Alléluia di Fabrice du Welz.
Dopo Calvaire e Vinyan ritorna il regista belga. Calvaire racconta la storia di un cantante scadente che si esibisce nelle bettole e nelle case di riposo racimolando qualche euro. Perso nella bruma e con il furgone rotto, Marc Stevens viene soccorso da loschi figuri, uno dei quali vede nel cantante la reincarnazione della moglie Gloria. Tra zoofilia, omosessualità e una scena di crocefissione grottesca, questa è la formidabile opera prima di Du Welz. Sembra uno slasher\survival alla Wrong Turn o le colline hanno gli occhi ma è tutt'altro.
https://www.youtube.com/watch?v=qzjLGVyXwMA
Vinyan é la storia di un padre e una madre che perdono il loro figlio nello Tsunami di Sumatra. E di come la loro ricerca diventi metafora per una visione differente tra uomo e donna, solo sussurrata. Un film inquietante e con delle ambientazioni maestose e un immaginario fuori dal comune. Girato in completo stato di grazia sa un po' di Apocalypse Now e un po' de Il Signore delle Mosche. Finale da brividi.
https://www.youtube.com/watch?v=TaLclD6Sgg4
Alleluia invece è la storia di una serial killer che si innamora di un seduttore seriale. Ma forse è più di così. Completamente diverso come stile rispetto agli due. Tragico e ridanciano, costruito sui primi piani e le interpretazioni si intona perfettamente al trend degli ultimi 10 anni di horror autoriale.