Disco del giorno
Re: Disco del giorno
Volenti o nolenti la canzone dell'anno sarà probabilmente questa:
Semplice nella melodia: poche note e poi fermi ad aspettare il prossimo giro di accordi, però a conti fatti risulta molto bella, nulla da dire. Magari riprovo con l'album.
Semplice nella melodia: poche note e poi fermi ad aspettare il prossimo giro di accordi, però a conti fatti risulta molto bella, nulla da dire. Magari riprovo con l'album.
Last edited by simoirs on 17 Sep 2014 16:22, edited 1 time in total.
Re: Disco del giorno
Va be' ma lui sta male, sarà sotto psicofarmaci
Re: Disco del giorno
Mi sono scompisciato a vedere questo video
Re: Disco del giorno
E' un'esibizione bellissima, a quanto pare gli ha dato tanta attenzione (forse troppa, rispetto al valore della band) perchè sono finiti ovunque.
Re: Disco del giorno
Stre-pi-to-so album, questo non me lo scordo.
Re: Disco del giorno
devo ancora ascoltarmi per bene il nuovo, per prepararmi nel weekend ho tirato fuori i due viniloni da 180gr e via a massacrarmi un pò orecchie e testa:
Last edited by madsun on 30 Sep 2014 10:36, edited 1 time in total.
Re: Disco del giorno
Plowing Into the Field of Love mi ha ributtato nell'alt-country:
16 Horsepower - Hoarse (dal vivo hanno forse qualcosa in più)
Uncle Tupelo - No Depression
The Jayhawks - Tomorrow the Green Grass
Townes Van Zandt - Antologia (assolutamente tradizionale, lui, ma lo adoro)
16 Horsepower - Hoarse (dal vivo hanno forse qualcosa in più)
Uncle Tupelo - No Depression
The Jayhawks - Tomorrow the Green Grass
Townes Van Zandt - Antologia (assolutamente tradizionale, lui, ma lo adoro)
Re: Disco del giorno
una delizia che meritava di entrare in qualche suo album. Non ce l'ha mai fatta e infatti me la sono ritrovata solo in un best of. Scritta nel '66,mai rilasciata mi pare..(ascoltabile comunque nei bootleg di quegli anni)
a mio parere forse la canzone più esoterica,oscura,malata di tutta la sua carriera. A primo impatto può lasciare perplessi,vedere una ragazza tanto carina scavare così a fondo in se stessa è affascinante e allo stesso tempo raccapricciante. Può ingannare lo spirito hippy degli esordi ma lei era una tipa abbastanza misteriosa e "ferita"
Notare la faccia dei countrymen che aveva intorno, estasiati, sconvolti
studio version
vabbè sono di parte,ma...
giusto che mi trovo e (ormai non mi viene più sonno) faccio pure la pagella dei suoi dischi. Li amo tutti fino a Hejira
Tradizionalmente,per comodità più che altro, tendo a dividere la discografia di joni in 3 fasi
-gli 8 album dal 1968-76. Il periodo d'oro. Qui joni diventa joni,il meglio lo dà in questi anni. La matrice è quella folk ma l'approccio è esotico,accordatura originalissima,linee vocali e testi criptici,maestria chitarristica (che molti "maschi noti" contemporanei si sognavano).
In generale lei è andata sempre su un binario diverso da quello di dylan,baez,i politicamente impegnati ecc...
Preferiva raccontare se stessa,scene quotidiane,esperienze umane piuttosto che scendere nelle piazze a raccontare il paese,la guerra e il resto. Forse proprio per questo la apprezzo più degli altri suoi contemporanei. Era su un pianeta tutto suo diciamo...(Se proprio le dovessi trovare un partner musicale/poetico ideale direi Nick Drake, anzichè N.Young e Taylor)
Ma anche i primi 8 sono abbastanza disomogenei. Man mano che si entra nei 70s aumentano le influenze blues,country,jazz,oltre alla presenza sempre più marcata di altri strumenti. L'onnipresente Piano fino al famigerato Appalachian Dulcimer in "California", l'ingresso di percussioni leggere e l'aumento di complessità nel songwriting. L'impianto melodico però non subisce alcuna minaccia. La spontaneità pervade ogni singolo brano.
Song to a Seagull -98/100
Clouds - 97/100
Ladies of the Canyon - 96/100
Blue - 100/100
For the Roses - 93/100
Court and Spark - 85/100
Hissing of Summer Lawns - 75/100
Hejira - 95/100
insomma quasi tutti capolavori IMHO!
-i due jazz,buoni, da apprezzare il fatto che si sia rimessa in gioco.
(1977) Don Juan's Reckless Daughter - 70
(1979): Mingus - 70 (mitica collaborazione con Mingus,Pastorius,Hancock....)
-l'ultima parte di carriera dagli anni 80 in poi l'ascolto veramente poco,non so se vale la pena (ricordo poco di quei pochi ascolti), sebbene la signora,è doveroso dirlo, abbia mantenuto sempre una certa coerenza artistica..chapeau
lol tra correzioni e piccole aggiunte sono arrivato a 15 edit!! Volevo solo chiudere ma al contempo ampliare il discorso sullo stile. Per chi volesse leggerla,qui ho trovato un bella analisi sulla tecnica e stile,certo non va nei dettagli ma è chiara.
Tralasciando ciò che dice l'articolo:
Non so se può essere considerata una rivoluzionaria della chitarra,ma una cosa è certa: nella sua carriera avrà usato decine di accordature diverse,alcune di esse addirittura inedite. L'effetto è tangibile nei sui brani. E' l'intreccio tra linee vocali e giri armonici che la rende una virtuosa nel senso positivo del termine. Non sai mai cosa aspettarti,i colori che riesce a dare ad ogni verso, gli accenti particolarissimi,cambi di ritmo originali,varietà melodica,soluzioni atipiche, hanno contribuito almeno nel caso mio ad accrescere l'interesse e la venerazione verso questo artista. Troppo riduttivo definirla "folk". Al massimo le affibbierei l'aggettivo "psichedelica" ma non stilisticamente parlando, piuttosto nell'effetto che provoca sull'ascoltatore. Un totale senso di smarrimento e curiosità. La sua musica non dà punti di riferimento,non sai dove sta andando. Quasi un'incapacità innata di essere ripetitiva e scontata, ovvero (passatemi il giro di parole) l'abilità di trovare sempre degli sbocchi sonori gradevoli e atipici ad ogni sua idea melodica
L'articolo lo devo ancora leggere tutto ma suppongo aggiunga ancora altra carne al fuoco
http://www.jonimitchell.com/library/view.cfm?id=38

