Io uso OpenOffice da tempo, su Mac - visto che il pacchetto Office per Mac costa tipo 200£). Sebbene la versione per Mac mi sembri un po' indietro rispetto a quella per Ubuntu (ad esempio non posso salvare files nel nuovo formato .docx), mi ci trovo da dio. E' vero, alcuni comandi sono diversi e mi sono dovuta sbattere un po' all'inizio per imparare dove stanno le cose, abituata com'ero ad office normale, ma ora non tornerei indietro; anche creare una presentazione mi risulta moooolto più facile con OpenOffice di quanto non lo fosse con Power Point.Decades wrote:Questo era prevedibile![]()
Piuttosto, uno dei motivi per cui non posso usare Ubuntu a tempo pieno è OpenOffice. Lo supporto da tanto ma non lo sopporto più, e non garantisce ancora piena compatibilità con i documenti. Non posso rischiare di scrivere relazioni o altro con quello, se poi devo passare il documento ad altri. Secondariamente i messenger, tutti giocattolini. Poi i lettori multimediali che funzioneranno sì, ma i difetti li hanno sempre.
Per quanto riguarda la compatibilità, per powerpoint non ho mai avuto problemi, e neanche per Excel. E' vero che alcuni documenti .doc se letti con il nuovo office di Vista magari cambiano leggermente layout (il che mi è successo anche con documenti .doc creati con Office), o simili...ma io la soluzione l'ho trovata: con poco più di un click salvo il documento in pdf, così sono certa che quando lo apro su windows è uguale identico a come l'ho salvato.
Insomma, per me OpenOffice è la scelta vincente, senza contare che è gratis, personalizzabile e racchiude in un solo programma TUTTI quelli di Office. Non so cosa chiedere di più.
PS: per la cronaca, volevo sottolineare che io sono disposta a qualche sacrificio e sbattimento in più pur di NON usare Windows. E il motivo è semplicissimo, basta leggere qua:
Microsoft, Storia di un Monopolio di Carlo Gubitosa
Leggete il resto qui: http://www.tmcrew.org/csa/l38/multi/mic ... bitosa.htm fa venire voglia di gettare tutti i computer Windows dalla finestra!Stati Uniti, 1975. L'informatica inizia a uscire dai centri universitari. Il numero di gennaio di "Popular Electronics" viene spedito al suo mezzo milione di hobbisti-abbonati. E' nato ALTAIR 8800, il primo personal computer americano, la macchina attorno alla quale nasce la seconda generazione degli hacker: gli hacker dell'hardware, che penetrano all'interno dei segreti di Altair con la stessa passione con cui i loro predecessori al MIT avevano svelato i misteri dei mainframes. Curiosamente, quello di Altair e' il primo caso di "vaporware": la fotografia riprodotta su Popular Electronics e' quella di un apparecchio realizzato ad hoc, assolutamente non funzionante, e passa molto tempo prima che le migliaia di pezzi ordinati vengano consegnati.
Alcuni hacker tra i piu' tenaci, per venire in possesso del loro Altair, si accampano davanti alla sede della Model Instrumentation Telemetry Systems (MITS), la societa' che produce Altair sotto la guida di Ed Roberts. Altair e' venduto in kit di montaggio, il cui risultato finale e' una scatola metallica con pannello frontale composto da una fila di interruttori, che costituiscono l'unico dispositivo di input, e da due file di piccole lucine rosse come dispositivo di output. E' basato sul processore INTEL 8080, costa 397 dollari e ha 256 bytes di memoria. Le istruzioni non possono essere memorizzate all'interno dell'Altair, ma devono essere inserite a mano ogni volta che il dispositivo viene acceso. Da qui le tipiche piaghe e veschiche sulle dita che caratterizzano gli hacker di quest'epoca.
L'HOMEBREW COMPUTER CLUB
Il 5 marzo a Menlo Park nella silicon valley californiana, ha luogo nel garage di Gordon French il primo incontro dell'HOMEBREW COMPUTER CLUB, il club degli hacker dell'hardware di cui fanno parte, tra gli altri, Bill Gates, Stephen Wozniack, Lee Felsenstein e molti altri. Le riunioni dell'Homebrew divengono un appuntamento fisso per scambiare pezzi di hardware, idee, programmi, informazioni e progetti. L'Altair 8800 e' ovviamente al centro dell'attenzione.
Dopo aver letto l'annuncio su "Popular Electronics", Bill Gates e Paul Allen, che avevano studiato insieme ad Harvard, telefonano immediatamente a Ed Roberts per proporgli di acquistare il loro interprete BASIC per l'Altair, scritto assieme a Marty Davidoff. E' la prima vendita di software della Micro-Soft (a quei tempi c'era ancora il trattino nel nome). In seguito a questa vendita i due si trasferiscono ad Albuquerque, sede della Mits, per scrivere un programma in grado di connettere l'Altair con una unita' a disco. A causa del prezzo ritenuto eccessivo, gli hobbisti dell'Homebrew Computer Club iniziano a fare delle copie su nastro del Basic
per l'Altair da distribuire gratuitamente.
