NEWS del giorno
Re: NEWS del giorno
sempre su Lou Reed, questo articolo molto interessante sulla sua conversione (?)
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http://costanzamiriano.com/2013/11/03/lou-reed-quella-conversione-che-nessuno-ha-voluto-raccontare/Re: NEWS del giorno
io li prendereiFrances wrote:
grandissimi comunque, gli compro il cd anche solo per questo outing
Re: NEWS del giorno
Meno paranoie nei riguardi della pirateria, più attenzione alla qualità del lavoro e della musica. In un'intervista rilasciata al sito Music Ally, Moby illustra la sua ricetta per far fronte alle mutazioni in corso nell'industria musicale, mostrandosi poco preoccupato dal proliferare di sistemi illegali o (almeno per ora) poco remunerativi di distribuzione come i nuovi servizi di streaming. "Nell'ultima quindicina d'anni le major se la sono presa a morte per la pirateria e non hanno concluso niente", sostiene il musicista nativo di Harlem, New York. "Sicuramente i criteri con cui le grandi case discografiche valutano le cose sono molto diversi dai miei. Non voglio criticare o giudicare troppo duramente il loro punto di vista, ma a un certo momento bisogna valutare empiricamente l'efficacia del loro approccio. E quel che auspicabilmente le major hanno imparato da qualche tempo a questa parte è che punire gli ascoltatori non è la strada giusta da seguire". "Se un musicista produce una bella composizione musicale qualcuno la vorrà ascoltare", sostiene l'autore di "Play" e di "Innocents", l'album da poco uscito sul mecato. "Nel tempo si formerà un pubblico che magari inizia rubando un paio di canzoni o di album ma che poi potrebbe voler comprare merchandising, andare ai concerti e acquistare biglietti".
Si tratta, secondo Moby, di ribaltare prospettiva: "Mi sembra che il music business non abbia tratto benefici dal guardare alla pirateria nel breve termine, qui e ora, invece di pensare che nel lungo periodo quel quadro potrebbe diventare molto più roseo e soddisfacente. Mi rendo conto che molte di quelle società hanno obblighi nei confronti degli azionisti e dei risultati trimestrali ma penso anche che ci debba essere un modo migliore e più efficace di vedere le cose sostituendo una prospettiva più ampia alla visione ristretta al breve periodo". "Se ogni musicista, etichetta e manager si concentrasse davvero nel fare la miglior musica possibile, secondo le sue capacità, e nel rafforzare il rapporto con l'ascoltatore", sostiene Moby, "il resto probabilmente si sistemerebbe da solo".
Si tratta, secondo Moby, di ribaltare prospettiva: "Mi sembra che il music business non abbia tratto benefici dal guardare alla pirateria nel breve termine, qui e ora, invece di pensare che nel lungo periodo quel quadro potrebbe diventare molto più roseo e soddisfacente. Mi rendo conto che molte di quelle società hanno obblighi nei confronti degli azionisti e dei risultati trimestrali ma penso anche che ci debba essere un modo migliore e più efficace di vedere le cose sostituendo una prospettiva più ampia alla visione ristretta al breve periodo". "Se ogni musicista, etichetta e manager si concentrasse davvero nel fare la miglior musica possibile, secondo le sue capacità, e nel rafforzare il rapporto con l'ascoltatore", sostiene Moby, "il resto probabilmente si sistemerebbe da solo".
Re: NEWS del giorno
Non ho seguito molto bene la faccenda ma da quel che ho capito ha lanciato anche più di una frecciatina a Thom Yorke su twitter dicendogli che andando contro Spotify è come un vecchietto che va contro i treni ad alta velocità. Thom Yorke per tutta risposta gli ha risposto su twitter che se ne frega di quello che ha da dire Moby.
Re: NEWS del giorno
Che Yorke se ne freghi non è interessante, è più interessante discutere se le parole di Moby sono giuste o meno...e secondo me lo sono, Yorke è scaduto agli occhi del mondo ormai....ne ha fatte e dette abbastanza secondo me.
Re: NEWS del giorno
ecco la parte su Yorke
Passa quasi sotto silenzio l'esternazione delle ultime ore di Liam Gallagher - che ha candidamente ammesso di non sapere nemmeno cosa sia Spotify, preferendo allo streaming l'ascolto dei dischi in vinile - davanti allo scontro che ha visto protagonisti Moby e il leader dei Radiohead Thom Yorke sulla sostenibilità della notissima piattaforma di streaming musicale.
