tool
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LaJoneserìa
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Re: tool
Maynard nunglielafa purtroppo. E mi fa tanta tenerezza.
Re: tool
Stereogum fa la top 10 delle canzoni:
[spoiler]http://www.stereogum.com/1852920/the-10 ... m_campaign[/spoiler]
Il mio podio è:
1. Lateralus
2. The Grudge
3. Jambi
[spoiler]http://www.stereogum.com/1852920/the-10 ... m_campaign[/spoiler]
Il mio podio è:
1. Lateralus
2. The Grudge
3. Jambi
Re: tool
Lo scrivo qui così lo leggono tutti. I link, finché sono legali, non metteteli in code o in spoiler.
Re: tool
Le canzoni simbolo dei Tool sono queste:
Sober: Scritta totalmente da Maynard (melodia e testo), riarrangiata da Adam per renderla come è su Undertow, un album che di per sè garantirebbe già da solo ai Tool di entrare nel filone grunge dalla porta principale. Undertow è infatti a livello dei migliori Soundgarden e Alice in Chains.
Stinkfist: E' il punto massimo raggiunto dalla prima formazione, con Paul D'Amour al basso. Poi su Aenima la suona Chancellor, ma ecco, questa e Sober sono le canzoni simbolo della prima fase. Non esiste concerto possibile senza che sia suonata.
Third Eye: Da qui si va verso la fase successiva. Industriale, psichedelica, violenta e visionaria: forse è già il punto di arrivo di tutti i Tool. Manca la componente sarcastica, comunque fondamentale nella poetica del gruppo. Si è a volte sentito parlare di paragoni con i rispettabilissimi God Machine... ma non si dicessero puttanate. I God Machine non sono neanche al livello di Undertow, figuriamoci di roba come questa.
The Grudge: secondo me il loro pezzo più bello, quello che oggi dopo migliaia di ascolti mi gasa ancora, quello che ti dà una carica che gli altri, una volta assorbiti o superati, non ti riescono più a dare, passata una certa fase della vita in cui invece possono dare risposte.
Lateralus: formalmente il brano definitivo dei Tool, il più geniale, il più perfetto. Qui il paragone si deve fare coi pezzoni di Led Zeppelin, Black Sabbath, Metallica, Pink Floyd... e niente, Lateralus è superiore. Lateralus è superiore a Stairway to Heaven, che invece ha tanti brufoli anche sul sedere. Paranoid Android è ancora terrestre a confronto.
Wings for Marie, 10,000 Days: progressive rock pesante ed emozionale. Bella musica, non geniale come in Laterlaus dal punto di vista compositivo, ma le parti di basso, chitarra, batteria e il contenuto lirico sono da brividi. Il lato umano di una band aliena.
Rosetta Stoned: eccolo il sarcasmo che si diceva. Una presa in giro a tutto il circondario di beoti che negli anni si sono avvicinati al culto della band, con tutte le armi sfoggiate dal 1992 a quel momento. Autoreferenziale all'ennesima potenza, ma nel modo più riuscito e divertente possibile. Perché i Tool non sono solo interpretazioni cabalistiche, funzioni matematiche o esperienze psichedeliche.
In tutto questo lascio fuori Schism, il brano che forse più mi è servito a capire che in loro c'era qualcosa di più che mero intrattenimento. La canzone che ho messo in repeat al momento del primo ascolto.
Pochi giorni fa un amico che ascolta ottima musica e non li conosce mi chiedeva: "ho poco tempo, non li conosco, da dove comincio?"
Risposta: "non è una band da YouTube o Spotify, ma in caso questi sono i 3 pezzi più semplici da digerire:
- Sober
- Schism
- The Pot"
The Pot > QOTSA
Sober: Scritta totalmente da Maynard (melodia e testo), riarrangiata da Adam per renderla come è su Undertow, un album che di per sè garantirebbe già da solo ai Tool di entrare nel filone grunge dalla porta principale. Undertow è infatti a livello dei migliori Soundgarden e Alice in Chains.
