Politica Internazionale
Re: Politica Internazionale
ringraziamo ancora una volta gli americani che mettono in riga i tedeschi
http://www.huffingtonpost.it/2015/09/22 ... _ref=italy
ora vediamo come ne escono
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ora vediamo come ne escono
Last edited by AFX on 23 Sep 2015 05:04, edited 1 time in total.
Re: Politica Internazionale
In prospettiva, la Mercedes-Benz e la BMW si stanno già leccando i baffi.....
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almeno fino a quando non tanano pure loro,visto che ci marciano un pò tutti su quella che sembra un falla nel sistema di controllo più che nelle norme
(niente da fà....""il ladro è sempre un passo avanti rispetto al poliziotto"")
comunque pare che le maggiori ricadute sotto l'aspetto ambientale le subiremo noi in europa, dove le macchine diesel sono il 50%, piuttosto che negli USA.
la multona se la meritano, e gli americani ci vanno giù duro tra multe e/o class-actions,vedasi caso Toyota di qualche anno fa.
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almeno fino a quando non tanano pure loro,visto che ci marciano un pò tutti su quella che sembra un falla nel sistema di controllo più che nelle norme
(niente da fà....""il ladro è sempre un passo avanti rispetto al poliziotto"")
comunque pare che le maggiori ricadute sotto l'aspetto ambientale le subiremo noi in europa, dove le macchine diesel sono il 50%, piuttosto che negli USA.
la multona se la meritano, e gli americani ci vanno giù duro tra multe e/o class-actions,vedasi caso Toyota di qualche anno fa.
- Messer Dino Compagni
- Posts: 2809
- Joined: 08 Sep 2014 13:52
Re: Politica Internazionale
Ruin has come not in fire nor in ashen rain
Only in turgid silence, hangin', flayed.
Try to lull us in before the havoc begins into a dubious state of serenity
Acting all surprised when you're caught in the lie
It's not unlike you
Only in turgid silence, hangin', flayed.
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Re: Politica Internazionale
non so come interpretare l'assenza di post in questa sezione riguardo i fatti di Parigi.
forse qui dentro abbiamo avuto un po' di buon senso, restando zitti.
forse qui dentro abbiamo avuto un po' di buon senso, restando zitti.
"Stanco dell'infinitamente piccolo e dell'infinitamente grande,lo scienziato si dedicò all'infinitamente medio."
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Re: Politica Internazionale
Penso anche io... appena ho visto la sezione illuminata infatti mi son detto "ecco ci siamo..." invece era solo Messer per fortuna
Re: Politica Internazionale
In generale, parlando di persone pensanti, vedo che nessuno si è sentito in grado di prendere posizioni: lo sport della settimana più che altro è stato cercare di far capire agli idioti che il fruttivendolo egiziano sotto casa non è un terrorista.
Le posizioni, anzi, non esistono: loro fanno paura perchè sono riusciti a fare 5-6 stragi in contemporanea in una capitale europea. Ci hanno fatto capire che colpiscono dove e quando vogliono. Dalla nostra parte, NOI non c'entriamo nulla ma sappiamo che i nostri governi fanno "affari" in quei luoghi, che spesso vuol dire conquista delle risorse a furia di omicidi. Chi direttamente, chi finanziando gli altri. In realtà però non sappiamo nulla, tiriamo a indovinare, probabilmente viviamo comodi proprio grazie a tutti quei crimini, probabilmente paghiamo poco il carburante per questo motivo e possiamo fare tante cose fighe che senza qualche milione (?) di africani morti non sarebbe stato possibile.
Forse. Perchè in quel caso scusa eh, ma gli attentati vai a farli là che ti riprendi anche i giacimenti, che siano di petrolio, oro, diamanti o qualsiasi altra cosa che vi state combattendo. Boh.
Quello che possiamo fare tra di noi è collaborare, buttare idee e andare un po' per logica, sentire cosa ne pensa chi ha speso tempo per cercare di fare il punto della situazione e giungere a ipotesi.
Oltre questo, speriamo solo che non succeda qui, e confrontiamoci anche su questo. Tutti dicono occhio a Roma ma per me, ripeto per me, è molto improbabile: USA, Inghilterra e Francia sono piuttosto attivi in quelle zone, noi no, non in quel senso. Colpire Roma vorrebbe dire molte cose, soprattutto sarebbe una definitiva richiesta di guerra. Lì finirebbe male, avrebbero il mondo addosso e allora o sono talmente organizzati e micidiali da poter uccidere anche i vertici politici delle nazioni (sarebbe il caos vero) o fra qualche anno in medioriente (che è GIGANTESCO, guardiamo una cartina) ci ambientano Fallout 5.
