e a quel periodo.

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Tyler Durden
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Re: Made in Italy

Post by Tyler Durden » 16 Jan 2017 21:02

Piace anche a me l'ultimo dei Baustelle. E mi fa piacere tornare ad ascoltarli, magari andandoli a vedere in primavera anche.

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Decades
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Re: Made in Italy

Post by Decades » 17 Jan 2017 00:12

Wired.it (vabbè) Perché tanto livore nei confronti dei Baustelle? http://www.wired.it/play/musica/2017/01 ... o-insulti/
L’impressione è che a molti non sia andato giù il fatto che i Baustelle, dopo due dischi piuttosto difficili e alti (sul misticismo e sulla morte), abbiano deciso di tornare a sporcarsi le mani con il pop, sempre però con il loro approccio d’autore, complesso, stratificato e citazionista, freddo ed estetizzante. Se ci pensate bene è un po’ lo stesso approccio utilizzato da Paolo Sorrentino nel cinema, specialmente in La grande bellezza, film apprezzato da molti, ma anche molto odiato.
Ho l’impressione che laddove un autore voglia affrontare il pop (Bianconi e soci sulla musica, Sorrentino nel cinema) con un’intenzione che non sia propriamente leggera e lieve, venga puntualmente punito dal pubblico italiano. Insomma, il canto pomposo ed enfatico à la De Andrè di Bianconi con i riferimenti religiosi dissacrati con parolacce e droghe e tutto quel mondo “meta” fa il paio con le nane, le frasi filosofiche, i fenicotteri e le suore che fumano del regista napoletano.

A differenza degli anglosassoni che utilizzano il pop per realizzare prodotti culturali particolarmente sofisticati e complessi (basti pensare ai Pulp, a cui si ispirano gli stessi Baustelle) in Italia il pop deve rimanere un prodotto da consumare superficialmente: anche le citazioni di artisti che avevano provato lo stesso approccio in tempi pre-social – Battiato sulla musica, Fellini nel cinema – vengono viste da molti come volgari plagi da punire con un carico di bile e livore. Per fortuna sono fenomeni che durano solo pochi giorni, e poi si sgonfiano
C'ha ragione. Io sto dalla loro parte.

Come italiani ci meritiamo veramente Sanremo. Gli alternativi da due soldi sono più sanremesi di Al Bano.
Last edited by Decades on 17 Jan 2017 00:18, edited 1 time in total.
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faulty
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Re: Made in Italy

Post by faulty » 18 Jan 2017 23:47

Bello davvero il nuovo dei Baustelle, forse il migliore dai tempi di Amen che rimane il mio preferito.

I critici della "svolta pop" di turno ci sono sempre, per loro esistono i marta sui tubi e quattro allegri ragazzi morti.

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Pilgrim
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Re: Made in Italy

Post by Pilgrim » 20 Jan 2017 10:19

a me il disco non è dispiaciuto, ma dopo 3 ascolti, difficile che ci tornerò.
Sicuramente meglio del pappardellone Fantasma, ma non c'è più la freschezza e la fruibilità che me li faceva piacere.
Sono quasi 20 anni che vanno in giro ormai, e dopo Amen per me c'è stato un disaffezionamento. Bianconi è diventato autore di pezzi per cantanti di musica leggera (Paola Turci, Anna Oxa, ecc) , e forse di riflesso ha perso un po' di smalto nei suoi pezzi.

i primi dischi avevano un che di pop, leggeri, volutamente decadenti, un po' naif, post-adolescenziali, che mi dicevano più di qualcosa. Qui c'è qualche pezzo buono ok, ma Bianconi è diventato un po' pesante, forzato, Rachele che insiste nel doppiare quelle melodie, gli strati eccessivi di tastiere, per me questi arrangiamenti dopo un po' stuccano.

Condivido con Decades il discorso degli alternativi tout-court, che fanno polemiche forzatissime poi esaltano i Thegiornalisti che maremmamaiala io li manderei a spalare la neve in abruzzo.
La mia è una critica non estetica, ma di sostanza. Nel senso che li preferivo più scanzonati. Rimane che nel panorama italiano sono una spanna sopra tanti.

_______

Oggi è uscito il disco nuovo di Brunori SAS. È su spotify

https://open.spotify.com/album/4F3NTBr5pbnM1oHGlzEbSu
"Stanco dell'infinitamente piccolo e dell'infinitamente grande,lo scienziato si dedicò all'infinitamente medio."
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Re: Made in Italy

Post by Azrael1793 » 24 Jan 2017 19:44

Starn wrote: ↑16 Dec 2016 01:45 Nuovo pezzo dei Fask


questo è proprio bello, mi aspetto buone cose dal disco, vanno a ritmi alti questi
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Tyler Durden
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Re: Made in Italy

Post by Tyler Durden » 29 Jan 2017 14:14

Pilgrim wrote: ↑20 Jan 2017 10:19 a me il disco non è dispiaciuto, ma dopo 3 ascolti, difficile che ci tornerò.
Sicuramente meglio del pappardellone Fantasma, ma non c'è più la freschezza e la fruibilità che me li faceva piacere.
Sono quasi 20 anni che vanno in giro ormai, e dopo Amen per me c'è stato un disaffezionamento. Bianconi è diventato autore di pezzi per cantanti di musica leggera (Paola Turci, Anna Oxa, ecc) , e forse di riflesso ha perso un po' di smalto nei suoi pezzi.

i primi dischi avevano un che di pop, leggeri, volutamente decadenti, un po' naif, post-adolescenziali, che mi dicevano più di qualcosa. Qui c'è qualche pezzo buono ok, ma Bianconi è diventato un po' pesante, forzato, Rachele che insiste nel doppiare quelle melodie, gli strati eccessivi di tastiere, per me questi arrangiamenti dopo un po' stuccano.

Condivido con Decades il discorso degli alternativi tout-court, che fanno polemiche forzatissime poi esaltano i Thegiornalisti che maremmamaiala io li manderei a spalare la neve in abruzzo.
La mia è una critica non estetica, ma di sostanza. Nel senso che li preferivo più scanzonati. Rimane che nel panorama italiano sono una spanna sopra tanti.
Io anche dopo Amen li avevo un po' lasciati perdere, e ho ripreso ora a dargli attenzione. Con l'uscita di questo mi sono riascoltato tutta la discografia, ed è ancora meglio di quanto mi ricordassi! Qualità alta/altissima! La Malavita forse il mio preferito, se la gioca con Sussidiario.
Probabilmente meriterebbero ancor più attenzione.

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madsun
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Re: Made in Italy

Post by madsun » 03 Mar 2017 21:47

Che bomba il nuovo FASK

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