a mio parere forse la canzone più esoterica,oscura,malata di tutta la sua carriera. A primo impatto può lasciare perplessi,vedere una ragazza tanto carina scavare così a fondo in se stessa è affascinante e allo stesso tempo raccapricciante. Può ingannare lo spirito hippy degli esordi ma lei era una tipa abbastanza misteriosa e "ferita"
Notare la faccia dei countrymen che aveva intorno, estasiati, sconvolti
studio version
vabbè sono di parte,ma...
giusto che mi trovo e (ormai non mi viene più sonno) faccio pure la pagella dei suoi dischi. Li amo tutti fino a Hejira
Tradizionalmente,per comodità più che altro, tendo a dividere la discografia di joni in 3 fasi
-gli 8 album dal 1968-76. Il periodo d'oro. Qui joni diventa joni,il meglio lo dà in questi anni. La matrice è quella folk ma l'approccio è esotico,accordatura originalissima,linee vocali e testi criptici,maestria chitarristica (che molti "maschi noti" contemporanei si sognavano).
In generale lei è andata sempre su un binario diverso da quello di dylan,baez,i politicamente impegnati ecc...
Preferiva raccontare se stessa,scene quotidiane,esperienze umane piuttosto che scendere nelle piazze a raccontare il paese,la guerra e il resto. Forse proprio per questo la apprezzo più degli altri suoi contemporanei. Era su un pianeta tutto suo diciamo...(Se proprio le dovessi trovare un partner musicale/poetico ideale direi Nick Drake, anzichè N.Young e Taylor)
Ma anche i primi 8 sono abbastanza disomogenei. Man mano che si entra nei 70s aumentano le influenze blues,country,jazz,oltre alla presenza sempre più marcata di altri strumenti. L'onnipresente Piano fino al famigerato Appalachian Dulcimer in "California", l'ingresso di percussioni leggere e l'aumento di complessità nel songwriting. L'impianto melodico però non subisce alcuna minaccia. La spontaneità pervade ogni singolo brano.
Song to a Seagull -98/100
Clouds - 97/100
Ladies of the Canyon - 96/100
Blue - 100/100
For the Roses - 93/100
Court and Spark - 85/100
Hissing of Summer Lawns - 75/100
Hejira - 95/100
insomma quasi tutti capolavori IMHO!
-i due jazz,buoni, da apprezzare il fatto che si sia rimessa in gioco.
(1977) Don Juan's Reckless Daughter - 70
(1979): Mingus - 70 (mitica collaborazione con Mingus,Pastorius,Hancock....)
-l'ultima parte di carriera dagli anni 80 in poi l'ascolto veramente poco,non so se vale la pena (ricordo poco di quei pochi ascolti), sebbene la signora,è doveroso dirlo, abbia mantenuto sempre una certa coerenza artistica..chapeau
lol tra correzioni e piccole aggiunte sono arrivato a 15 edit!! Volevo solo chiudere ma al contempo ampliare il discorso sullo stile. Per chi volesse leggerla,qui ho trovato un bella analisi sulla tecnica e stile,certo non va nei dettagli ma è chiara.
Tralasciando ciò che dice l'articolo:
Non so se può essere considerata una rivoluzionaria della chitarra,ma una cosa è certa: nella sua carriera avrà usato decine di accordature diverse,alcune di esse addirittura inedite. L'effetto è tangibile nei sui brani. E' l'intreccio tra linee vocali e giri armonici che la rende una virtuosa nel senso positivo del termine. Non sai mai cosa aspettarti,i colori che riesce a dare ad ogni verso, gli accenti particolarissimi,cambi di ritmo originali,varietà melodica,soluzioni atipiche, hanno contribuito almeno nel caso mio ad accrescere l'interesse e la venerazione verso questo artista. Troppo riduttivo definirla "folk". Al massimo le affibbierei l'aggettivo "psichedelica" ma non stilisticamente parlando, piuttosto nell'effetto che provoca sull'ascoltatore. Un totale senso di smarrimento e curiosità. La sua musica non dà punti di riferimento,non sai dove sta andando. Quasi un'incapacità innata di essere ripetitiva e scontata, ovvero (passatemi il giro di parole) l'abilità di trovare sempre degli sbocchi sonori gradevoli e atipici ad ogni sua idea melodica
L'articolo lo devo ancora leggere tutto ma suppongo aggiunga ancora altra carne al fuoco
http://www.jonimitchell.com/library/view.cfm?id=38

Last edited by WCephei on 16 Oct 2014 09:03, edited 15 times in total.
Re: Disco del giorno
Terzo giro di fila di:

Non escludo il quarto.
Non escludo il quarto.
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