Non scanniamoci, però, perchè siamo ridicoli. Aiutiamoci.
Le posizioni, anzi, non esistono: loro fanno paura perchè sono riusciti a fare 5-6 stragi in contemporanea in una capitale europea. Ci hanno fatto capire che colpiscono dove e quando vogliono. Dalla nostra parte, NOI non c'entriamo nulla ma sappiamo che i nostri governi fanno "affari" in quei luoghi, che spesso vuol dire conquista delle risorse a furia di omicidi. Chi direttamente, chi finanziando gli altri. In realtà però non sappiamo nulla, tiriamo a indovinare, probabilmente viviamo comodi proprio grazie a tutti quei crimini, probabilmente paghiamo poco il carburante per questo motivo e possiamo fare tante cose fighe che senza qualche milione (?) di africani morti non sarebbe stato possibile.
Forse. Perchè in quel caso scusa eh, ma gli attentati vai a farli là che ti riprendi anche i giacimenti, che siano di petrolio, oro, diamanti o qualsiasi altra cosa che vi state combattendo. Boh.
Quello che possiamo fare tra di noi è collaborare, buttare idee e andare un po' per logica, sentire cosa ne pensa chi ha speso tempo per cercare di fare il punto della situazione e giungere a ipotesi.
Oltre questo, speriamo solo che non succeda qui, e confrontiamoci anche su questo. Tutti dicono occhio a Roma ma per me, ripeto per me, è molto improbabile: USA, Inghilterra e Francia sono piuttosto attivi in quelle zone, noi no, non in quel senso. Colpire Roma vorrebbe dire molte cose, soprattutto sarebbe una definitiva richiesta di guerra. Lì finirebbe male, avrebbero il mondo addosso e allora o sono talmente organizzati e micidiali da poter uccidere anche i vertici politici delle nazioni (sarebbe il caos vero) o fra qualche anno in medioriente (che è GIGANTESCO, guardiamo una cartina) ci ambientano Fallout 5.
Non scanniamoci, però, perchè siamo ridicoli. Aiutiamoci.
Re: Politica Internazionale
questi facevano i beduini fino agli anni 70 mannaggialamaella..
- Messer Dino Compagni
- Posts: 2809
- Joined: 08 Sep 2014 13:52
Re: Politica Internazionale
Entrare nella questione emotiva della faccenda mi sembra alquanto inutile.
La guerra al terrorismo post 9\11 ha destabilizzato ogni equilibrio nel nord Africa. Prima l'esportazione di democrazia in Iraq, poi la primavera araba hanno polverizzato i delicati equilibri. Quasi tutti gli stati africani che guardano il mediterraneo sprofondano nel cuore del deserto. I primi effetti della primavera araba si sentono proprio in questa periferia, zona una volta presidiata da tuareg, musulmani e più o meno legati al sovrano\stato centrale. Nel 2012 un gruppo di tuareg di fede musulmana dichiara una parte del territorio del Mali, stato autonomo col nome di Azawad. Questo stato non riconosciuto pare abbia ospitato più di qualche cellula di Al Qaeda che si defilava man mano che il conflitto divampava in Iraq ed Afghanistan. E' una prima forma embrionale di Stato Islamico subsahariano permesso dalla debolezza degli stati centrali e dal passaggio di molte tribù tuareg sotto il controllo del fondamentalismo militante. L'emergenza Boko Haram in Nigeria; i massacri nel Darfur e del Sud Sudan (da leggersi come altro tentativo di Stato Islamico); i problemi politico-economici di Mali e Togo (saccheggiati dalla Francia attraverso l'alleanza algerina); l'instabilità egiziana; il fallimento della democrazia in Iraq con il contagio dell'instabile Siria stringono la cintola d'Europa dal basso (oserei dire che l'eco della guerra si sente sin in Russia). I flussi migratori in opera già da un paio di lustri sono solo la conseguenza più evidente dello stato di disagio politico, istituzionale o di semplice sopravvivenza di tutta l'Africa centro-nord. Il fattore religioso, quando accompagnato da un Vangelo di sangue, diventa determinante per spostare equilibri e potere. Poco importa se la Francia sia più compromessa o meno, quanto che questa situazione è frutto di non conciliabili posizioni etiche. Il problema più evidente è che una guerra portata su un altro stato, ad esempio la Siria dove Is pare essere più concentrata, potrebbe portare alle nefaste conseguenze di un Iraq 2 o chissà cos'altro o solo alla ridefinizione degli obiettivi di Isis, che non ha un unico fronte aperto in Siria. la tattica destabilizzante questa volta ha fatto un botto tremendo, facendo rimbombare le porte d'Europa, ma è una specie di 9\11 vissuto sul nostro suolo.
