Ma che c'entrano i Tool con gli Animal Collective?toolipano wrote:ma è chiaro che stiamo parlando di canzoni... non c'è nemmeno bisogno di specificarlo. Ed è altrettanto chiaro che gli Animal Collective hanno una discografia enorme con tantissimi pezzi magnifici.ninarena wrote:Sì infatti la storia dei testi è una bella minchiata
Però negare che abbiano una poetica molto originale e dire che le parole delle loro canzoni siano trascurabili mi pare una falsità.
Se poi a uno i testi delle canzoni non interessano ok... si possono apprezzare comunque Panda, Avey e soci. Però è come se ai Tool togli i testi di Maynard. Restano la band di rock alternativo più grande degli ultimi 20 anni? Chiaro che si, però ci si perde qualcosa di bello
Queste due band utilizzano la parola in modo totalmente diverso se non addirittura opposto. Nei Tool la parola è strettamente legata al significato, questo vuol dire che il senso della parola svolge un ruolo di primaria importanza. Negli Animal Collective è tutto il contrario: già il solo cercare di dare un senso stravolge totalmente il loro modo di concepire la musica. Gli AC scelgono la parola in funzione esclusiva della musicalità; come si diceva prima la voce viene utilizzata nella costruzione dell'armonia. Quasi tutta la prima produzione della band contiene poche linee di testo per ogni traccia (basta pensare a Here Comes the Indian e Sung Tongs) il resto sono cori, urla e figure del suono. Un altro discorso va fatto per Merriweather Post Pavilion: è vero che qui i testi sono molto belli ma è anche vero che non sono altro che l'esplicitazione di ciò che si sta già realizzando in forma musicale, non sono assolutamente la chiave di accesso. Semmai sono qualcosa in più, come una didascalia a qualcosa che si dovrebbe comprendere a prescindere da questi



