C’è un’immagine peculiare che la musica dei Crystal Castles mi ha sempre evocato durante l’ascolto, ed è quella del conflitto. Il conflitto di cui parlo lo vedo nell’immaginario grafico (copertine, video e merch), dove violenza e tenerezza sembrano due facce della stessa medaglia, e lo sento nel cozzare degli elementi noise e quelli electro-pop che tanto bene hanno saputo far coesistere i due musicisti nella loro carriera.
Per capirci meglio: Celestica, brano di (II), prende il titolo dalla fabbrica canadese che leggenda vuole abbia messo in commercio prodotti la cui materia prima proveniva dallo stesso container di plastica fusa, in cui una dipendente dell’azienda si era suicidata lanciandosi dentro. Musicalmente invece la traccia è una delle meno violente dell’album (molto diversa già da quella successiva in tracklist), energica ma con una melodia vocale dolce e malinconica. Ancora: prendete l’iconica copertina di (III) e riapplicate gli stessi discorsi fatti sopra; c’è la violenza, evocata dal velo islamico e verosimilmente da una scena di guerra del medio oriente, ma allo stesso tempo c’è la tenerezza, evidente dai soggetti in foto: un remake moderno della Pietà.
Passatemi il concetto, mi piaceva pensare ai CC come al Liveleak della musica, il sito dove vengono postati quei video che non trovano spazio sui siti web mainstream, tipicamente provenienti dalle zone di guerra o dai telegiornali, tutti rigorosamente non censurati. Ricordo anche una pagina di Facebook chiamata Crimewave (quindi prendendo nome proprio da una loro traccia), che condivideva foto con l’intento di estrarre o evidenziare il lato estetico dell’atto violento o criminale.
Per fare il punto, la collaborazione tra Ethan Kath e Alice Glass non solo si è interrotta, ma lo ha fatto anche con il botto. Dopo l’abbandono del progetto della cantante (prontamente sostituita con la modella Edith Frances), Glass ha rivelato come il rapporto col collega fosse in realtà di natura violenta, culminato con un’indagine per abusi tutt’ora in corso. Dal canto suo Kath ha negato tutto ed ha citato lei per diffamazione. Come se la situazione non risultasse già abbastanza squallida, ancora peggio diventa la storia quando si vanno ad ascoltare rispettive fanbase distribuite tra forum e Tumblr, entrambe impegnate in una crociata contro la fazione opposta. Facilmente rintracciabili sul web, i fatti che emergono sono a dir poco tristi (tutti fatti NON verificati quindi da prendere con le pinze): di lui si delinea un ritratto infimo e gli si attribuiscono violenze psicologiche e fisiche ai danni di lei (qualcuno azzarda anche di più, evidenziando come lui abbia sposato una appena diciottenne di 20 anni più giovane di lui, con cui chattava da quando lei ne aveva 15 e faceva cosplay di Alice Glass!). Dall’altro lato, di lei qualcuno dice sia in realtà una finta vittima, anch’essa manipolatrice e allo stesso tempo plagiata dall’attuale compagno, Jupiter Keyes degli Health che starebbe cercando di demolire l’ex collega e compagno.
Insomma se i CC dovessero davvero rivelarsi “Il Liveleak della musica”, nel senso in cui il prodotto creato e mostrato dovesse attingere dal reale, se quel conflitto di sopra fosse non solo mera poetica ma effettivo, proveniente da un luogo di abuso, con vittima e carnefice, dovremmo rivalutare tutta la loro idea musicale? E’ brutto lasciare un articolo con più domande di quante siano le risposte, ma è difficile trarre una conclusione su questo genere di domande, specie se i fatti sono ancora poco chiari, personalmente per ora non credo rinnegherò o vieterò gli ascolti passati e futuri; potrà essere stata un’inutile pippa mentale, essendo non di certo la prima volta che qualcosa del genere accade (si pensi al Metal estremo, quante storie simili avrà), ma una cosa mi risulta certa per ora: quando ritorno sulla loro musica, certe note di disperazione e malinconia mi risultano amplificate, anche in quelle tracce dove meno le scorgevo. Anche se le accuse dovessero cadere e il progetto Crystal Castles continuare in parallelo con la carriera solista di Alice Glass, difficilmente sarà più la stessa cosa.
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