Recensioni

Little Simz – Grey Area

Il 2019 è stato un anno davvero importante per l’hip hop britannico, che ha visto tornare il grime in alto nelle chart con gente come slowthai, Skepta e DAVE.
Tuttavia, nonostante questi artisti siano usciti con dischi sicuramente interessanti, nessuno di loro raggiunge i livelli di Grey Area, terzo sforzo sulla lunga durata per Simbi Ajikawo, in arte Little Simz.
Ha dovuto lavorare sodo per raggiungere la notorietà, pur potendo vantare estimatori prestigiosi quali Lauryn Hill e Kendrick Lamar, ma alla fine ce l’ha fatta. Dopo due album  pieni di spunti interessanti ma ancora parzialmente acerbi, le sue qualità di rapper e paroliere appaiono in tutto il loro splendore in questo nuovo capitolo.
Sì, il lavoro del beatmaker Inflo, suo collaboratore di lunga data, merita davvero i più svariati elogi, perché la qualità e la varietà dei tappeti musicali è davvero altissima, passando da scelte più old-school (le prime due tracce) ad altre più ricercate e peculiari, vedasi il soul che emerge dalle pieghe della splendida “Selfish”, o l’orientaleggiante “101 FM”. 
Eppure la vera protagonista del disco è lei, sempre a suo agio, con il suo flow mutevole (davvero unico ed immediatamente riconoscibile) che si adatta a tutte le situazioni. Anche a livello tematico si passa da strofe più introspettive a sbruffonate puramente hip hop (“I’m Jay-Z on a bad day, Shakespeare on my worst days”, dall’opener “Offence”, è già storia). Il livello tecnico delle sue rime, poi, è incontestabile: basta la seconda strofa di “Pressure” per poter seppellire definitivamente l’annoso stereotipo sulla poca predisposizione delle donne a rappare.
È facile dire: chi altri dovrebbe essere il protagonista in un disco rap se non il rapper?
Eppure, negli ultimi anni, il dominio della trap ha più volte smentito questo teorema, con una quantità infinita di pezzi salvati spesso e volentieri solo dall’ottimo beat.
Little Simz, invece, tira fuori un LP che ci appare classico e ricercato pur risultando all’ascolto moderno, fresco, unico.
Un destino che è proprio solo dei grandi album. 

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