Nel '77 Ed Roberts viene costretto da difficolta' economiche a vendere la MITS ad un'altra ditta, la PERTEC. Si scatena una battaglia giudiziaria in merito di diritti di proprieta' intellettuale del Basic dell'Altair, di cui la PERTEC rivendicava i diritti in seguito all'acquisizione della Mits. Gates ed Allen sostengono invece che il Basic era stato dato solamente in concessione. La questione e' portata davanti a un tribunale che da' ragione alla Microsoft.
IL SODALIZIO CON IBM E IL FURTO DEL Q-DOS
La grande occasione arriva nel 1980: a luglio Bill Gates viene contattato dall'IBM. A questo incontro ne seguira' un secondo, un mese piu' tardi, durante il quale Gates firma un contratto di consulenza con Ibm per la realizzazione di un sistema operativo da utilizzare per i futuri PC IBM. Ad agosto Gates acquista per 50.000 dollari dalla Seattle Computer Products un sistema operativo "veloce e sporco", il Q-Dos, "Quick and Dirt Operating System" che sara' la base del futuro MS-DOS, destinato a diventare uno standard nell'ambito dei personal computer grazie alla potenza economica di IBM e al senso degli affari di Bill Gates. Gates ottiene da Tim Paterson, che aveva realizzato il Q-Dos, un accordo di licenza non esclusivo, che prevedeva la possibilita' di rivendere il prodotto. In seguito Microsoft chiudera' il cerchio comprando tutti i diritti della Seattle Computer Products, assumendo alle sue dipendenze lo stesso Paterson, che con un po' piu' di furbizia e di fortuna avrebbe potuto sedersi al posto di Gates sulla poltrona di uomo piu' ricco del mondo.
Il 12 agosto 1981 il primo personal computer della IBM, basato sul microprocessore 8086, fa il suo ingresso trionfale sul mercato dei personal computers. Gia' dalla prima versione dell'MS-Dos il sistema di licenze software della Microsoft obbliga la IBM e i costruttori di PC compatibili a pagare una licenza DOS per ogni singola macchina venduta. Questo rendeva antieconomico installare sui primi PC IBM un sistema operativo diverso da MS-DOS, per il quale si sarebbe pagata un'ulteriore licenza.
E' per questo che il Dos Microsoft si afferma come uno standard nel settore dei PC, nonostante non fosse ne l'unico ne' il migliore sistema operativo per Personal Computer. Sempre per quanto riguarda le pratiche anticoncorrenziali, gli sviluppatori della Microsoft hanno un vantaggio di parecchio tempo su tutti gli altri rispetto a qualsiasi evoluzione dei sistemi operativi. Chi e' tagliato fuori dal ristrettissimo giro del "segreto industriale" della Microsoft rischia di vedere vanificati sforzi e ricerche. A questo problema ha cercato di rispondere la filosofia del Free Software, affidando lo sviluppo dei sistemi operativi e delle applicazioni "libere" all'intelligenza collettiva della Rete piuttosto che al protezionismo del segreto industriale. Il 20 novembre 1985 Microsoft mette in commercio Windows 1.0, esattamente due anni e dieci giorni dopo la presentazione del prodotto, avvenuta in grande stile e con tutta l'enfasi
che contraddistingue le campagne pubblicitarie dell'azienda di Redmond.
LE PRIME INDAGINI ANTITRUST
Nel 1990 la Federal Trade Commission inizia ad interessarsi alle politiche di marketing della Microsoft. L'attenzione della commissione federale e' puntata sulla anticoncorrenzialita' di alcune pratiche di vendita. In particolare si indaga sulle cosiddette vendite "tie-in", che legano l' acquisto dei sistemi operativi a quello delle applicazioni software. Un esempio per tutti, l'accoppiata Microsoft Windows - Microsoft Word.
Le avventure giudiziarie dell'azienda di Bill Gates sono solamente all'inizio: nel gennaio 1992 la Apple presenta una richiesta di
risarcimento per violazione di copyright indirizzata a Microsoft e a Hewlett Packard. La richiesta di risarcimento per la Microsoft e' di 4.37 miliardi di dollari, piu' del doppio del miglior fatturato realizzato fino ad allora dall'azienda. L'accusa e' relativa all'utilizzo da parte della Microsoft, per la realizzazione di Windows, di alcune tecniche grafiche che fino al 1989 erano una esclusiva della societa' di Cupertino.