Stinkfist: E' il punto massimo raggiunto dalla prima formazione, con Paul D'Amour al basso. Poi su Aenima la suona Chancellor, ma ecco, questa e Sober sono le canzoni simbolo della prima fase. Non esiste concerto possibile senza che sia suonata.
Third Eye: Da qui si va verso la fase successiva. Industriale, psichedelica, violenta e visionaria: forse è già il punto di arrivo di tutti i Tool. Manca la componente sarcastica, comunque fondamentale nella poetica del gruppo. Si è a volte sentito parlare di paragoni con i rispettabilissimi God Machine... ma non si dicessero puttanate. I God Machine non sono neanche al livello di Undertow, figuriamoci di roba come questa.
The Grudge: secondo me il loro pezzo più bello, quello che oggi dopo migliaia di ascolti mi gasa ancora, quello che ti dà una carica che gli altri, una volta assorbiti o superati, non ti riescono più a dare, passata una certa fase della vita in cui invece possono dare risposte.
Lateralus: formalmente il brano definitivo dei Tool, il più geniale, il più perfetto. Qui il paragone si deve fare coi pezzoni di Led Zeppelin, Black Sabbath, Metallica, Pink Floyd... e niente, Lateralus è superiore. Lateralus è superiore a Stairway to Heaven, che invece ha tanti brufoli anche sul sedere. Paranoid Android è ancora terrestre a confronto.
Wings for Marie, 10,000 Days: progressive rock pesante ed emozionale. Bella musica, non geniale come in Laterlaus dal punto di vista compositivo, ma le parti di basso, chitarra, batteria e il contenuto lirico sono da brividi. Il lato umano di una band aliena.
Rosetta Stoned: eccolo il sarcasmo che si diceva. Una presa in giro a tutto il circondario di beoti che negli anni si sono avvicinati al culto della band, con tutte le armi sfoggiate dal 1992 a quel momento. Autoreferenziale all'ennesima potenza, ma nel modo più riuscito e divertente possibile. Perché i Tool non sono solo interpretazioni cabalistiche, funzioni matematiche o esperienze psichedeliche.
In tutto questo lascio fuori Schism, il brano che forse più mi è servito a capire che in loro c'era qualcosa di più che mero intrattenimento. La canzone che ho messo in repeat al momento del primo ascolto.
Pochi giorni fa un amico che ascolta ottima musica e non li conosce mi chiedeva: "ho poco tempo, non li conosco, da dove comincio?"
Risposta: "non è una band da YouTube o Spotify, ma in caso questi sono i 3 pezzi più semplici da digerire:
- Sober
- Schism
- The Pot"
The Pot > QOTSA
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LaJoneserìa
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Re: tool
Secondo me se si vuole fare il parallelo con Stairway to Heaven va presa in considerazione Wings for Marie/10.000 Days e anche qui stravincono i Tool comunque.
Per me le wings sono il loro apice.
Dimentichi troppo da Ænima: Pushit, la stessa Ænema, Eulogy, H, Jimmy, 46&2 sono troppo superiori prese singolarmente a qualsiasi altro brano di qualsiasi altro loro album.
Eccezion fatta per le Wings appunto.
Per me le wings sono il loro apice.
Dimentichi troppo da Ænima: Pushit, la stessa Ænema, Eulogy, H, Jimmy, 46&2 sono troppo superiori prese singolarmente a qualsiasi altro brano di qualsiasi altro loro album.
Eccezion fatta per le Wings appunto.
- mark esitation
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Re: tool
Impossibile fare una selezione...li amo tutti
Re: tool
According to The Pulse Of Radio, the former winemaking partner of TOOL frontman Maynard James Keenan has taken a swipe at the singer in a report from AZCentral, saying that a new wine-rating initiative started by a group led by Keenan is unnecessarily divisive. Eric Glomski, who owns Page Spring Cellars and was once in business with Keenan, stated: "I don't need Maynard Keenan or Kent Callaghan to tell me whether my wine is quality or not. The person buying and drinking that bottle is the one who needs to decide."
