Recensioni

The Range – Potential

La prima impressione che si ha ascoltando Potential è quella di trovarsi davanti all’ennesimo ragazzino inglese che nei weekend si diverte a cercare di imitare i suoi idoli della scena dubstep e dintorni. Ma non facciamoci ingannare. Di fatto James Hinton, aka The Range, non è né inglese né tanto meno uno come tanti altri. Inaspettatamente ci troviamo a Brooklyn e “l’inglesità” che traspare è solo il frutto di un mondo musicale in cui (in antitesi con quello politico e sociale di oggi) i confini tra nazioni si fanno sempre più labili ed effimeri. Il fascino sta proprio nella contaminazione.

[Tweet “Potential fa da palcoscenico ad alcuni dei talenti nascosti del web”]

A differenza del suo più stravagante e sperimentale primo disco, questa volta James ci ha regalato un album estremamente omogeneo e coerente da inizio a fine, caratterizzato da ritmiche marcate e sample invasivi ed ipnotici. Il mantra però ha successo solo quando, non solo tutti gli elementi in gioco brillano di luce propria, ma riescono pure ad amalgamarsi in modo efficace tra loro: durante gli appena 40 minuti qua proposti questo avviene con una frequenza spaventosa. In più, nonostante la struttura dei brani sia ben lontana da quella canonica, non si ha mai la spiacevole sensazione di trovarsi in mezzo ad un loop ripetuto all’infinito come si potrebbe essere portati a pensare. Al contrario, con grande probabilità, vi troverete come noi a battere i piedi a ritmo di drum machine e a canticchiarvi nella testa i pezzi caldi tornando a casa la sera dal lavoro diurno. Alla base di tutto una particolare sensibilità nella scelta dei sample scovati nelle zone più remote di YouTube, tra una cover di Ariana Grande e un freestyle di qualche teenager estroso.

Esatto, la gran parte delle voci qua dentro non sono quelle di superstar o rapper di fama mondiale come vi potreste aspettare, bensì quelle di persone semplici colte in un momento di particolare ispirazione. L’intero album finisce per fare da palcoscenico ad alcuni dei talenti nascosti del web e la cosa non solo è particolarmente poetica ma pure incredibilmente efficace. I nostri sentiti complimenti a The Range per essere stato in grado di destreggiarsi in mezzo al mare di trash presente su Youtube e su internet in generale, e aver messo in luce il buono latente con questi risultati. Di storie belle in giro se ne trovano tante ma nella gran parte di casi si tratta o di bufale o – nel concreto – di lavori scadenti: non è questo il caso. Un disco tutto da godere; il retroscena è solo un plus di quelli che a noi (e a voi) piacciono tanto.

P.S.: divertitevi ad ascoltare i sample originali scelti da James, li potete trovare facilmente riportati in alcune delle sue interviste.

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