Il cantante e compositore di Oxford, è cosa ormai nota, non è un grande sostenitore (così come alcuni suoi colleghi, come Beck e Steve Lukather, del servizio, e non ha perso occasione di manifestarlo. Moby, invece, la pensa in tutt'altro modo: "Fanno bene gli artisti a cercare di adattarsi a Spotify", ha chiarito il cantante, polistrumentista e producer newyorchese nel corso di un'intervista a Mashable, "Così come fanno bene gli artisti che fanno remix, dj set, tour, dischi, musica per film e per videogame. Credo sia bizzarro e pericoloso cercare di limitare il progresso per evitare di adattarcisi. Qualsiasi tipo di industria toccata da progressi tecnologici ha avuto riscontri positivi e negativi, ma non vedo quale sia il punto nel lamentarsi. Amo Thom Yorke, ma quando lo sento lamentarsi di Spotify penso: 'Sei solo un anziano che impreca al passaggio dei treni ad alta velocità'. Amo tutto ciò che possa contribuire a portare la maggior quantità di musica nella vita delle persone".
La risposta del frontman dei Radiohead non si è fatta attendere. Con uno stringato tweet dal suo account, Yorke ha commentato: "Sono un quarantacinquenne luddista, e sono fiero di esserlo". Allegando, al post, un articolo nel quale anche David Byrne si esprime in termini non favorevoli nei confronti di Spotify.
Moby, temendo di essere frainteso, ha ribattuto: "Giusto per essere chiari: amo Thom Yorke e David Byrne, che reputo - creativamente - dei geni. Solo, non vedo quale sia l'utilità di combattere un futuro che è già arrivato".
Passa quasi sotto silenzio l'esternazione delle ultime ore di Liam Gallagher - che ha candidamente ammesso di non sapere nemmeno cosa sia Spotify, preferendo allo streaming l'ascolto dei dischi in vinile - davanti allo scontro che ha visto protagonisti Moby e il leader dei Radiohead Thom Yorke sulla sostenibilità della notissima piattaforma di streaming musicale.
Il cantante e compositore di Oxford, è cosa ormai nota, non è un grande sostenitore (così come alcuni suoi colleghi, come Beck e Steve Lukather, del servizio, e non ha perso occasione di manifestarlo. Moby, invece, la pensa in tutt'altro modo: "Fanno bene gli artisti a cercare di adattarsi a Spotify", ha chiarito il cantante, polistrumentista e producer newyorchese nel corso di un'intervista a Mashable, "Così come fanno bene gli artisti che fanno remix, dj set, tour, dischi, musica per film e per videogame. Credo sia bizzarro e pericoloso cercare di limitare il progresso per evitare di adattarcisi. Qualsiasi tipo di industria toccata da progressi tecnologici ha avuto riscontri positivi e negativi, ma non vedo quale sia il punto nel lamentarsi. Amo Thom Yorke, ma quando lo sento lamentarsi di Spotify penso: 'Sei solo un anziano che impreca al passaggio dei treni ad alta velocità'. Amo tutto ciò che possa contribuire a portare la maggior quantità di musica nella vita delle persone".
La risposta del frontman dei Radiohead non si è fatta attendere. Con uno stringato tweet dal suo account, Yorke ha commentato: "Sono un quarantacinquenne luddista, e sono fiero di esserlo". Allegando, al post, un articolo nel quale anche David Byrne si esprime in termini non favorevoli nei confronti di Spotify.
Moby, temendo di essere frainteso, ha ribattuto: "Giusto per essere chiari: amo Thom Yorke e David Byrne, che reputo - creativamente - dei geni. Solo, non vedo quale sia l'utilità di combattere un futuro che è già arrivato".
Re: NEWS del giorno
Dopo la sbornia, Spotify perde. Non c'è niente di male a continuare a vivere la musica in quel modo, come all'opposto si può amare il vinile. Io quando ho tempo come oggi la musica la ascolto dall'Hi-Fi. Ha fatto bene Joanna Newsom che non ha dischi adatti al consumo in streaming a non concedere le sue canzoni a Spotify.
Poi nel caso degli artisti… la preoccupazione maggiore sono i soldi, mi pare chiaro.
Poi nel caso degli artisti… la preoccupazione maggiore sono i soldi, mi pare chiaro.
Last edited by AFX on 27 Nov 2013 20:08, edited 1 time in total.
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