The newly formed group, called the Arizona Vignerons Alliance, reportedly aims to help consumers by asking Arizona winemakers to voluntarily submit their bottles for tastings and lab analysis. If the wines meet certain standards and are proven, through an audit, to come exclusively from Arizona vineyards, the wines can display the Arizona Vignerons Alliance logo on the label.
Glomski had been business partners with Keenan in Arizona Stronghold, a winery the pair turned into a nationally distributed brand, before the partnership split in 2014.
Glomski, whose winery is described as one of the state's largest and most decorated, said he did not plan to submit his bottles to the group. He explained: "It doesn't sound like a leadership role. It does seem like it's divisive."
He added that he is not against having high standards for wine, saying: "If somebody wants to uphold a group of ideals for themselves, that's wonderful. But, just go do it."
Keenan, who owns Caduceus Cellars with his wife Jennifer, is one of four winemakers behind the Alliance. The others are Kent Callaghan, Rob Hammelman and Todd Bostock.
Arizona was not known for its winemaking when Keenan launched his business there years ago. He told The Pulse Of Radio a while back what the success of the project has meant to him. "It's confirmation that, you know, as an artist you can create," he said. "It doesn't really matter what forum, as long as you have enough focus and drive and you're a quick study. To be a decent musician or an actor, you have to have some kind of sense of the subtle, and I think making wine, that's absolutely crucial. You have to notice the nuances and be able to predict the changes and navigate things without panicking."
None of the founders of the AVA have passed their own quality standard yet, but expect to begin certifying wines later this year.
The newly formed group, called the Arizona Vignerons Alliance, reportedly aims to help consumers by asking Arizona winemakers to voluntarily submit their bottles for tastings and lab analysis. If the wines meet certain standards and are proven, through an audit, to come exclusively from Arizona vineyards, the wines can display the Arizona Vignerons Alliance logo on the label.
Glomski had been business partners with Keenan in Arizona Stronghold, a winery the pair turned into a nationally distributed brand, before the partnership split in 2014.
Glomski, whose winery is described as one of the state's largest and most decorated, said he did not plan to submit his bottles to the group. He explained: "It doesn't sound like a leadership role. It does seem like it's divisive."
He added that he is not against having high standards for wine, saying: "If somebody wants to uphold a group of ideals for themselves, that's wonderful. But, just go do it."
Keenan, who owns Caduceus Cellars with his wife Jennifer, is one of four winemakers behind the Alliance. The others are Kent Callaghan, Rob Hammelman and Todd Bostock.
Arizona was not known for its winemaking when Keenan launched his business there years ago. He told The Pulse Of Radio a while back what the success of the project has meant to him. "It's confirmation that, you know, as an artist you can create," he said. "It doesn't really matter what forum, as long as you have enough focus and drive and you're a quick study. To be a decent musician or an actor, you have to have some kind of sense of the subtle, and I think making wine, that's absolutely crucial. You have to notice the nuances and be able to predict the changes and navigate things without panicking."
None of the founders of the AVA have passed their own quality standard yet, but expect to begin certifying wines later this year.
Re: tool
Quello che ha deciso di fare Maynard è utile per promuovere un gruppo di cantine dell'arizona che altrimenti chi diavolo le prenderebbe sul serio
non sapevo che Eric non è più con lui. Beato lui che è stato liquidato.
non sapevo che Eric non è più con lui. Beato lui che è stato liquidato.
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LaJoneserìa
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Re: tool
Puscifer in Austria il 9 giugno...questo vuol dire che probabilmente ci saranno altre date ma soprattutto che...
ANCHE QUEST'ANNO IL DISCO DEI TOOL ESCE L'ANNO PROSSIMO.
ANCHE QUEST'ANNO IL DISCO DEI TOOL ESCE L'ANNO PROSSIMO.
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