Grunge is dead

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miglior gruppo della scena grunge di Seattle

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17%
Mudhoney
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10
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Soundgarden
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rick81
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Re: scena grunge di Seattle

Post by rick81 » 05 Dec 2015 01:10

Scott Weiland's former bandmates in STONE TEMPLE PILOTS — guitarist Dean DeLeo, bassist Robert DeLeo and drummer Eric Kretz — have released the following statement regarding the singer's passing:

"Dear Scott,

"Let us start by saying thank you for sharing your life with us.

"Together we crafted a legacy of music that has given so many people happiness and great memories.

"The memories are many, and they run deep for us.

"We know amidst the good and the bad you struggled, time and time again. It's what made you who you were.

"You were gifted beyond words, Scott.

"Part of that gift was part of your curse.

"With deep sorrow for you and your family, we are saddened to see you go.

"All of our love and respect.

"We will miss you, brother."

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Messer Dino Compagni
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Re: scena grunge di Seattle

Post by Messer Dino Compagni » 05 Dec 2015 02:02

Non so a voi ma a me queste cose colpiscono, forse più che gli attentati parigini (lì sì che è stato il botto a fare notizia). Queste sono morti sommesse, dolorose. E lo sono per molte ragioni. Questi artisti hanno inciso con una certa onestà e una sofferente lucidità emotiva lo stato di tutti noi, all'epoca adolescenti. Non è solo questione di "colonna sonora", non è questione che le prime cotte e le prime ingiustizie venissero assorbite dagli urli di Cobain e dalla disperata rassegnazione di Staley. Certi versi, certi ritornelli, certe parole anche prive di un loro senso ci hanno marchiati e sedotti. Quello che loro esprimevano attraverso un mezzo diretto come il rock è il testamento della generazione X: sbilenco, retorico a volte, brutale e annichilente.
Ma alla luce della prematura fine di alcune di queste icone che i demoni non li hanno mai sconfitti, c'è forse da dire qualcosa di più. Il grunge, ammesso che sia mai esistito, è stato un fenomeno di massa effimero. E sebbene riconoscibile nel periodo '89-'94 attraverso un certo "stile", questo stile non è mai esistito. E' esistita una stagione di maudit del rock alternativo che hanno cantato delle nostre paure e hanno messo in luce dei concetti che mettono i sottotitoli al mondo che ci stavamo formando. La cosa fantastica della rilettura di certi testi e immagini evocative è che l'interpretazione è soggettiva e aderisce al nostro Io di adolescenti nei '90. La dipendenza, che sia da droga o altro, è ancora un male laico che deflagra tra le nostre generazioni. La disillusione, sebbene macerata dall'età e dalle nuove responsabilità, è un tratto fondamentale delle persone che si sono sintonizzate in quegli anni. Non vuol dire guardare in maniera nostalgica al passato, bensì rendersi conto che ciò che cantavano è ciò che avremmo cantato noi che non abbiamo avuto terreno così fertile per esprimerci. Un po' di quegli anni non morirà insieme ai loro antieroi ma sopravvive in noi.
Devono essere stati intesi e dolorosi quegli anni di guerra nella costa ovest. Per primi hanno descritto questo degrado che li allontana dalla generazione precedente, tanto da poterne fare quasi un decalogo. E viene quasi semplice provare empatia per certa loro cruda ingenuità, che li ha bruciati velocemente. I '70 e gli '80 cavalcavano la forza insinuante di un pensiero debole che non era cosciente di se'. Quando il pensiero debole è diventato carne, le tradizioni si sono smarrite alle soglie del nichilismo e dell'autodistruzione.
E come in ogni guerra qualcuno cade. Per chi rimane c'è l'ingrato compito di compiangere gli amici morti e fare i conti con quei compromessi coi quali i Cobain, gli Staley e i Weiland non sono riusciti a venire a patti. In modi anche diversi se vogliamo. Questo ha intaccato la loro creatività che in questi artisti invece vibrava in loro e riverberava attraverso queste voci assolutamente allineate allo stato d'animo. Voci meravigliose e irripetibili.
E anche se abbiamo smarrito -in tutto o in parte- quella vocazione alla confusione auto-distruttiva, rimane qualcosa di assoluto e universale in certi testi e in certe canzoni. Qualcosa che forse capiremo più avanti. Una comprensione della sofferenza che comunque, oggi, ci avvicina a Weiland e ai suoi demoni e, almeno per quanto mi riguarda, mi fa essere un po' triste per lui e per noi.
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Messer Dino Compagni
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Re: scena grunge di Seattle

