TOP 100 anni '70

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AFX
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Re: TOP 100 anni '70

Post by AFX » 22 Dec 2015 08:59

sì il punk è la risposta più ovvia e storica, ma non è la risposta perché il punk è arrivato anche in America, dove invece Built to Spill, GYBE, Explosions in the Sky, Tool, NIN, Mercury Rev, Flaming Lips, Swans, ISIS, Mastodon... di gente che osa ce n'è stata un'infinità. Non in UK dove dopo Discipline si è fermato un certo modo di pensare il rock. Probabilmente quel genere di mente si è buttato sull'elettronica, ma nel rock le cose si sono fatte sempre più sempliciotte, salvo eccezioni.
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Scavenger
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Re: TOP 100 anni '70

Post by Scavenger » 22 Dec 2015 23:13

AFX wrote: perché a un certo punto sono finiti i gruppi inglesi che facevano certa musica... anche progressiva, o comunque molto ricercata nelle strutture? Com'è che dopo Discipline dei King Crimson... niente più? E non buttiamo in mezzo gente come Porcupine Tree o Oceansize perché è chiaro che contano poco rispetto ad Arctic Monkeys, Stone Roses o Suede (per dirne 3 di 3 scene e periodi diversi). E chiaro non bastano neanche Radiohead e Muse, o esperimenti isolati di reduci di quegli anni. Insomma, dov'è finito quel modo di osare, senza rimanere ancorati alla forma canzone a tutti i costi? Nell'elettronica forse. Nelle colonne sonore forse. Ma com'è che non sono più nate band come Led Zeppelin, King Crimson o Black Sabbath nel Regno Unito? O se sono nate, non hanno avuto successo.
Io conosco e apprezzo gli Ozric Tentacles, che tengono insieme progressive, space rock, immaginario psichedelico, elettronica, world music in sound personalissimo interamente strumentale...il tutto con un certo seguito, seppur non planetario. Almeno "Erpland" va recuperato.

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Homunculus1510
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Re: TOP 100 anni '70

Post by Homunculus1510 » 23 Dec 2015 02:25

Secondo me è colpa dei media.
Nel senso: i giornali musicali sono stati fondamentali per plasmare la forma della musica pop/rock/quel-che-è, negli UK moooolto più che negli USA (una volta lessi un pezzo parecchio lungo su pitchfork scritto da uno storico redattore della stampa musicale inglese sul ruolo della stampa e sulla sua influenza). L'impressione che ho è che dagli anni '90, con le etichette che spingevano il più possibile i loro prodotti invece che le loro band, queste abbiano avuto il sopravvento. A questo unisci la crisi imperante del settore e abbiamo fatto il patatrack.
Con la scena musicale dominata dai prodotti globalizza(n)ti - le varie Britney, Madonne, Christine, Backstreet Boys e compagnia - anche gli eventuali nuovi movimenti rock diventavano obiettivamente delle nicchie. D'altra parte, in ambito puramente rock, che cosa è rimasto dopo il britpop? A me viene in mente quel nuovo indie rock, e nessuno di quei gruppi è riuscito ad andare avanti rimanendo fedele alla formula (e ciò detto, oltre alle scimmie e agli orrori quanti sono rimasti non dico eccellenti, ma anche solo interessanti? Pochissimi).
La responsabilità dei media è poi doppiamente importante in un periodo di crisi nera per l'industria: ai tempi belli, quando le varie etichette non avevano bisogno di spingere i fenomeni da classifica a tutti i costi per far quadrare i conti, le riviste davano rilevanza a gente come i Joy Division, non proprio il massimo dell'affabilità come attitudine musicale, e a compagnia. Gli stessi Sex Pistols, per quanto fossero prodotti, erano una roba tutt'altro che friendly, e tuttavia gli si dava rilevanza. E la rilevanza faceva vendere copie. E il vendere copie dava la possibilità anche alle etichette più piccole di investire in altra gente, e questa altra gente grazie a questi investimenti poteva fare la loro roba, poteva essere spinta nei negozi di dischi (bei tempi), e poteva campare della loro creatività. Adesso questa cosa chi la fa? Adesso praticamente nessuno può campare della loro musica. Ok che parliamo della nicchia di una nicchia, ma Emidio Clementi deve fare il professore in Accademia per campare, ché se aspetta l'assegno dei Massimo Volume ciao. Già era arrivato internet a far perdere soldi più o meno a tutti (ma un grande disco leak o non leak vende comunque abbastanza da garantirti un po' di soldi, ma un album buono di un gruppo indipendente non è indice di successo imperituro), se poi ci si mettono le etichette che pagano a peso d'oro la copertina di Rolling Stone ad Adele (fosse un problema solo della copertina, poi...) e fanno mettere a Pitchfork Taylor Swift sopra Andy Stott e Ben Frost, allora perdere e perderemo.
E poi io sono convinto dell'importanza capitale dei media nella musica per la creazione delle scene. O meglio, non tanto delle scene in sé per sé, quanto della narrativa. Perché oggi è così radicata e inestirpabile in quasi tutti l'idea che i giorni migliori sono alle nostre spalle? Tutti i vari "eh, una volta era così, oggi invece è colà, che schifo colà". Secondo me perché prima riuscivi a fare di molta erba un fascio e appiccicarci sopra l'etichetta "grunge", o l'etichetta "new wave", o "punk" o "psychedelic rock" e via, poi il pubblico ci costruiva attorno un'estetica e l'identificazione faceva il resto. Oggi secondo me il potenziale per farlo ci potrebbe anche essere, ma i numeri che la cosa genererebbe sarebbero così bassi che non esiste una stampa che si prenderebbe l'onere di promuovere la cosa. O, al contrario, la fretta di promuovere qualsiasi cosa per attirare click e vendere copie porterebbe a fare la fine del dubstep: da essere una supernicchia ma molto partecipata, arrivano i primi fenomeni veri (i vari Skream e Kode9, Burial lasciamolo da parte), si comincia a pomparli forte e dopo un po' arrivano quelli del baraccone bro-step, poi si inventano Skrillex e abbiamo messo fine anche al dubstep.
E poi sì, secondo me i talenti di oggi non vogliono fare rock. Tipo, penso ai Joy Division perché il film su Curtis ha spiegato in maniera molto manicheista la nascita della loro musica: hanno fatto quello che hanno fatto come reazione alla "next big thing" dell'epoca, i Sex Pistols. Oggi, in maniera ubersemplificata, un ragazzino inglese a chi si potrebbe ispirare/opporre per cominciare a comporre cose sue? Agli XX? A Florence + the Machine? Piuttosto si butta sull'elettronica, che magari è meno esposta ai riflettori grandi ed ha un mondo sommerso di influenze molto più intrigante, nel 2016.
Ragazzi, capitemi, è l'una di notte e sono in vacanza. Non volevo scrivere questo pippone infinito.
simoirs wrote:Io proverei a rivoluzionare il ritmo, in qualche modo. Disintegriamo i 4/4, creiamo qualche nuovo modo di portare avanti una base. Chi l'ha detto che dobbiamo avere per forza una batteria, per forza dei colpi?

