Radiohead + The Smile + Thom Yorke
Re: Radiohead
io apprezzo pure e forse non ci fosse di mezzo Thom Yorke saremmo propensi a dare un voto anche più alto
ciò che preoccupa è la mancanza di grandi canzoni in questi ultimi 2 LP con la sua voce. nella nostra recensione auspichiamo che si sia sfogato qui e che ora i radiohead possano tornare ad accendere gli amplificatori delle chitarre
ciò che preoccupa è la mancanza di grandi canzoni in questi ultimi 2 LP con la sua voce. nella nostra recensione auspichiamo che si sia sfogato qui e che ora i radiohead possano tornare ad accendere gli amplificatori delle chitarre
Re: Radiohead
Non per andare controcorrente ma se non si ritiene Amok (l'ultima traccia) un pezzone significa che l'avete ascoltato poco poco...Pilgrim wrote:decisamente. non ci sono gli acuti, non c'è il pezzone. mediamente fatto bene, molto mestiere (e te credo), ma ecco, qualcosina in più me l'aspettavo, nonostante non avessi aspettative altissime.AFX wrote:siamo tutti d'accordo che non è un capolavoro, almeno questo si può già dire
Re: Radiohead
"Ai tempi di 'Kid A' eravamo totalmente assorbiti dalla Rete", ha spiegato Yorke: "Pensavamo davvero che fosse un modo eccezionale per comunicare e rimanere in contatto con i nostri fan. Così ci siamo affrettati a confrontarci con esperti per capire in che termini potessimo concepire i contenuti da distribuire. Loro hanno iniziato a mostrarci bozze di contratto di grandi compagnie che ci offrivano milioni di sterline per contratti di distribuzione su rete mobile e altro cose: in cambio avrebbero voluto solo dei 'contenuti'. Ci siamo chiesti: cosa intendevano, loro, per 'contenuti'? Avremmo dovuto riempire spazio e tempo con delle cose, delle emozioni, e loro sarebbero riusciti a venderle?".
Quindi il grande passo: l'epocale distribuzione di "In rainbows" sul Web utilizzando una sorta di honor system digitale, che permetteva agli ascoltatori di scaricare gratis e legalmente l'album dando la possibilità di far corrispondere, al download, una donazione libera. Una mossa che, nelle intenzioni dei Radiohead, doveva essere rivoluzionaria, capace di sovvertire le regole del musicbiz, e che invece non ha fatto altro che favorire i giganti informatici - mai citati esplicitamente per nome - il cui modello di business, a detta del cantante, prevede una svalutazione di musica, letteratura e arte in generale.
"Il loro obbiettivo è quello di commercializzare cose per tenere i prezzi delle loro azioni alti", ha osservato Yorke: "Così facendo, però, l'unico risultato che sono riusciti ad ottenere è stato quello di rendere senza valore musica, giornali, e ogni tipo di contenuto, solo per perseguire i loro guadagni miliardari. E' questo che vogliamo davvero? Credo ancora che il valore di certe cose debba rimanere indeterminato, per certi versi. Un discorso del genere, per me, non ha senso".
Che la soluzione sia un passo indietro tecnologico? Affatto. "Negli ultimi dieci anni abbiamo assistito ad una disputa territoriale tra diritti e tecnologia", ha concluso Yorke: "Tutto ciò ha comportato la trasformazione - agli occhi di qualcuno - dei fan in 'pirati', e l'insicurezza, da parte degli artisti, su come venire pagati. E questo ha contribuito ad innalzare tra le parti un muro di diffidenza". L'ultimo consiglio è riservato all'industria musicale, britannica e non solo: la soluzione, più che concentrarsi solamente sui numeri e sulle vendite, è quella di "vivere, respirare e far evolvere le relazioni tra fan e artisti sul lungo periodo".
Quindi il grande passo: l'epocale distribuzione di "In rainbows" sul Web utilizzando una sorta di honor system digitale, che permetteva agli ascoltatori di scaricare gratis e legalmente l'album dando la possibilità di far corrispondere, al download, una donazione libera. Una mossa che, nelle intenzioni dei Radiohead, doveva essere rivoluzionaria, capace di sovvertire le regole del musicbiz, e che invece non ha fatto altro che favorire i giganti informatici - mai citati esplicitamente per nome - il cui modello di business, a detta del cantante, prevede una svalutazione di musica, letteratura e arte in generale.
"Il loro obbiettivo è quello di commercializzare cose per tenere i prezzi delle loro azioni alti", ha osservato Yorke: "Così facendo, però, l'unico risultato che sono riusciti ad ottenere è stato quello di rendere senza valore musica, giornali, e ogni tipo di contenuto, solo per perseguire i loro guadagni miliardari. E' questo che vogliamo davvero? Credo ancora che il valore di certe cose debba rimanere indeterminato, per certi versi. Un discorso del genere, per me, non ha senso".
Che la soluzione sia un passo indietro tecnologico? Affatto. "Negli ultimi dieci anni abbiamo assistito ad una disputa territoriale tra diritti e tecnologia", ha concluso Yorke: "Tutto ciò ha comportato la trasformazione - agli occhi di qualcuno - dei fan in 'pirati', e l'insicurezza, da parte degli artisti, su come venire pagati. E questo ha contribuito ad innalzare tra le parti un muro di diffidenza". L'ultimo consiglio è riservato all'industria musicale, britannica e non solo: la soluzione, più che concentrarsi solamente sui numeri e sulle vendite, è quella di "vivere, respirare e far evolvere le relazioni tra fan e artisti sul lungo periodo".
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Re: Radiohead
L'album è ben prodotto. Belle basi e anche i suoni mi piacciono. Però mancano le canzoni o meglio, magari ci sono ma non di certo memorabili.E non viene la voglia di riascoltarlo almeno per adesso.
Re: Radiohead
Che poi proprio non capisco perchè non abbiano voluto inserire in TKOL la canzone "Staircase" che è forse, in assoluto, una delle loro ultime migliori composizioni imho.
Last edited by x119 on 06 Mar 2013 13:12, edited 1 time in total.
Re: Radiohead
questa è carina.
gli imbucati del concerto dei radiohead. Anno del signore, 1997.

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"Stanco dell'infinitamente piccolo e dell'infinitamente grande,lo scienziato si dedicò all'infinitamente medio."
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Re: Radiohead
io comunque sono sazio, i Radiohead fanno parte del passato. Gli Atoms for Peace come se non esistessero.
Tornerei a riascoltare i Radiohead solo se riaccendessero gli amplificatori delle chitarre. Il resto mi ha rotto onestamente. In questo momento, nelle mie 10 band preferite, i Radiohead non ci sono.
Tornerei a riascoltare i Radiohead solo se riaccendessero gli amplificatori delle chitarre. Il resto mi ha rotto onestamente. In questo momento, nelle mie 10 band preferite, i Radiohead non ci sono.
Re: Radiohead
Io devo dire che quando sono andata a vederli live a settembre praticamente non li ascoltavo più, ma poi è stato nuovo amore. E gli Atoms for Peace me li sono riascoltati ieri: certo non è il disco del secolo ma non è neanche così male.
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