Qualche settimana fa, complice l’essermi innamorato delle note di Nils Frahm e Max Richter, mi è tornata voglia di provarci di nuovo con la musica classica. I precedenti tentativi erano falliti tutti in maniera molto misera, questo a causa non tanto della difficoltà musicale della materia ma dell’impossibilità di raccapezzarsi, senza una guida, in un mondo fatto di centinaia di versioni degli stessi pezzi interpretati da persone diverse.
In assenza di qualcuno che ti prenda per mano e ascolti le cose insieme a te, bisogna solo provare a seguire il proprio istinto musicale. E se la scintilla non può scoccare da una scorpacciata di musica classica fatta senza criterio, è altrettanto vero che una selezione di pezzi può essere utile per capire almeno da cosa partire. La Classical Essentials di Spotify mi ha proposto, tra le varie cose, l’ultimo movimento della nona sinfonia di Antonín Dvořák: “ecco il mio appiglio”, mi son subito detto, e da lì sono andato alla ricerca di qualche video per aggiungere una componente visiva al tutto. Ho trovato lo stesso pezzo performato da un’orchestra condotta da Gustavo Dudamel alla presenza di un Papa Ratzinger visibilmente turbato dalla svolazzante chioma dell’isterico maestro.
La storia di questa sinfonia, denominata “Dal Nuovo Mondo”, ci dice che il compositore ceco cercò di includere nella musica europea elementi presi in prestito da quella degli originari abitanti del continente americano, facendo probabilmente anche un po’ di confusione (così mi dicono e così riferisco, essendo io ignorante come una capra). È probabile che la Nona di Dvořák, nella sua completezza, mi sia piaciuta perché si avvicina molto a certe colonne sonore e quindi a un tipo di gusto e cultura più vicino ai nostri tempi, trasmette quella sensazione di epicità cinematografica che sì, è costruita, ma che riesce lo stesso a coinvolgere. Siamo o no cresciuti provando amore per la finzione narrativa?
Oltre a spulciare Wikipedia scoprendo che a Mozart piaceva scrivere lettere e composizioni musicali sulle puzzette, sono riuscito a recuperare una timeline con tutti i compositori per poter dare una collocazione temporale a quella che era soltanto una confusa nuvola di nomi. Curiosamente, tra i nomi più recenti sono inclusi anche Brian Eno, John Carpenter, Frank Zappa e Giorgio Moroder. C’è da dire che orecchie abituate al post rock, all’ambient e al rock sperimentale dovrebbero in teoria essere più pronte di altre a iniziare un’avventura del genere. Bisogna sfruttare ciò che si ha.
Insomma, se volete provarci anche voi, individuate una composizione che vi piaccia davvero, cercate di capire perché e partite da lì. La materia è sterminata e personalmente continuo a non avere la minima idea di cosa comprare quando entro in un negozio di dischi e sposto cd sugli scaffali della sezione classica. Ma magari sarò io, prima o poi, a poter prendere una persona per mano e a guidarla fino all’ingresso di questo mondo straordinario.
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