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by Messer Dino Compagni » 26 Aug 2016 11:43
Su childhood of a leader:
Secondo me ha voluto affastellare alcuni particolari, alcuni psico-analitici, in una confezione più bella che densa. Tutto ruota intorno alla nozione di trauma in una mente particolarmente acuta e sollecitata e di esplosione psicotica (che è solo una manifestazione postuma del disagio) che fa slittare sempre il comportamento del futuro leader. Le premesse ci sono già tutte (il film parte con la sassaiola) ed è quindi in medias res che si colgono i particolari del perché Prescott sia un ragazzino problematico. Solo alla fine, anche se secondo me si capisca già dall'inizio, ci rendiamo conto che i problemi hanno radice ancora più profonda(non è figlio del becco).
Su Zizek:
Le pervert's guides sono piccoli compendi di ermeneutica cinematografica ma sono anche opere sui generis. E' una lezioncina di storia del cinema ne' più ne' meno di quello che si può fare all'università. Lui è (anti)metafisico freudiano-lacaniano e quindi molto interessato all'interpretazione del mondo. Si gira intorno alla nozione di contemporaneità come tempo inemendabile (ci viviamo dentro e non lo possiamo evitare: lavoro, tecnologia, relazioni) e critico: chiunque viva in questo millennio deve mantenere un distacco critico da quanto sta avvenendo; il complotto è la base del pensiero contemporaneo. Poi è molto legato alle tematiche freudiane (Io, Super-Io, Id; conscio, inconscio, subconscio) e alle varie ed eventuali figure edipiche, così come alla sessualità e alla fase anale. Singolari i suoi esempi delle tazze del cesso (alla tedesca, alla francese e all'inglese) per descrivere gli approcci filosofici nelle varie aree europee. Spesso sono questi riferimenti ad essere fonte di critica, tuttavia bisogna tener presente che quando non sono volontarie provocazioni, hanno comunque alle spalle importanti speculazioni che vengono banalizzate da una esposizione mediatica. Anche il nuovo realismo di Maurizio Ferraris sembra una caxxata se esposto in una lectio, ma se leggi i testi sono rilevanti dal punto di vista filosofico.
Sulla classifica:
Più che stupirmi su Lynch o Il Petroliere, mi chiedo cosa ci faccia Boyhood al 5° posto. E in generale in una classifica seria non dovrebbero esserci:
- Children of Men (che è un bel thriller-distopia ma è un filmetto).
- The social network (che non è male ma è un filmetto che parla di un personaggiuncolo).
- The Dark Knight (e in generale tutto Nolan eccetto Memento)
- Inside Out (graficamente irrilevante a questo punto mettete tutto Miyazaki o inserite Tomm Moore)
- 12 anni schiavo (per carità, neanche Saviano)
- Melancholia (il peggio di Trier)
- Brooklyn (è un film guardabilissimo ma di una banalità sconcertante)
- Moulin Rouge
- A history of violence (non è un gran Cronenberg)
- La Grande Bellezza (?)
- Spring Breakers (??)
- The Wolf of Wall Street (vale solo per la scena della bionda e per l'apologia della cocaina)
- Artificial Intelligence (te prego)
Altri li accetto masticando amaro ma posso capire perché. Apprezzo perché almeno c'è The Turin Horse, Il Ritorno e Leviathan che sono tre filmoni da avere in blu ray)
Ruin has come not in fire nor in ashen rain
Only in turgid silence, hangin', flayed.
Try to lull us in before the havoc begins into a dubious state of serenity
Acting all surprised when you're caught in the lie
It's not unlike you