Ho imparato a trattare il terrorismo e le proprie vittime come accidenti naturali, quali un alluvione, un terremoto, un guasto a un aereo. E' solo questione di casualità. E se anche uno mi viene a dire che però nel caso del terrorismo è un deliberato atto criminale e insensato, rispondo che è vero. Ma è anche insensata una alluvione o un terremoto. se qualcuno mi dice che era evitabile, rispondo che alla base di una religione che ti chiede di farti esplodere per la guerra santa, non c'è il concetto di evitabilità e che le prove storiche dicono che i mondi opposti prima o poi entrano in collisione. Quello che forse dovrebbe più sconcertarci è che noi manco sappiamo come sia fatto un fucile mentre questi sparano davvero.
La guerra al terrorismo post 9\11 ha destabilizzato ogni equilibrio nel nord Africa. Prima l'esportazione di democrazia in Iraq, poi la primavera araba hanno polverizzato i delicati equilibri. Quasi tutti gli stati africani che guardano il mediterraneo sprofondano nel cuore del deserto. I primi effetti della primavera araba si sentono proprio in questa periferia, zona una volta presidiata da tuareg, musulmani e più o meno legati al sovrano\stato centrale. Nel 2012 un gruppo di tuareg di fede musulmana dichiara una parte del territorio del Mali, stato autonomo col nome di Azawad. Questo stato non riconosciuto pare abbia ospitato più di qualche cellula di Al Qaeda che si defilava man mano che il conflitto divampava in Iraq ed Afghanistan. E' una prima forma embrionale di Stato Islamico subsahariano permesso dalla debolezza degli stati centrali e dal passaggio di molte tribù tuareg sotto il controllo del fondamentalismo militante. L'emergenza Boko Haram in Nigeria; i massacri nel Darfur e del Sud Sudan (da leggersi come altro tentativo di Stato Islamico); i problemi politico-economici di Mali e Togo (saccheggiati dalla Francia attraverso l'alleanza algerina); l'instabilità egiziana; il fallimento della democrazia in Iraq con il contagio dell'instabile Siria stringono la cintola d'Europa dal basso (oserei dire che l'eco della guerra si sente sin in Russia). I flussi migratori in opera già da un paio di lustri sono solo la conseguenza più evidente dello stato di disagio politico, istituzionale o di semplice sopravvivenza di tutta l'Africa centro-nord. Il fattore religioso, quando accompagnato da un Vangelo di sangue, diventa determinante per spostare equilibri e potere. Poco importa se la Francia sia più compromessa o meno, quanto che questa situazione è frutto di non conciliabili posizioni etiche. Il problema più evidente è che una guerra portata su un altro stato, ad esempio la Siria dove Is pare essere più concentrata, potrebbe portare alle nefaste conseguenze di un Iraq 2 o chissà cos'altro o solo alla ridefinizione degli obiettivi di Isis, che non ha un unico fronte aperto in Siria. la tattica destabilizzante questa volta ha fatto un botto tremendo, facendo rimbombare le porte d'Europa, ma è una specie di 9\11 vissuto sul nostro suolo.
Ho imparato a trattare il terrorismo e le proprie vittime come accidenti naturali, quali un alluvione, un terremoto, un guasto a un aereo. E' solo questione di casualità. E se anche uno mi viene a dire che però nel caso del terrorismo è un deliberato atto criminale e insensato, rispondo che è vero. Ma è anche insensata una alluvione o un terremoto. se qualcuno mi dice che era evitabile, rispondo che alla base di una religione che ti chiede di farti esplodere per la guerra santa, non c'è il concetto di evitabilità e che le prove storiche dicono che i mondi opposti prima o poi entrano in collisione. Quello che forse dovrebbe più sconcertarci è che noi manco sappiamo come sia fatto un fucile mentre questi sparano davvero.
Ruin has come not in fire nor in ashen rain
Only in turgid silence, hangin', flayed.
Try to lull us in before the havoc begins into a dubious state of serenity
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Only in turgid silence, hangin', flayed.
Try to lull us in before the havoc begins into a dubious state of serenity
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Re: Politica Internazionale
Beh a parte tutto, io sono proprio contento di abitare in un posto dove non ci sia bisogno di sapere come sia fatto un fucile sinceramente...