Post by Messer Dino Compagni » 05 Dec 2015 02:19

Per capirci: i Pearl Jam si sono dovuti crede i nuovi Bruce Springsteen e allacciarsi a una tradizione precedente per piacere anche a mio padre. Senza per forza invocare la morte per eroina anche a Vedder, sia chiaro.
I Red Hot hanno capito che per fare soldi basta fare canzonette pop disoneste. Cantrell ha dissacrato la memoria di un morto pur di "tutta la notte coca, mignotte e album demmerda". Pochi sanno che aveva già silurato Staley nel 2000 e aveva già la voce pronta a sostituirlo in quanto Layne gli aveva detto chiaramente che non avrebbe più cantato dal vivo. Gli Stone Temple Pilots cantavano con quello dei Linking Park. Cornell, poretto, è quello che ci crede più di tutti ma l'età è poco lusinghiera per tutti.
Si insomma. La figura migliore l'hanno fatta li mortacci loro.
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Re: scena grunge di Seattle

Post by AFX » 05 Dec 2015 13:36

Pare che Cornell abbia dedicato Higher Truth a Weiland ieri sera, ma va testimoniato.
Non una parola finora da Vedder da cui però - se è un signore come dice che sia - mi aspetto una dichiarazione almeno
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WCephei
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Re: scena grunge di Seattle

Post by WCephei » 05 Dec 2015 17:00

Messer Dino Compagni wrote: ....
ciò che mi demoralizza di queste conclusioni tragiche è che sono tutte più o meno preannunciate. Non solo dai testi, ma dall'evidenza dei predecessori. Che siano preannunciate e che non si possa far niente, mi priva di qualsiasi speranza che potessero e potranno essere evitate. Tutti sanno,tutti noi godiamo dei prodotti di quel malessere.

Perdo la voglia di ascoltare qualsiasi disco servito da trampolino di lancio nel vuoto....
Nevermind oggi è uno strumento che fa godere i nostri sensi ed è uno strumento usato per fare profitto.
Nevermind,e tanti altri,sono però anche testimonianze tragiche, preavvisi inascoltati.
----
Siamo difronte ad un percorso standardizzato. Una volta estintosi il catalizzatore creativo, lenitivo temporaneo, l'anelito all'autodistruzione prende il sopravvento.
L' "autoproduzione" dovrebbe essere uno strumento "educativo" a lungo termine, si rivela alla fine solo un mezzo per raggiungere consolazioni effimere.


I Grunge-rs (metteteci chi volete voi) erano quelli che riversavano all'esterno le proprie sofferenze in modo esplicito, l'arte che facevano serviva da altoparlante ma era priva di quel carattere auto-curativo alla base di ogni percorso costruttivo. Raro incrociare un testo grunge che rimandi ad una qualunque soluzione. Scendere a patti era inconcepibile per Cobain,Staley etc..
Sono i kamikaze della musica. Il "botto" è una cassa di risonanza, per il loro stato d'animo, ormai fossilizzatosi in un'ideale. E quando le tue emozioni diventano ideali stai facendo auto-erotismo.
"I miss the comfort in being sad"
Disinnescare la bomba definitivamente voleva dire rimettere in gioco tutto ciò che avevi scritto nei tuoi dischi. Giammai!
Mettere su carta quello che provi spesso serve a mitizzare,a rafforzare le errate convinzioni che hai dentro. Cantare migliaia di volte quelle cose,ripeterle all'infinito ad ogni esibizione, incontrare l'approvazione di un pubblico che ti compra i dischi innesca un circolo vizioso.
"to feed the demons"

Weiland è uno che sulla retta via ci è stato. Sono più di 20 anni gli anni che intercorrono tra i primi segnali fino al suo addio e immagino una miriade di "ripensamenti" e ricadute in un arco di tempo così ampio. Nel frattempo si fà una famiglia,si costruisce una vita normale.

---
Si può concludere che il Grunge non fosse nato come mezzo per esprimere un male generazionale,come molti dicono,ma sia servito solo come mezzo generazionale per esprimere un male individuale.
Last edited by WCephei on 05 Dec 2015 17:05, edited 2 times in total.