Qualcuno prenda una quantità enorme di droghe e provi qualcosa.
Questa è una cosa molto suggestiva, gran figata.
Last edited by Homunculus1510 on 23 Dec 2015 02:30, edited 1 time in total.
Why should we feel bad for what we've done? We still got the taste dancing on our tongues.

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Re: TOP 100 anni '70

Post by AFX » 23 Dec 2015 09:18

Sì è una questione importante quella dei media.

Un conto però è una scena a livello geografico (es. Seattle), un conto è un genere vero e proprio, un conto è quando le due cose coincidono (Canterbury).

A me stupisce non tanto che non ci siano più le scene geografiche, ma che non nascano dei nuovi King Crimson o dei nuovi Genesis o dei nuovi Pink Floyd in Gran Bretagna. Mentre di nuovi Joy Division o Jam o Beatles o Rolling Stones ne abbiamo avuti e ne continuiamo ad avere, per quel genere di musica, e ci potrei mettere anche Black Sabbath e Roxy Music per allargare il tiro, dall'UK non è più arrivato niente, invece dagli USA sì.

Se oggi trovi una rara band che riprende dai Black Sabbath o dai Led Zeppelin... puoi scommette che è americana o australiana, non inglese. Perché?
Possibile che nessuno in UK abbia i Soft Machine o i King Crimson come idoli?
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Re: TOP 100 anni '70

Post by Decades » 23 Dec 2015 12:50

simoirs wrote: Io proverei a rivoluzionare il ritmo, in qualche modo. Disintegriamo i 4/4, creiamo qualche nuovo modo di portare avanti una base. Chi l'ha detto che dobbiamo avere per forza una batteria, per forza dei colpi?
In pratica prog ambient.

Tim Hecker dà ritmo senza colpi da mo.
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Re: TOP 100 anni '70

Post by AFX » 29 Dec 2015 20:37

Q: GLI INGLESI RINNEGANO I LORO CLASSICI DEL ROCK ANNI ’70 ?? c'è il post
http://doyourealize.it/panopticon/q-gli ... ni-70.html
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Re: TOP 100 anni '70

Post by Starn » 17 May 2016 11:58

Parlando prima con un mio mio amico fissato a livelli estremi mi stavo chiedendo: i Pink Floyd sono o non sono la band più sopravvalutata della storia? o sono io che ho un problema con i loro fan?
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Re: TOP 100 anni '70

Post by Codex » 20 May 2016 11:44

Starn wrote:Parlando prima con un mio mio amico fissato a livelli estremi mi stavo chiedendo: i Pink Floyd sono o non sono la band più sopravvalutata della storia? o sono io che ho un problema con i loro fan?
Io non li ascolto da quando avevo 16 anni, forse. Sicuramente una grande band, ma il fan medio è spesso di un' ignoranza disarmante.
Atom Heart Mother lo ricordo bellissimo, Another Brick in The Wall la ricordo insopportabile
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Re: TOP 100 anni '70

Post by AFX » 11 Dec 2018 14:58

Detto che la revisione della TOP 100 anni '80 è praticamente pronta e sarà postata a breve, sul fronte anni '70, ci sono dischi che non prendemmo in considerazione all'epoca e che oggi invece mettereste tra quelli importanti del decennio?

uno per amanti di blues rock è sicuramente Derek and the Dominos, Layla and other assorted love songs
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Re: TOP 100 anni '70

Post by AFX » 15 Dec 2018 11:28



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