Re: Politica Internazionale
rimpiango le crociate dove almeno l'offensiva islamica si inseriva in un quadro di diffusione della religione.
Uno scontro faccia a faccia,old school che mirava unicamente a far prevalere dei valori su degli altri,prima di tutto. Si veniva alle mani,e il perdente si ritirava per mezzo secolo. Pure il grande Saladino si vergognerebbe di questa nuova faccia codarda dell'islamismo militante.
Quelli almeno dovevano faticare per arrivare "alle porte di Vienna",ora invece te li ritrovi in un McDonald di Leopoldstadt.
E' chiaro che la falla si trovi nel sistema di filtro in entrata,e non mi soprende neanche che a questo stato di cose abbia contribuito anche l'indulgenza e la negligenza delle ultime politiche di immigrazione o,ancora più grave, l'incapacità di prevedere l'esito di un processo di integrazione che il buon senso dichiarava utopistico in partenza.
Inconciliabili.
------------
Gli atti terroristici ricordano tanto le offensive puntiformi dei Viet Cong contro gli americani. Un'ammissione di inferiorità verso l'arsenale ad alto rilascio energetico dell'occidente.
"non possiamo batterli 1vs1,allora ci diamo al gioco sporco " Lo stesso dicasi della guerriglia con cui ogni giorno i nostri soldati devono fare i conti nei fronti mediorientali.
Mentre sono chiare le intenzioni degli eserciti veri e propri dell'Isis,ovvero prendere il potere, mi sfugge l'utilità di questi che si fanno esplodere prendendo di mira i civili,come se tra l'altro debba essercene per forza una nell'estremo atto irrazionale. Pure se non si fanno esplodere sono consapevoli di andare incontro alla morte per mano nemica che equivale appunto al suicidio.
La frequenza con cui avvengono questi atti è pure bassina,infima (per quotare Messere "una caduta d'aereo") il che ne sottrae ogni valenza
Non ho neanche capito se questi terroristi/kamikaze agiscono in totale autonomia,con al massimo il benestare via skype dei vertici Isis, o fanno parte di una qualche macro-strategia.
Praticamente degli "evangelisti [del terrore] senza vangelo".
Ciò non toglie che possano anche solo configurarsi come tentativi di destabilizzazione ..aka.. creo caos/panico/psicosi/ptsd
Uno scontro faccia a faccia,old school che mirava unicamente a far prevalere dei valori su degli altri,prima di tutto. Si veniva alle mani,e il perdente si ritirava per mezzo secolo. Pure il grande Saladino si vergognerebbe di questa nuova faccia codarda dell'islamismo militante.
Quelli almeno dovevano faticare per arrivare "alle porte di Vienna",ora invece te li ritrovi in un McDonald di Leopoldstadt.
E' chiaro che la falla si trovi nel sistema di filtro in entrata,e non mi soprende neanche che a questo stato di cose abbia contribuito anche l'indulgenza e la negligenza delle ultime politiche di immigrazione o,ancora più grave, l'incapacità di prevedere l'esito di un processo di integrazione che il buon senso dichiarava utopistico in partenza.
Inconciliabili.
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Gli atti terroristici ricordano tanto le offensive puntiformi dei Viet Cong contro gli americani. Un'ammissione di inferiorità verso l'arsenale ad alto rilascio energetico dell'occidente.
"non possiamo batterli 1vs1,allora ci diamo al gioco sporco " Lo stesso dicasi della guerriglia con cui ogni giorno i nostri soldati devono fare i conti nei fronti mediorientali.
Mentre sono chiare le intenzioni degli eserciti veri e propri dell'Isis,ovvero prendere il potere, mi sfugge l'utilità di questi che si fanno esplodere prendendo di mira i civili,come se tra l'altro debba essercene per forza una nell'estremo atto irrazionale. Pure se non si fanno esplodere sono consapevoli di andare incontro alla morte per mano nemica che equivale appunto al suicidio.
La frequenza con cui avvengono questi atti è pure bassina,infima (per quotare Messere "una caduta d'aereo") il che ne sottrae ogni valenza
Non ho neanche capito se questi terroristi/kamikaze agiscono in totale autonomia,con al massimo il benestare via skype dei vertici Isis, o fanno parte di una qualche macro-strategia.
Praticamente degli "evangelisti [del terrore] senza vangelo".
Ciò non toglie che possano anche solo configurarsi come tentativi di destabilizzazione ..aka.. creo caos/panico/psicosi/ptsd
Last edited by WCephei on 20 Nov 2015 05:16, edited 5 times in total.
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