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Messer Dino Compagni
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Re: scena grunge di Seattle

Post by Messer Dino Compagni » 05 Dec 2015 21:52

Capisco quello che intendi Cephei. Ma trasferire onestamente certi sentimenti in musica (o in generale in arte) è possibile farlo con onestà senza provare determinate cose? Oppure dobbiamo sorbirci i Jon Bon Jovi? E' chiaro che è una dinamica tutta monodimensionale, egotica, nichilista e disfunzionale, ma non credo si tratti solo di uno stereotipo come dici tu. Perché basta allungare lo sguardo per accorgersi di quanto illusoria sia comunque anche tutto il resto di coloro che rimangono. Anzi, spesso non solo illusorio ma patetico. E questa poca empatia mi sorprende, sembra quasi negazionismo il tuo Cephei, come dire: non voglio nemmeno entrare nell'ordine di idee di persone così.

Nessuno di noi si è buttato dal ponte solo perché Cobain si è fucilato. Eppure io credo non sia così difficile capire un'anima fragile. O perdonarla, se questo è il tuo caso Cephei.
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Re: scena grunge di Seattle

Post by AFX » 05 Dec 2015 22:32

Resta che fino a fine anni 90 inizio 2000 dei protagonisti ti interessavi, immedesimavi, ci fantasticavi e volevi sapere tutto. Oggi siamo tutti apatici, e sono pochi quelli di cui andiamo a investigare per conoscere la storia.

Per esempio Kevin Parker dei Tame Impala negli anni 90 sarebbe stato sviscerato come un Reznor o un Vedder. Oggi è uno dei pochi su cui la gente prova a sapere di più, e le interviste approfondite non mancano. Lo stesso vale per pochissimi.

Oggi che muore Scott Weiland, ti sembra sia morto uno che conoscevi da vicino. Se domani muore che ne so, un personaggio indie fino al midollo come Devendra Banhart o per dire perfino gente celebrata come Matt Berninger o Justin Vernon... chi se li è veramente inculati al punto di pensare di conoscerli profondamente? Di Scott Weiland, come altri di quegli anni e quelli della generazione precedente, sia in America che in UK, si sapevano tutte le vicende, anche le cazzate. Anche le cose vere strambe, tipo che questo durante il tour di N°4 pagava una persona che gli stesse dietro 24h su 24 per non farlo drogare.

Sicuramente i DeLeo (originari di Napoli) adesso che Weiland non c'è più voglio vedere con che coraggio andranno in giro. Secondo me smettono proprio, camperanno di rendita. Avevano una causa in corso, l'avevano cacciato via e non si erano vergognati di continuare a suonare sotto il moniker STP con un altro cantante.

Come comportamento mi sono piaciuti di più gli ex Guns N Roses, per dire. Duff McKagan si è confermato la bella persona che tutti a Seattle, anche chi detesta in GnR, hanno sempre detto essere.
Anche Dave Navarro, facente parte della band a cui semmai gli Stone Temple Pilots hanno preso di più, è stato tra i più calorosi.
Pare confermato che Cornell gli abbia dedicato una canzone ieri sera in Australia.
Billy Corgan, Krist Novoselic e i Pavement li abbiamo postati. Altri che hanno scritto sono stati i Living Colour, i Filter, e il batterista dei Blink 182. E Tom Morello. E Courtney Love. E Perry Farrell. E Mark Lanegan
Di quelli che lo conoscevano meglio mancano i RIP di RHCP, Jerry Cantrell e Chino Moreno.
Last edited by AFX on 05 Dec 2015 22:55, edited 1 time in total.
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rick81
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Re: scena grunge di Seattle

Post by rick81 » 05 Dec 2015 23:53

D'accordo con AFX su tutto, bello notare come persone cresciute distanti in italia o nel mondo ma della stessa generazione, con gli stessi ascolti, abbiano pensieri e sensazioni comuni, mi sembra che le cose con le generazioni successive siano molto cambiate.

Io sono tutt'ora molto colpito da questa morte, non so neanche spiegarmelo bene, non lo seguivo neanche più, non conosco pezzi dei Wildabouts o ultime cose soliste...

E' come un vecchio amico che hai perso di vista perchè la vita ti separa dalle belle amicizie ogni tanto...però sai che ci si sono e quando capisci che non sarà più possibile incontrarle, beh ti accorgi di quanto valore hanno avuto per te. Scusate l'eccesso di sentimentalismo

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rick81
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Re: scena grunge di Seattle

Post by rick81 » 05 Dec 2015 23:56



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