Recensioni

Brand New – Science Fiction

Science Fiction è e resterà l’ultimo album dei Brand New. È un’ora di musica dedicata a chi li ha adorati per tutto il tempo, e a chi non li ha mai mandati giù e magari ci riprova adesso che è troppo tardi. Mentre scriviamo, infatti, sono già in commercio le t-shirt con l’epigrafe “Brand New 2000 – 2018”.

Il disco, che arriva a ben otto anni dal precedente e alterno Daisy, rappresenta il culmine del percorso di Jesse Lacey e compagni, e di sicuro la loro versione più matura e strutturata. Sono dodici canzoni in cui la band suona come se sapesse – e infatti lo sa – che questa è l’ultima occasione per tirare fuori tutte le idee di arrangiamenti alternativi che non ha mai osato sperimentare prima, forse per paura di chi aveva deciso di non crescere con loro. Questo non può certo essere definito progressive emo, ma la ricchezza di scelte tra acustico ed elettrico, tra strumentazione canonica hard ed emocore, e soluzioni che di certo non ti aspetti (il banjo, i mandolini, il wah-wah, il finger-picking col cuore in mano), rendono l’albo una sommatoria delle possibilità della formazione di Long Island ormai alla soglia dei fatidici -anta, ovvero quell’età in cui diventa poco credibile continuare a recitare il disagio adultescente da cui nasce il loro rock. Perciò, per non fare la fine dei Cure o di improbabili altri Peter Pan del pop, i Brand New hanno deciso da tempo di sciogliersi con un ultimo disco – il più maturo e completo che hanno saputo fare – e un ultimo tour, immaginiamo il più nostalgico e drammatico possibile. Hip hip, hurrà! E nella morte, quindi, forniscono un’ultima volontà e testamento: Science Fiction suona esattamente come ciò cui tutte le band che i Brand New hanno influenzato negli anni dovrebbero aspirare, già da prima dei loro quarant’anni. 

 

 

Ad aprire e chiudere due brani lenti che risultano tra i più lunghi del loro repertorio. In mezzo c’è spazio per tutto quello che i ragazzi hanno saputo fare bene negli anni. Ci sono i singoli dai ritornelli innodici, al limite del populista e del rock da arena-stadio (“Can’t Get It Out” e “No Control” odorano addirittura di Nirvana), ci sono i finali a sorpresa, le vignette da intermezzo lo-fi, le citazioni di tracce del passato, le referenze alle fonti di ispirazioni – almeno due brani rimandano ai Modest Mouse, ovvero “Same Logic/Teeth” e “In the Water” – i momenti massicci in power-chords e soprattutto i sentimenti che li hanno guidati dall’esordio o anzi, da Deja Entendu (2003), il loro primo apice, fino al capolavoro The Devil and God Are Raging Inside Me (2006)

Ma Science Fiction risulterà alla lunga anche l’opera più introspettiva dei Brand New, perché per tutta la sua durata si respira un’aria pesante, a tratti perfino tetra, come se un tragico colpo di scena fosse dietro l’angolo, o fosse in realtà nascosto tra le pieghe e i versi delle canzoni, e quindi lasciato ai fan da decifrare. 

Lasciarlo scaricare gratuitamente è stato un bellissimo messaggio di gratitudine ai fan più fedeli, che comunque non mancheranno di acquistare una copia fisica dell’ultimo album di una delle band più importanti che il filone emo abbia conosciuto nella sua storia.

Science Fiction. Fantascienza. Così termina la saga dei Brand New.

Recent Posts

Liturgy – 93696

Al di là dei luoghi comuni, pochi generi hanno saputo reinventarsi e andare costantemente al…

4 anni ago

James Holden – Imagine This Is High Dimensional Space of All Possibilities

Se ci seguite, sapete già quanto apprezziamo l’opera di James Holden. Nella nostra recente classifica…

4 anni ago

The National – First Two Pages Of Frankenstein

Si è sempre dedicata una certa attenzione alla creatura di Matt Berninger e soci, vuoi…

4 anni ago

Tim Hecker – No Highs

Con il suo album più musicale di sempre, il compositore canadese Tim Hecker sceglie di…

4 anni ago

JPEGMAFIA x Danny Brown – SCARING THE HOES

SCARING THE HOES accennava già dal titolo intenti più vicini al divertissement che alla volontà…

4 anni ago

Fever Ray – Radical Romantics

Radical Romantics è il terzo disco firmato Fever Ray, l'alias con cui Kerin Dreijer Andersson…

4 anni ago