Si può essere ottimisti quanto si vuole ma ogni coppia deve prima o poi mettersi in discussione. Il 2009 per i Moderat è stato una luna di miele: il connubio idm/ambient era perfetto e “Rusty Nails” era proprio uno di quei momenti in cui gli innamorati si dileguano per amoreggiare in pace e non disgustare i presenti. La felicità sembrava inarrestabile, fino a quando lei non ha un’idea: “tesoro, non usi mai quell’armadietto, ti dispiace se ci metto un po’ di roba mia?”. Nessun problema, l’orecchiabilità sfacciata di “Bad Kingdom” non destava ancora preoccupazioni e se fra i risultati spiccava una gemma come “Therapy”, la crisi era l’ultimo dei pensieri. Ma ora l’armadietto è diventato la stanza intera (le signore possono sostituire lo scenario con l’imbarazzante disordine del compagno) e alla fine Sascha Ring ha nemmeno così subdolamente preso le redini del trio.
Non sono solo facili battute: “Intruder” sarà anche catartica, ma suona esattamente come un nuovo brano del solista Apparat, con i Modeselektor relegati a meri percussionisti. III esce inoltre in un periodo in cui nessuna delle due metà coinvolte è al picco creativo e la testardaggine di Sascha nel continuare il suo percorso pop non fa altro che mostrare i suoi limiti. Uno di questi è una classica trappola del genere: le sabbie mobili della melassa, in cui il gruppo tedesco incappa in “Ghostmother” e “The Fool”, appesantendo l’ascolto.
Non è tutto da buttare comunque e (guarda un po’ che caso) l’album si riprende in quegli episodi dove il duo Bronsert-Szary ha più voce in capitolo, come le dinamiche “Running” e “Reminder”, animate da ritmi cavalcanti e dallo sfogo di frustrazioni matrimoniali. Adesso però basta con le metafore e l’ironia: III non soffre di cadute di stile o brutture clamorose. Non è neanche un lavoro insincero e in questo Apparat è sempre stato una garanzia. Il problema è diverso ed è molto semplice: l’ultima fatica dei Moderat non aggiunge nulla di nuovo al loro catalogo. La stasi è evidente e forse lo è anche il bisogno di ricorrere a una terapia di coppia.
Al di là dei luoghi comuni, pochi generi hanno saputo reinventarsi e andare costantemente al…
Se ci seguite, sapete già quanto apprezziamo l’opera di James Holden. Nella nostra recente classifica…
Si è sempre dedicata una certa attenzione alla creatura di Matt Berninger e soci, vuoi…
Con il suo album più musicale di sempre, il compositore canadese Tim Hecker sceglie di…
SCARING THE HOES accennava già dal titolo intenti più vicini al divertissement che alla volontà…
Radical Romantics è il terzo disco firmato Fever Ray, l'alias con cui Kerin Dreijer Andersson…